Vikings 5x14: la calma continua

Nulla sembra poter scuotere la calma che ha contraddistinto gli ultimi episodi di Vikings, mentre l'attesa del pubblico si prolunga ancora di più

recensione Vikings 5x14: la calma continua
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Il finale della tredicesima puntata, la terza in questa seconda parte di stagione, aveva lasciato sperare in improvvisi sviluppi di una trama caduta in un irrequieto dormiveglia per troppo tempo. D'altronde, il midseason finale aveva sicuramente illuso gli spettatori, pronti a trovare nuovi sconvolgimenti importanti con i nuovi episodi. Una, due, tre e ora quattro puntate sono trascorse, eppure sembra che l'attesa da sostenere sia ancora un po' più lunga, ancora un po' più faticosa. "The Lost Moment" non cerca poi molto di discostarsi dalle storie che lo hanno preceduto, limitandosi ancora una volta a predisporre il terreno per ciò che deve ancora accadere.

Pazzia o debolezza umana?

La puntata antecedente si è conclusa con una visione infernale e violenta, nata dalla spietata mente di Ivar e frutto delle sottili cospirazioni che con il tempo hanno iniziato a diffondersi per l'intera Kattegat. Ad accogliere il pubblico è lo stesso rullo di tamburi, ritmato e grave di tono, premonitore di tragedie che stanno per avvenire. Un sottofondo premonitore accompagnato dalle facce dei guerrieri coperte da pitture bianche e rosse e dalle maschere d'ossa che adornano il loro capo. Si tratta di una visione ben differente rispetto a quelle che avevano contraddistinto la città sotto il regno di Ragnar o di Lagertha, risultato materiale della convinzione di Ivar di possedere natura divina, superiore a chi lo circonda e quindi non soggetta alle stesse regole e limitazioni.

Così come un sacrificio aveva segnato l'inizio dell'ascesa del sovrano senz'ossa, quel rabbioso assassinio di Sigurd che aveva macchiato di sangue la tavola condivisa insieme ai fratelli, così ora un sacrificio potrebbe rafforzarne ancora di più il potere o incrinarne il destino, in mezzo alle facce inorridite e iraconde di molti degli abitanti di Kattegat. La patria di Ragnar Lothbrok ha visto, in seguito alla sua morte, acuirsi le tensioni, alimentate da infinite cospirazioni che si accavallano le une sulle altre, tra alleanze inusuali e altre destinate a fallire.

Legami fraterni

Fin dalla prima stagione, all'interno dell'intricato labirinto di congiure e intrighi che hanno contraddistinto Vikings, sembra aver ricoperto un ruolo fondamentale il rapporto fraterno che lega molti dei protagonisti della serie. Già le sanguinose battaglie tra Ragnar e Rollo avevano illustrato chiaramente come nessuna regione potesse essere priva dell'invidia, della gelosia e dell'ira che contraddistinguono molti personaggi. Poi l'uccisione di Halfdan da parte di Harald, gli scontri tra Ivar ed i restanti fratelli, il trono rubato da Alfred.

Eppure, nonostante le continue cospirazioni, non molto altro succede in questo prosieguo della narrazione. La miccia innescata nelle settimane passate sembra essere interminabile, o quantomeno lenta nel suo bruciare, tanto da mettere davvero sotto scacco la pazienza dello spettatore. Il narrare di Vikings, per quanto raramente pesante e privo di mordente, sembra purtroppo essersi impigrito, persistendo nel goffo tentativo di costruire il continuo clima d'attesa che ha caratterizzato gli ultimi quattro episodi.

Vikings - Stagione 5 Preparativi, profezie passate e una pungente sensazione di imminenti tragedie avevano lasciato immaginare una differente prosecuzione della serie con questo quarto episodio. Il tempo dell'attesa sembrava essere giunto al proprio termine, lasciando finalmente spazio all'azione assente fin dalla battaglia che aveva concluso la prima parte della quinta stagione. A dispetto di tutto ciò invece "The Lost Moment" si conferma ancora una volta come l'ennesimo step di un rito preparatorio di cui potremo conoscere le conseguenze solo nel corso dei prossimi episodi. Con il passare del tempo e l'ammontare delle puntate, una simile scelta da parte degli sceneggiatori diventa sempre meno condivisibile. L'adrenalina della battaglia di Kattegat è oramai svanita da mesi e tutto ciò che per ora è rimasto nelle mani dello spettatore è una generale stanchezza e ripetitività narrativa.

6