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Virgin River: recensione della seconda stagione su Netflix

Arriva su Netflix la seconda stagione della serie romantica tratta dai romanzi di Robyn Carr, con nuovi drammi e nuove emozioni

recensione Virgin River: recensione della seconda stagione su Netflix
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A volte anche il più grande appassionato di serie tv non cerca altro che qualcosa di tranquillo e gradevole da guardare durante un pomeriggio uggioso, una serie senza troppe pretese e priva di complicati plot twists. Tra le tante uscite Netflix di dicembre, un titolo di questo tipo è senz'altro Virgin River, sbarcato con la prima stagione nel 2019 e tornato il 27 novembre 2020 con la seconda.

Con i nuovi episodi prosegue la vicenda di Mel, di Jack e degli altri abitanti di Virgin River, alle prese con segreti, contrasti, gelosie e un crimine che rischia di minare la stabilità della cittadina. Ecco la nostra recensione, ma vi avvertiamo, l'articolo contiene spoiler della prima stagione di Virgin River!

Storie d'amore e di lutto in mezzo ai boschi

Nella prima stagione l'infermiera Melinda Monroe (Alexandra Breckenridge) aveva deciso di lasciare la propria vita di città per trasferirsi nella piccola cittadina di Virgin River, sperduta in mezzo ai boschi. Tra gli ostacoli lavorativi e le difficoltà ad ambientarsi, Melinda aveva conosciuto Jack (Martin Henderson), ex marine ora impiegato come barista. Tra i due era nata un'intesa speciale, seppur messa a repentaglio dal doloroso passato di Mel, dal quale la ragazza desiderava scappare. Alla fine della stagione un altro imprevisto si era messo tra loro, facendo vacillare il rapporto nato tra i due: Charmaine (Lauren Hammersley), l'ex ragazza di Jack, aveva scoperto di essere incinta dell'uomo e Mel aveva deciso di allontanarsi dalla cittadina.

In questa seconda stagione Melinda torna a Virgin River, decisa ad affrontare la situazione e a riprendere il lavoro come infermiera. La situazione delicata e i ricordi ancora dolorosi che la donna si porta dietro non l'aiutano certo a trovare la serenità di cui ha bisogno, ma in città c'è un'altra minaccia da cui difendersi; un'attività illecita che sembra coinvolgere una persona vicina ai protagonisti.

Virgin River è una serie di genere drammatico sentimentale che deve il suo principale punto di forza all'atmosfera di familiarità e agli scenari mozzafiato che offre ai suoi spettatori. Sebbene la componente drama e quella romantica non si basino su eventi complicati e particolari colpi di scena, la semplicità del prodotto garantisce al pubblico qualcosa di tranquillo di cui godere senza troppe riflessioni. Le scelte narrative risultano a lungo andare un po' ripetitive e prevedibili, ma non possiamo negare che c'è del buono in Virgin River, a partire proprio dal senso di intimità che trasmette.

Non vengono però rifiutati i temi difficili, a partire da quello del lutto, che accompagna la protagonista per entrambe le stagioni e che viene gestito dagli showrunner nel modo giusto, con delicatezza e senza banalità. La perdita è una costante nella vita di Mel, che riesce tuttavia a ricrearsi una sorta di famiglia allargata nella nuova cittadina. Il nuovo inizio della donna non può non includere la storia con Jack, terminata nella scorsa stagione e qui riproposta al pubblico con nuovi drammi e tante difficoltà, tra cui il fantasma del passato di Mel e il ritorno della ex di lui, in dolce attesa e gelosa.

In linea di massima la componente romantica della serie è valida, grazie ad una discreta chimica tra i due protagonisti, non solo affiatati dal punto di vista sentimentale, ma anche buoni amici. La storia d'amore che li coinvolge non è purtroppo priva dei classici cliché del genere, che andrebbero superati a favore di qualche svolta più innovativa. Il ricorso a soluzioni poco originali si nota anche nei personaggi secondari, che rappresentano comunque delle buone figure d'appoggio ai protagonisti e danno vita a storyline secondarie altrettanto gradevoli.

Un po' di originalità in più non guaster

Siamo ormai sommersi da storie di ogni tipo, offerte da libri, film e serie tv. Per questo motivo è difficile stabilire se sia ancora possibile trovare qualcosa che sia davvero originale in un mondo in cui tutto sembra essere già stato raccontato. In realtà navigare l'innovazione è possibile, se non addirittura necessario per abbattere i vecchi cliché e regalare agli spettatori qualcosa di fresco, anche nei prodotti apparentemente più semplici. Virgin River, pur non invidiando nulla a molti altri titoli dal punto di vista della realizzazione, non riesce a rispettare questo standard a causa di una trama che non propone nulla di nuovo. Muovendosi su dinamiche non troppo originali - tipiche dei prodotti ambientati in cittadine piccole e abitate da persone dalla mentalità poco aperta - questa serie rischia più volte di proporre situazioni già viste e di fondarsi su una scrittura poco solida.

Se nella prima stagione erano evidenti alcuni cliché negli eventi narrati, nella creazione dei personaggi e nelle dinamiche tra questi, la seconda si mantiene su uno stile simile, senza abbattere questi stereotipi narrativi. Si aggiunge drama al drama: non solo torna ad essere esplorato il lutto vissuto da Mel in passato, ma si affrontano nuovi misteri, la cui gestione tuttavia non rende giustizia ai propositi. La carne al fuoco non è poca: un omicidio sconvolge le vite di alcuni personaggi e un'attività di spaccio rischia di mettere a repentaglio l'equilibrio della cittadina.

Tutto questo viene però approfondito sporadicamente nel corso della stagione e in modo non del tutto coerente: i personaggi compiono scelte poco sagge nell'affrontare i nuovi pericoli in città e nei minuti finali dell'ultimo episodio nessuna delle vicende aperte nel corso della stagione sembra giungere ad una conclusione, a favore di un cliffhanger che mira senza dubbio a stuzzicare l'interesse degli spettatori, ma rischia soprattutto di tradire le aspettative.

Insomma, Virgin River, probabilmente rinnovata per una terza stagione, gode di diversi pregi, tra cui un'ambientazione suggestiva, un cast di tutto rispetto e una trama principale che può affascinare gli appassionati del genere, ma per brillare deve dimostrare più coraggio nelle scelte narrative, a partire dalle storyline principali, fino alle secondarie.

Virgin River Questa seconda stagione di Virgin River rispetta lo stile e il tipo di narrazione della prima. La mancanza del fattore novità fa emergere tuttavia i difetti della serie, tra cui spicca soprattutto una forte mancanza di originalità. Le soluzioni adottate non hanno nulla di nuovo rispetto ad altri prodotti dello stesso genere e anche la narrazione - che verso le battute finali non porta ad una risoluzione delle questioni in sospeso - risulta migliorabile. Il senso di familiarità trasmesso da Virgin River mette però gli spettatori di fronte ad una serie tranquilla, piacevole e senza troppo impegno.

6.5