Vikings 5x17: future conquiste

Dopo due episodi incalzanti, "The Most Terrible Thing" rallenta il ritmo della narrazione e continua i preparativi verso il finale di stagione

recensione Vikings 5x17: future conquiste
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Nello scorso episodio, Ivar aveva annunciato di voler nuovamente sfidare Re Alfred. Se anni prima, in occasione dell'ultima visita di Ragnar alla corte di Ecbert, si era trattato di un'innocente partita di scacchi, il futuro lascia invece presagire un'epocale battaglia. La quasi totalità di questa stagione è stata d'altronde caratterizzata dal confronto, seppur a distanza, tra due regnanti profondamente differenti tra loro. Due astute e geniali pedine attorno alle quali si sviluppano linee narrative che coinvolgono la totalità dei personaggi di Vikings. "The Most Terrible Thing" ne approfondisce molte, rallentando la progressione rispetto alle ultime puntate ma arricchendo allo stesso tempo il panorama di una stagione che fino ad ora non ha deluso le attese.

Follia materna

Il tragico risultato della follia di Judith segna l'inizio di questo diciassettesimo episodio nello stesso modo in cui aveva segnato la conclusione del precedente. Il momento della morte di Aethelred coincide però anche con il risveglio di Alfred dal malessere che lo aveva costretto all'incoscienza. Il suo ingresso nella cripta di famiglia proprio mentre il sarcofago del fratello viene calato nella sua eterna dimora lo costringe al confronto con una realtà in cui la madre, che sia per proteggerlo o per il proprio arrogante egoismo, ha posto fine alla vita di uno dei propri figli.

Nel panorama creato dalle conseguenze di una simile tragedia, a emergere è proprio il personaggio interpretato da Jennie Jacques, le cui complessità riaffiorano dopo il lungo tempo passato alla corte inglese. Le basi della sua caratterizzazione erano state poste già nelle stagioni precedenti, indagate attraverso il rapporto che aveva legato Judith prima al monaco Aethelstan e poi a re Ecbert. La dicotomia che caratterizza il personaggio deriva infatti proprio dall'eccellente lavoro compiuto dagli sceneggiatori nello sviscerare il conflitto tra l'amore materno e il desiderio di affermazione che guidano le sue azioni.

I preparativi

Pur separate da centinaia di chilometri, Kattegat e York sono accomunate dalle preparazioni verso una guerra che molto probabilmente costringerà al confronto l'esercito guidato da Ivar e quello condotto da Harald e Bjorn. Ciò che si prospetta non è solamente un conflitto di asce e scudi ma soprattutto di ambizioni, le stesse ambizioni che dirigono "Fianco di ferro" verso il ritorno in patria e Ivar verso nuove conquiste che possano ulteriormente arricchire la sua leggenda. D'altronde sono proprio i desideri dei vari personaggi a far intravedere allo spettatore le possibili fratture che in futuro potranno mettere in pericolo entrambi gli schieramenti. Brame carnali, come l'amore che sia Harald che Bjorn nutrono verso Gunnhild, oppure di potere, rappresentate dal trono della città natale di Ragnar Lothbrok.

Frammentazione

Così come nei territori inglesi e in quelli scandinavi, anche nel paradiso degli dei a lungo cercato da Floki non sembra aver fine la lunga serie di tragedie che hanno caratterizzato questa seconda parte di stagione. La missione d'aiuto iniziata lo scorso episodio che sembrava capace di rischiarare, almeno per un momento, il freddo panorama invernale, si tramuta in fretta nell'ennesima catastrofe. Il sogno di Floki di un nuovo inizio al riparo dall'ira degli dei sembra destinato a infrangersi nella progressione di una linea narrativa sempre più difficile da inquadrare. L'alternarsi delle ambientazioni che ha caratterizzato questa stagione, e che in più occasioni ha rappresentato un punto di forza nel suo fluire, diventa invece un punto critico all'interno di questa puntata.
Lo sviluppo narrativo è fin troppo frammentato e confuso, mentre i salti spaziali tra i vari contesti interrompono con frenesia anche sequenze che avrebbero al contrario bisogno di un maggiore sviluppo temporale. Una simile soluzione, sensata solamente nel caso in cui le differenti linee narrative siano destinate a una evidente quanto prossima convergenza, sembra invece in questa occasione un semplice espediente adottato per mascherare un rallentamento del ritmo rispetto ai precedenti episodi.

Vikings - Stagione 5 Dopo due puntate caratterizzate da una progressione tanto incalzante quanto appassionante per lo spettatore, "The Most Terrible Thing" si prende un momento di pausa per accompagnare verso la conclusione alcune delle sottotrame che hanno caratterizzato questa stagione. Mancano però ancora alcuni episodi prima di poter assistere a un finale tanto atteso quanto potenzialmente esplosivo e nel frattempo lo spettatore si deve accontentare di un episodio sottotono non per contenuti ma per la struttura con la quale essi sono stati proposti alla visione del pubblico.

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