Vikings 6x09 Recensione: scendere a compromessi

Prima del midseason finale, Vikings propone una puntata solida, varia ed intrigante. Una boccata d'aria fresca, se non per un singolo dettaglio.

recensione Vikings 6x09 Recensione: scendere a compromessi
Articolo a cura di

FInalmente qualcosa si muove in Vikings e gli sviluppi che qualunque fan aveva previsto da tempo stanno prendendo forma. C'è voluta pazienza, sicuramente un po' troppa (tra le Recensioni di Vikings ne troverete alcune molto negative, in particolare la quinta e la sesta), ma per aspettare la penultima puntata di questa midseason significa che gli sceneggiatori l'hanno sempre immaginata come un antipasto, un assaggio di ciò che, fiduciosamente, sarà un gran finale. E quindi l'ombra dei temibili Rus sta per abbattersi sulla Scandinavia, si intravede il primo spiraglio di una crisi che potrebbe distruggere un intero popolo. A meno che i due Re non trovino un accordo, superando le loro infantili dispute se confrontate con l'imminente pericolo.

Le poste in gioco si fanno preoccupanti, la tensione sale in un episodio che riserva anche qualche sorpresa inaspettata ed interessante e che apre, una volta per tutte, le porte per il futuro di Vikings.

Finalmente Ubbe

L'arrivo delle piccole flotte da ricognizione russe ha gettato nel panico la Norvegia e tutta la Scandinavia. Entrambi i Re rivali, Bjorn (Alexander Ludwig) e Harald (Peter Franzen), riflettono sul da farsi per affrontare la più grande minaccia mai vista fino a quel momento, giungendo a conclusioni amare. In Islanda, invece, Ubbe (Jordan Patrick Smith) riesce ad entrare in contatto con il tanto desiderato girovago Othere (Ray Stevenson), testimone di una nuova fertile terra ad ovest che però sembra nascondere qualcosa.

E alcune delle sequenze più intriganti avvengono proprio sulla cosiddetta isola di ghiaccio: Ubbe, dopo aver recitato un ruolo praticamente da comparsa nella sesta stagione, ha il suo momento per crescere e dimostrare di essere un personaggio completo. Curioso, ambizioso, attento ad ogni singolo dettaglio, la sua permanenza presso Ketill (Adam Copeland) si trasforma quasi in un giallo soft e misterioso, poiché palesemente sia il suo anfitrione che Othere non sono totalmente onesti e la mancanza di qualsivoglia informazione sul destino di Floki (Gustaf Skarsgard) fa solo accrescere i dubbi.

Tra Kattegat e Kiev

Ma il vero colpo da maestro riguarda Ivar (Alex Hogh Andersen). Non faremo spoiler, però la maniera cosi semplice ed immediata con cui viene svelato, all'improvviso, il suo ruolo in queste prime incursioni russe è inaspettatamente coinvolgente - nonché commovente. Ecco, ci limitiamo a dire che Kiev diventerà un luogo ancora più bizzarro. L'ascesa di un setting corrisponde, però, alla decadenza di un altro, per così dire. Più si va avanti, infatti, più l'improvvisato triangolo d'amore tra Bjorn, Gunnhild (Ragga Ragnars) e Ingrid (Lucy Martin) si rivela un contorno concepito pigramente, rendendo Kattegat a tutti gli effetti un punto debole. Ogni cosa appare sbagliata in una simile storyline, dai contenuti già visti ad un tempismo che non poteva essere più inattendibile. Un'armata potrebbe invadere il nostro paese a distanza di qualche mese è quasi secondario, prima il Re deve prendersi una seconda moglie.

Fuori luogo e forzati, gli eventi di Kattegat si salvano solo dal continuo parallelo tra Bjorn e Harald, tra chi potrebbe perdersi definitivamente tra le proprie insicurezze e chi si è appena svegliato da un sogno realizzato. In parole povere, la nona puntata di Vikings è certamente solida e particolarmente piacevole, con il neo di una storyline a tratti scadente.

Vikings - Stagione 6 La nona puntata di Vikings è solida e, per lunghi tratti, particolarmente piacevole. Finalmente una svolta inaspettata per i piani di Ivar, quasi un personaggio commovente visto sotto una nuova luce. Viene dato, dopo episodi interi passati nelle retrovie, spazio ad Ubbe, che trova un suo preciso posto all'interno del tessuto narrativo dando vita ad un piccolo giallo in salsa leggera. Una boccata d'aria fresca che serviva a Vikings, rovinata in parte solo dalla scadente storyline del triangolo d'amore di Bjorn. Ripetitivo, stanco e soprattutto messo in scena nel momento meno adatto, a pochi mesi da un'invasione che potrebbe distruggere il mondo vichingo, si tratta di un contorno pensato in maniera veramente maldestra. Non ci resta che il midseason finale, magari per un'ulteriore scossa.