Vikings 6x10 Recensione: un traumatico midseason finale Recensione

Si chiude la midseason di Vikings, con un finale che mostra il meglio (e purtroppo anche il peggio) di una serie che si prepara al suo atto conclusivo.

recensione Vikings 6x10 Recensione: un traumatico midseason finale
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Lo specchio perfetto di questa sesta stagione di Vikings fino ad ora, ecco cosa rappresenta il midseason finale. Magari capace di far dubitare, al punto da chiedersi perché certe cose sono state anche solo concepite. Però poi quasi dal nulla rispunta quel telefilm brillante, coraggioso e sperimentale che abbiamo amato dagli esordi, che riesce per l'ennesima volta a riaccendere un amore sconfinato. Sono state fatte delle scelte straordinariamente coraggiose e l'unica vera domanda che tormenterà i fan durante i prossimi mesi è questa: riuscirà Hirst a rimanere coerente con un simile e doloroso cliffhanger o tornerà di nuovo sui suoi passi, percorrendo sentieri e trame già lungamente battute?

L'eredità che lascia il midseason finale di Vikings Stagione 6 è, in effetti, pesante. Ma è proprio ciò che lo rende indimenticabile, indelebile, nonostante una prima metà di puntata piuttosto discutibile.

Una soap opera in salsa norrena

L'intero episodio si incentra sulla sempre più prossima invasione della sconfinata armata dei Rus, con a capo Ivar (Alex Hogh Andersen), Hvitserk (Marco Ilso) e ovviamente il principe Oleg (Danila Kozlovsky). Rintanati nella capitale norvegese, a Bjorn (Alexander Ludwig) e Re Harald (Peter Franzen) non resta altro che tentare disperatamente di anticipare le mosse dei russi e preparare difese di qualunque tipo, da strategie ad enormi fortificazioni sulle spiagge per rendere difficoltoso lo sbarco.

Senza giri di parole, la prima metà dell'episodio riesce a sfiorare vette nonsense che non credevamo possibili. Un'immensa forza è pronta a spazzare letteralmente via il paganesimo e lo stile di vita vichingo, l'unico successo ottenuto è stato l'aver respinto a malapena i piccoli contingenti sbarcati per un sopralluogo e il pensiero unico del Re di tutta la Scandinavia è dimostrare di essere più duro di Bjorn.

È qualcosa di incomprensibile, per 20 minuti Harald è interessato solo a contraddire le idee del suo rivale, nonostante lui conosca palesemente di più le strategie di Ivar, e di sottrargli le donne. In pratica, invece di concentrarsi sul farsi ascoltare e rispettare come Re riunendo gli altri regnanti e jarl, tutto si limita ad un infantile, decontestualizzato e vano "Lui ha le belle ragazze ed io no".

L'ennesima rinascita

E per capire la gravità di una simile pianificazione insensata, concedeteci un minuscolo - ed ininfluente in sostanza - spoiler: Ubbe (Jordan Patrick Smith) non appare in questo episodio, per dare spazio alla soap opera in salsa norrena si è negata la possibilità di un cliffhanger deciso per l'altra grande storyline della stagione, che aveva finalmente preso piede con delle affascinanti intuizioni. È il simbolo di tutto ciò che non ha funzionato nella midseason, vicende stantie prive di qualunque impatto o interesse, poiché mal costruite e collocate nei momenti meno adatti.

Ma poi, come anticipato in apertura, Vikings risorge per ricordarci quanto possa essere appassionante, evocativo, sorprendente. L'invasione ha inizio e invece di essere raccontata in maniera lineare e concisa, si è deciso di sperimentare come nella meravigliosa Moments Of Vision. E allora le battaglie campali sono spesso e volentieri alternate con immaginari dialoghi straordinari sull'essere un vichingo, sull'eredità che implica essere un figlio di Ragnar, su cosa non ha funzionato dopo l'iniziale vendetta per l'uccisione del più incensato guerriero della storia norrena, su come mai possa essere nato questo infinito confronto fratricida.

Sono immagini incredibilmente forti, che riportano Vikings ai fasti di un tempo, seguiti ed amplificati da un improvviso quanto crudele cliffhanger. Ma mai come stavolta sensato e ben preparato. Da qui la serie di History dovrà ripartire necessariamente per l'ultimo atto, si spera con questa qualità ed evitando di ripercorrere strade scontate e banali. Insomma, quello che una serie così importante merita.

Vikings - Stagione 6 La midseason di Vikings si conclude con un episodio che racchiude il meglio ed il peggio che la serie ha offerto. La prima metà di puntata è un'insensata soap opera fatta di gelosie casuali e machismo, con Harald più intento a rubare le donne a Bjorn invece a pensare di difendere il suo paese sull'orlo della rovina e della distruzione. Ma nell'istante stesso in cui l'invasione dei Rus ha inizio, tutte le perplessità, le incertezze e le assurdità svaniscono per lasciar spazio alla magia di Vikings. Dialoghi meravigliosi, confronti epici, crudeltà, trionfi e dolorose sconfitte, un cliffhanger unico per il suo straordinario impatto emotivo. Questo è Vikings, questa è la serie di cui ci siamo innamorati e da questo punto, con una tale qualità, bisogna ora riprendere per l'ultimo atto.