Warrior Nun Recensione: la guerra tra suore e demoni sbarca su Netflix

Il viaggio della giovane Ava tra demoni e suore guerriere, con una prima stagione che riesce a divertire, nonostante i difetti.

recensione Warrior Nun Recensione: la guerra tra suore e demoni sbarca su Netflix
Articolo a cura di

Warrior Nun Areala, di Ben Dunn, era un fumetto in stile manga nel quale delle suore guerriere affrontavano orde di demoni, con la storia dell'Ordine della Spada Cruciforme - al quale queste sorelle appartengono - che veniva rivelata nel corso dei vari capitoli. Come scritto nelle nostre prime impressioni su Warrior Nun, la serie che inaugura le uscite Netflix di luglio approccia la storia in modo diverso, con i primi capitoli che danno molto spazio ad elementi tipici dei teen drama, tralasciando la componente action e fantasy. Dopo aver visto in anteprima anche la seconda parte di questa prima stagione composta da dieci episodi, ecco cosa il nostro parere sulla serie creata da Simon Barry.

Solo Dio perdona

Ava (interpretata da Alba Baptista), è una giovane diciannovenne, costretta nel letto di un orfanotrofio a causa di un incidente che l'ha resa tetraplegica. Dopo la sua morte - inizialmente etichettata come suicidio -, la ragazza si trova coinvolta in quello che sarà l'inizio di una nuova vita. Una seconda possibilità segnata, però, da una missione precisa. Infatti Ava si risveglia dopo che un misterioso e potente manufatto viene conficcato nella sua schiena, ridandole la vita e donandole dei poteri incredibili.

Questo perché Shannon, a capo delle suore guerriere, inseguita dai demoni che vogliono impossessarsi del suddetto manufatto, lo mette al sicuro nel corpo di Ava. Quest'ultima, dopo una fuga iniziale, viene avvicinata dall'Ordine della Spada Cruciforme per essere addestrata, ma decide di scappare per vivere la sua vita come ogni altra ragazza della sua età. Questo condiziona i primi episodi, che vedono la giovane in fuga dall'Ordine, mentre stringe amicizia con un gruppo di ragazzi, con episodi che puntano tutto sul lato emotivo, mettendo completamente da parte l'aspetto fantasy/action della serie.

Fortunatamente, con il passare degli episodi prende sempre più spazio l'anima fantasy del racconto, con l'inizio di un vero e proprio viaggio che vede Ava diventare consapevole dell'importanza del suo ruolo. Proprio grazie a questa presa di coscienza decide di affrontare un percorso di addestramento con Shotgun Mary (Toya Turner), una suora guerriera appartenente all'Ordine che diventa sua mentore. Mary è però lontana dalla tipica rigidità ecclesiastica, con una Chiesa che, con l'avanzare della trama, diventa parte integrante della narrazione, con giochi di potere e prodigiose reliquie nascoste.

Una Chiesa rappresentata dal Cardinale Duretti (Joaquim de Almeida), uomo ambizioso e senza scrupoli. L'ordine stesso viene approfondito, così come i suoi componenti più importanti. Tra questi, Padre Vincent (Tristán Ulloa) che fa anche da mentore ad Ava, e Lilith (Lorena Andrea), che inizialmente darà la caccia alla ragazza per impossessarsi del manufatto, arrivando a scontrarsi con Shotgun Mary. Anche la Arqtech, azienda tecnologica che punta sulla creazione di un portale verso un'altra dimensione, avrà un ruolo fondamentale, con la leader Jillian Salvius (Thekla Reuten) pronta a tutto pur di aiutare il figlio malato. Tutti questi personaggi s'intrecceranno in un racconto che, se inizialmente pare indirizzato verso un vicolo cieco, nella seconda parte di stagione si riscatta, con una buona miscela di azione, divertimento e fantasy regalata da suore guerriere che sembrano poco inclini al perdono.

Due facce della stessa medaglia

La trama di Warrior Nun, che inizialmente sembra non portare grandi risultati, una volta sui binari giusti si focalizza sulla quest che Ava deve portare a termine, con un focus su alcuni dei personaggi secondari, in quello che è a tutti gli effetti il viaggio dell'eroe. Questo cambio di rotta, coincide anche con un ritmo diverso, passando da un inizio abbastanza spento a inseguimenti conditi da una buona dose d'azione. Un racconto fantasy che, una volta avuto lo spazio necessario, riesce a regalare anche un buon colpo di scena sul finale che lascia in sospeso. Per fortuna Warrior Nun 2 è già stata confermata e le avventure di Ava avranno così un seguito.

Tutto considerato, la sceneggiatura presenta però alcuni difetti, come una gestione discutibile dei tempi e l'accantonamento di alcuni personaggi iniziali che scompaiono dai radar. Anche il passaggio da uno snodo narrativo all'altro non sempre è accompagnato da risvolti ben orchestrati e, anzi, spesso assistiamo a situazioni poco credibili e troppo forzate. I personaggi principali vengono approfonditi nel modo giusto, anche se alcune delle suore guerriere sono presentate solo in modo molto superficiale. Da questo punto di vista, da segnalare come il cast sia sicuramente azzeccato, con una protagonista resa credibile dall'ottima interpretazione di Alba Baptista.

È interessante anche notare come, rispetto al fumetto, alcuni personaggi abbiano ruoli molto diversi, a meno che questi non cambino proprio con la seconda stagione. La realizzazione tecnica, invece, presenta delle buone coreografie accompagnate da una CGI rivedibile, con una regia e una fotografia che non spiccano, fatta eccezione per alcuni frangenti. Infatti, qualche paesaggio affascinante e delle buone scene d'azione, non bastano per mettere Warrior Nun al di sopra di altre serie di medio livello.

La colonna sonora, invece, sembra seguire la trama, con un accompagnamento musicale che nei primi capitoli sembra poco azzeccato, ma che poi migliora con la seconda parte, con alcune scene che ne beneficiano. I dialoghi, come altri aspetti di questa serie, vivono di alti e bassi, con alcuni siparietti ben riusciti, ed altri poco sensati. Il finale, come scritto in precedenza, offre un colpo di scena che funziona e sorprende, ed è sicuramente un punto a favore. Detto questo, però, se andiamo ad analizzare anche quello che segue, è inevitabile una critica per quello che ci viene mostrato, che rimanda inevitabilmente alla seconda stagione. Questo pesa ancora di più se consideriamo i primi scialbi capitoli, che sembrano appartenere ad un'altra serie.

Warrior Nun ha sicuramente il pregio di mettere in scena una storia che a tratti diverte ed appassiona, ricordando per certi versi Buffy. Purtroppo, viene indebolita da una partenza confusionaria e da una realizzazione che, forse anche per motivi di budget, non brilla. Una maggiore attenzione per alcuni passaggi, evitando l'inserimento di troppi personaggi e storie secondarie, avrebbe giovato alla serie, che riesce comunque a regalare qualche sorpresa, in una storia nella quale i demoni sono sia i nemici da affrontare, che quelli che albergano in noi.

Warrior Nun Dopo una falsa partenza, Warrior Nun riesce a rialzarsi riuscendo ad intrattenere, pur mettendo in mostra qualche difetto. Lo sviluppo della protagonista procede di pari passo con un cambio di marcia della serie che, nonostante i limiti, mette in scena alcune buone sequenze d'azione con un cast all'altezza. Ci sentiamo quindi di consigliare Warrior Nun con qualche riserva, visto che comunque ci sono alcune criticità che potrebbero farvi storcere il naso.

7