Watchmen 1x06 Recensione: uno degli episodi più innovativi della TV

La trama principale si ferma in questa digressione che svela un grande mistero e ci relaga una delle ore più geniali mai viste in televisione.

recensione Watchmen 1x06 Recensione: uno degli episodi più innovativi della TV
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E' uno dei massimi picchi qualitativi, inventivi e visionari mai raggiunti dal piccolo schermo This Extraordinary Being, sesto episodio del Watchmen di Damon Lindelof, nel quale l'autore porta a compimento un intero discorso concettuale sull'essenza stessa del sequel dell'opera di Alan Moore e Dave Gibbons. Da fan numero uno dell'opera DC Comics, Lindelof finora ha trattato il materiale originale come Dante e John Milton hanno fatto con la Bibbia in relazione rispettivamente a La Divina Commedia e Paradiso Perduto, ovvero usando quelle pagine a fumetti come fonte di ispirazione per la creazione di un mondo totalmente nuovo.

Con estremo coraggio la produzione HBO non si è nascosta timidamente dietro un ampiamente prevedibile complesso di reverenza nei confronti del seminale lavoro DC Comics, ma ha preso quelle pagine per metterle costantemente in discussione, vantando un forte desiderio di destrutturazione, di revisionismo e amore conflittuale. L'opera del 1986 è stata fondamentale per la formazione di Damon Lindelof come autore, si pensi non solo ai tanti omaggi al lavoro di Moore inseriti nel corso degli anni in Lost, ma soprattutto alle ambizioni di sperimentalismo che lo sceneggiatore ha sempre usato come arma fondamentale delle sue produzioni: come il Watchmen fumetto giocava col concetto di pagine e griglie di vignette per piegarlo alle sue necessità, sperimentando appunto le potenzialità di quell'arte, così Lindelof ha sempre tentato di spingere la grammatica televisiva un po' più in là.
In questo senso This Extraordinary Being può essere considerato il coronamento di una carriera.

My echo, my shadow and me

Quanto è importante la scelta del giusto accompagnamento sonoro nell'arte audiovisiva: Zack Snyder aveva fatto un lavoro leggendario con quei titoli di testa del suo Watchmen, che saranno per sempre legati alle note di The Times They Are a-Changin' di Bob Dylan (e viceversa) perché immagini, testo e musica erano in grado di lavorare insieme per raccontare la stessa storia.

Lindelof e la HBO con la ballata We Three (My Echo, My Shadow and Me), che lo stesso Dylan guarda caso avrebbe rifatto nell'86 ma che divenne una hit per la prima volta nel 1940 (gli anni di ambientazione di questa puntata) grazie ai The Ink Spots, riescono a rappresentare in maniera avvincente e straordinariamente inventiva tre storie diverse, con i personaggi di Angela, il padre (protagonista della puntata) e il bambino che riecheggiano le tre personalità del brano, col testo che viene utilizzato come commentario di ciò che accade sullo schermo (We three, we're all alone/ Living in a memory/ My echo, my shadow and me).

È solo il primo livello di lettura che This Extraordinary Being offre allo spettatore: la decostruzione delle consuete tecniche narrative televisive passa anche per la decostruzione della mitologia stessa del Watchmen di Moore, con una rilettura assolutamente coerente delle origini dei supereroi (fantastica l'idea visiva della pittura bianca, che per un afroamericano offre uno strato aggiuntivo al senso di identità segreta ben oltre quello concesso da una semplice maschera).

Mentre "serie dentro la serie", American Hero Story, sfrutta come propaganda la storia di Giustizia Mascherata raccontata da Moore (quella cioè che tutti gli abitanti del mondo di Watchmen conoscono), Lindelof sposta le lancette verso la comunità afroamericana, creando un geniale parallelismo sottinteso tra la nascita dei vigilanti mascheratie quella degli Stati Uniti stessi, nati grazie al sangue versato dalla schiavitù e fondato da stranieri in terra straniera.

Anche il rimando ad Action Comics agisce in questo senso: già nel prologo della prima puntata di Watchmen era stato rimarcato il parallelo con la figura fra il bambino e Clark Kent/Mosé, ma in This Extraordinary Being Lindelof ci ricorda che il primo supereroe americano non era americano affatto, ma straniero nato da stranieri. Perfino il creatore di Superman, Jerry Siegel, era ebreo e figlio di immigrati, così com'è ebreo il negozio distrutto dalle molotov nelle prime fasi della puntata, una scena che ricorda anche quella di apertura del film di Snyder.

Living in a memory

Da un punto di vista tecnico, This Extraordinary Being si presenta come la nuova evoluzione di quelle tecniche narrative che Lindelof aveva creato in Lost, e che ultimamente erano state riprese dalla serie televisiva Castle Rock (sempre prodotta da JJ Abrams), ma a corredo di queste c'è un impianto filmico impressionante che gioca con i piano sequenza creati in post-produzione a mo' di Birdman (riprendendo anche l'uso diegetico della batteria) usandoli per rappresentare il flusso di coscienza nel quale Angela va sempre più a perdersi.

Al cinema c'è The Secret Life of Walter Mitty, chiaramente non il remake del 2013, ma curiosamente a livello di immaginario la puntata va a riflettere un altro film di grande successo recente. Se nell'episodio 1x05 di Watchmen le sedute in stile alcolisti anonimi di Specchio ci avevano ricordato quelle di Steve Rogers in Avengers: Endgame, le lunghe e pacate sessioni di trucco allo specchio del protagonisti di questa puntata riportano alla mente quelle dell'Arthur Fleck di Joaquin Phoenix in Joker di Todd Phillips.

Abbiamo trattato il tema della mimesi in Joker attraverso le tre scene migliori del film Leone d'Oro 2019, e qui il rapporto tra il bambino e il padre, col primo che imita il comportamento visto compiere al secondo, non può non far pensare alla pellicola rated-R della DC Films.
I parallelismi con Arthur Fleck si estendono poi anche ai sentimenti reazionari del protagonista nei confronti di una società opprimente nel suo essere paradossale e kafkiana. L'impossibilità di risolvere con la facilità prevista dalla legge un problema che invece diventa insormontabile è il nodo gordiano che il protagonista deve trovare il modo di sciogliere, un tema che in Watchmen ritorna costantemente sia nel fumetto che nella serie televisiva.

Watchmen - serie tv Dalla prossima settimana ci addentreremo nel terzo e ultimo atto dello show, ma potremmo già aver trovato l'episodio migliore di Watchmen. Non solo quello più innovativo e fantasioso ma anche quello che più di tutti è stato in grado di raccontare le tragedia della nostra società. E lo ha fatto con una classe e una cura per i dettagli inaudite.