Vikings 5: recensione dell'ottavo episodio

La guerra è qui. Dopo sette episodi di intrighi e sotterfugi, Vikings è arrivato al primo punto di svolta dell'anno: fratelli contro fratelli.

recensione Vikings 5: recensione dell'ottavo episodio
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La guerra è arrivata. C'è voluto un po' per arrivare al primo climax narrativo della nuova stagione di Vikings, tra puntate di transizione un po' pesanti, storyline debolucce e molti dialoghi inutili che hanno contribuito a una riuscita non proprio ottimale di questa prima parte della stagione. Ma questa ottava puntata ha decisamente risollevato gli animi e la qualità della serie. Come le stagioni passete ci hanno insegnato, Vikings dà il meglio di sé nelle puntate più crude. E questa è stata una di quelle.

Guerra civile

Gli schieramenti si sapevano già: da un lato Heahmund, Harald, Hvitserk e Ivarr; dall'altro Lagertha, Bjorn, Ubbe e Halfdan. Dopo qualche tentativo di riconciliazione fallito, si è optato per la battaglia in campo aperto. Ma, incredibilmente, contro ogni pronostico, Ivarr e Harald hanno visto la loro armata soccombere contro la strategia di Bjorn e Lagertha. L'alleanza con i Sami ha dato i propri frutti e il grande esercito conquistatore ha dovuto battere in ritirata. È la prima vera sconfitta di Ivarr.
Floki, invece, ha a che fare con i primi veri mugugni dei Vichinghi che ha portato con sé in Islanda. La tensione cresce ma il capo della spedizione fa finta di niente, impassibile.

Strani comportamenti

Questa è stata indubbiamente una puntata importante e molto interessante. Ci voleva onestamente poco dopo i primi sette episodi, eppure si è finalmente tornati all'essenza di Vikings: niente chiacchierate alla Game of Thrones ma tanto, tanto sangue. L'atteggiamento di alcuni personaggi, però, è risultato molto ambiguo: prima la scelta di Ivarr di accettare la proposta di Bjorn rifiutandola dieci minuti dopo, poi la conseguente sconfitta proprio del Senzossa senza battere ciglio può far storcere storcere il naso. Un Ivarr che rinuncia così facilmente alla battaglia non si è mai visto. La curiosità, invece, rimane per la storyline del vescovo Heahmund che sembra più che altro un pacco postale che passa dalle mani del re Aethelwulf a quelle di Ivarr per poi finire da Lagertha. Che tra i due non possa nascere qualcosa?

Invece, dall'altra parte del mare si dipanano altre due storie: quella di Floki e quella di Alfred. Quella di Gloki continua a essere tremendamente antipatica: il vichingo continua nella sua totale indifferenza dopo aver convinto le persone a seguirlo in un viaggio ai limiti del suicida. Due fazioni hanno deciso di schierarsi rispettivamente pro e contro Floki stesso e la situazione sta diventando incandescente col passare delle puntate. Eppure non riesce a far presa su di noi. È incredibile quanto il personaggio di Floki si sia evoluto in negativo.
Alfred, invece, continua sulla strada che lo porterà nella storia. Non è il migliore dei guerrieri, per ora, non è neanche il preferito del padre adottivo, eppure si vede che avrà un futuro interessante nella serie tv. La diretta discendenza da parte di Athelstan, che è stato uno dei protagonisti delle prime stagioni, lo ha sicuramente messo in luce.

Per quanto riguarda la battaglia, come sempre Vikings ha avuto una cura maniacale: gore, ritmo e violenza sono stati quasi perfetti, non totalmente perché in uno o due casi il combattimento ci è sembrato un po' troppo coreografato ma passabile. Pochi minuti ma intensi sono stati la scelta più giusta per aggiungere un po' di pepe a una storia che sicuramente non finisce qui.

Vikings - Stagione 5 Finalmente Vikings ci ha regalato una buonissima puntata. Non siamo ancora ai livelli degli anni scorsi, purtroppo, ma (nonostante ciò che dicono alcuni fan) non è per colpa della mancanza di Ragnar. Le storie sono diventate un po’ troppo prevedibili e, nei limiti del possibile, hanno esaurito i grandi popoli contro cui far combattere i vichinghi nelle prime quattro stagioni: francesi e sassoni. Il ritorno di Rollo potrebbe aggiungere un pizzico di interesse in più ma gli showrunner devono assolutamente inventarsi qualcosa per risollevare le sorti di una serie che sta, lentamente, scendendo di qualità.

8