Vikings 6x05 Recensione: Tempo usato male

I problemi di Vikings, nonostante la sua ripresa, iniziano a diventare preoccupanti dopo un altro episodio senza avvenimenti significativi

recensione Vikings 6x05 Recensione: Tempo usato male
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C'è una puntata dei Simpson in cui la famiglia gialla più famosa del mondo si reca al cinema per vedere il nuovo, attesissimo capitolo di Guerre Cosmiche. Volendo parodiare in tutti i modi possibili la seconda trilogia del buon George Lucas, il film non si rivela altro che un'infinita riunione del Senato galattico, con tanto di appello durato probabilmente ore, scatenando ovviamente le ire dei fan. A parte un minimo sviluppo, questo potrebbe essere scambiato per un riassunto perfetto della quinta puntata di Vikings. È evidente oltre ogni ragionevole dubbio che la midseason voglia semplicemente preparare la scacchiera per il gran finale, ma siamo convinti che ci siano vari modi per farlo.

E il cammino scelto dagli ultimi due episodi (qui la recensione di Vikings 6x04) non è un modo virtuoso, per vari motivi. È un peccato vedere un po' sprecate delle ottime intuizioni e dei personaggi potenzialmente vincenti.

La tavola rotonda

Ma procediamo con ordine. Come accennato, la puntata si rivela piuttosto scarna di eventi significativi: a Kattegat, Ubbe (Jordan Patrick Smith) continua placidamente il suo interregno, tormentato soltanto dalla continua schizofrenia di Hvitserk (Marco Ilso); nel frattempo Bjorn (Alexander Ludwig), sotto suggerimento di Olaf (Steven Berkoff), tenta di farsi accettare dai vari regnanti come primo Re dell'intera Norvegia; Lagertha (Katheryn Winnick) fortifica il villaggio in vista di un nuovo attacco dei banditi grazie all'aiuto di Gunnhild (Ragga Ragnars); Ivar (Alex Hogh Andersen), seppur scrutato sempre più incessantemente da Oleg (Danila Kozlovsky), inizia ad attuare uno dei suoi piani machiavellici per spodestare il cosiddetto Profeta. Il problema è che non c'è altro, poiché questa non è una sintesi, è letteralmente tutto ciò che accade. Non c'è alcun sviluppo reale di nessuna delle storyline, né un qualche minimo approfondimento se non una timida mossa di Ivar, in risposta alla crescente instabilità di Oleg. Ed è paradossalmente l'arco che ha meno minutaggio in questa puntata, il resto è solo temporeggiare nel peggiore dei modi possibili.

Una staticità preoccupante

Per intere scene Lagertha e Gunnhild, insieme agli altri abitanti del villaggio, montano solo palizzate difensive e Bjorn conosce numerosi jarl e Re e nulla più: insomma, calza a pennello il paragone con la parodia ad opera dei Simpson. Occasioni per dare un senso compiuto a questi 40 minuti erano presenti e a portata di mano, sarebbe stato ad esempio quantomeno piacevole rivelare l'esito dell'elezione reale pur di assestare un cliffhanger deciso.

Non è una situazione ideale, la direzione e la fisionomia che Vikings smorza e non riesce - o non vuole - assumere stanno diventando preoccupanti. Si faticano ad intravedere i prossimi passi, le future battaglie, i seguenti confronti speranzosamente elettrizzanti e dinamici, insomma non si comprende versi cosa si stia remando. Si ripetono discorsi e concetti, a tratti sequenze intere quasi identiche - abbiamo capito che Hvitserk sta vivendo una discesa nell'alcool e in altro, adesso basta, che si vada oltre. In una stagione finale tutto questo è a parer nostro grave, bisogna iniziare a mettere immediatamente della carne al fuoco dopo due appuntamenti lenti e singhiozzanti, che potevano essere senza fatica condensati in un'unica puntata dagli esiti tutt'altro che così amari.

Vikings - Stagione 6 La quinta puntata apre, a tutti gli effetti, una mini-crisi all'interno di questa midseason di Vikings. Sono due episodi consecutivi che muovono di pochissimo in avanti la narrazione, incapaci di offrire qualcosa di significativo. L'episodio banalizza una serie di buone intuizioni e caratterizzazioni efficaci attraverso errori un po' superficiali. Bisogna accelerare immediatamente, a partire dalla prossima puntata.