Vikings 5x15: fuoco e sangue

Nel nuovo episodio di Vikings il sangue torna a macchiare il campo di battaglia e la calma viene infranta da una guerra improvvisa

recensione Vikings 5x15: fuoco e sangue
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È arrivato per Vikings il momento del giro di boa, la linea mediana di questa seconda parte di stagione composta da dieci episodi. Un giro di boa segnato dall'incredibile tranquillità che ha contraddistinto le prime quattro puntate, dialogiche e forse esageratamente preparatorie. Il risveglio dell'azione giunge quindi nel momento più opportuno, quando la pazienza dello spettatore si assottiglia fino quasi a spezzarsi. Ed è un risveglio poderoso, che passa attraverso la violenza dei campi di battaglia e congiunge i fili delle congiure descritte fino ad ora. Il sussulto di Vikings rianima una stagione finora fin troppo rilassata e, stavolta per davvero, lascia intendere corposi avvenimenti futuri.

Il sapore della battaglia

Quattro episodi separano l'ultima grande battaglia, quella che ha deciso il destino di Kattegat, dallo scontro che prende piede in "Hell". Quattro episodi che anticipavano l'arrivo nelle lande del Wessex di Re Harald, scontento per il potere conquistato da Ivar sulle terre natie di Ragnar e adirato per la morte della moglie Astrid ad opera di Lagertha. Diverso tempo è passato dalle ultime invasioni vichinghe in Inghilterra, eppure non abbastanza per farne dimenticare la violenza agli abitanti. La stessa città di York, persa dai Sassoni proprio nella battaglia contro Ivar ed Harald, si erge ancora come monito della costante minaccia che incombe sul popolo di re Alfred.

La macchina da presa segue i preparativi della battaglia, focalizzandosi sui singoli personaggi e analizzandone la posta in gioco prima di uno scontro tanto pericoloso quanto quello che li costringerà a fronteggiare l'enorme esercito di Harald. In ciò, gli sceneggiatori decidono di esacerbare la tensione con il proseguimento di alcune delle sottotrame protagoniste dei precedenti episodi, concentrandosi in larga parte sulle macchinazioni della corte del Wessex senza tuttavia lasciare in disparte i dissidi e gli attriti che rischiano di rendere Kattegat inospitale alla maggior parte della sua popolazione.


Visioni d'inferno

Come già successo con lo scontro che ha posto fine alla prima parte della quinta stagione, anche in questo caso Vikings decide di affrontare le sequenze di conflitto in maniera tanto riuscita quanto inusuale. Un'ottima fotografia, coadiuvata dalle sempre eccelse coreografie di combattimento, sottolinea con ancora più veemenza il pathos che accompagna la battaglia tra le forze di Re Alfred e quelle di Harald Bellachioma. Il clangore delle spade e degli scudi si alterna con innumerevoli inquadrature del volto provato e insanguinato del regnante inglese mentre pronuncia un solenne discorso a conclusione della lotta. La serie di History Channel non è nuova a simili deformazioni del tempo purché congeniali alla narrazione e ancora una volta conferma di raggiungere i risultati migliori proprio in corrispondenza degli episodi dedicati alle guerre che infiammano le terre dei vichinghi e dei sassoni.

Convince, seppure non fino in fondo, anche la gestione di molte delle linee narrative che hanno costituito il contenuto dei precedenti episodi. Al netto di una conduzione a tratti frettolosa, un unico difetto sembra perseguitare questa quinta stagione. La singhiozzante importanza concessa a personaggi come Floki e Heahmund non è riuscita fin dall'inizio a nascondere le proprie problematiche, non tanto per la caratterizzazione in sé (che nel caso del sacerdote inglese sembra comunque essere assai deficitaria), quando per la persistente confusione sul ruolo da essi ricoperto all'interno dell'economia del racconto. Ora più che mai l'interpretazione di Jonathan Rhys Meyers sembra avere solamente il compito di facilitare eventuali svolte narrative più che quello di arricchire il racconto.

Vikings - Stagione 5 Hell, questo il titolo del nuovo episodio della quinta stagione, arriva in un momento particolarmente critico per Vikings. Dopo quattro puntate fin troppo riflessive, è l'azione a tornare nuovamente protagonista e il sangue scorre ancora una volta sul campo di battaglia. Mai circostanza poteva essere più propizia per abbracciare nuovamente ciò che in passato ha reso indimenticabili innumerevoli momenti della serie tv canadese. Il risultato è un episodio che riesce a destreggiarsi tra la risoluzione di alcune delle sottotrame che hanno caratterizzato questa seconda parte di stagione e la gestione di una battaglia evocativa non solo per la posta in gioco, ma per il modo stesso con il quale è stata portata in vita. Un importantissimo segnale positivo per il futuro di una serie che ha ancora molto da raccontare e non molto tempo per farlo.

7.5