Recensione Weeds - Stagione 4

Giunta alla quarta stagione, l'erba di Weeds è ancora la più verde?

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L'erba di Weeds è ancora la più verde?

Negli ultimi anni il marchio Showtime si imposto all'attenzione degli appassionati come sinonimo di qualità per la produzione di serial TV. Degno erede della HBO, il canale via cavo deve parte delle proprie fortune proprio a Weeds, irriverente black comedy ambientata ad Agrestic, un piccolo centro residenziale nella provincia americana, che a partire dal lontano 2005 è riuscita conquistarsi una buona fetta di fedelissimi fan in USA ma non solo. Centro della vicenda è la famiglia Botwin , capeggiata da Nancy, madre di due figli adolescenti. Rimasta vedova, per poter mantenere l'alto tenore di vita avuto fino a quel momento, Nancy si dedica al commercio illegale di Marijuana, aiutata prima da un produttore locale e poi dalla sua stessa famiglia.

Sempre a cavallo tra il sadico e il grottesco, Weeds è giunta quest'anno alla quarta stagione, portando con se il timore che, dopo una terza annata non certo esaltante, le serie avesse ormai espresso tutte le sue potenzialità e si avviasse verso un inevitabile finale. Se infatti le prime due stagioni erano riuscite a mischiare una trama coinvolgente a un'acuta satira sociale, la terza aveva vissuto una sorta di deriva, che aveva visto prevalere la componente satirica (memorabili alcuni riferimenti ai principali organi di potere, dal governo Bush, alla chiesa cattolica) a discapito di quella narrativa. Probabilmente consci di questo gli sceneggiatori avevano deciso di dare un taglio secco, gettando letteralmente “al fuoco” la cittadina protagonista delle passate disavventure della famiglia Botwin. Andiamo a scoprire se questo cambio di registro è riuscito nell'impresa di rinvigorire le sorti del serial.

Nuova città, vecchie abitudini...

La terza stagione si chiudeva con la distruzione della cittadina di Agrestic a causa di un incendio provocato da una gang di spacciatori messicani, compagni d' affari da Nancy. A seguito dell'incendio la famiglia Botwin è costretta a trasferirsi a Ren Mar ( piccolo centro sull'oceano a pochi chilometri dal confine messicano) a casa del suocero Lenny. Qui il gruppo (Nancy, i due figli Silas e Shanee il cognato Andy) viene raggiunto dagli altri personaggi, anch'essi in cerca di una nuova sistemazione. Nella nuova città i personaggi saranno coinvolti in una lunga serie di vicende ai confini della realtà, in puro stile Weeds.
Nancy continuerà la sua carriera nel mondo della droga come corriere con il Messico. Questo la porterà ad avere una relazione con il sindaco di Tijuana, nonché capo della mafia messicana, ma allo stesso tempo la allontanerà dai figli creando un solco nei rapporti familiari.
Silas si cimenterà in un piccolo commercio personale di Marijuana e vivrà una relazione con una donna molto più vecchia, con un figlioletto a carico. Shane vivrà il passaggio tra l'adolescenza e la fase adulta, tra “edipiche” masturbazioni e le prime esperienze da spacciatore; mentre Andy e Doug si lanceranno nell'inedita professione di coyote (le persone impegnate a guidare i clandestini messicani oltre il confine, inutile aggiungere che è un'attività illegale...), che rischierà di minare il rapporto di amicizia tra i due. E infine Celia, che dopo aver scampato la prigione, dovrà affrontare il problema della tossicodipendenza e finirà per ricongiungersi con la figlia maggiore, scappata di casa durante la prima stagione.

Quelle riassunte poco fa sono solo una parte delle vicende in cui verranno coinvolti i personaggi; ma la nuova stagione non brilla solo per l'impressionante mole narrativa, ma soprattutto per il ritrovato slancio dei personaggi. Attraverso una caratterizzazione dinamica, gli autori riescono a mostrarci un effettivo processo di maturazione, che non si esaurisce in questa stagione, ma getta le basi per gli anni a venire. Quello che più stupisce è però, l'impressionante quantità di metafore, collegamenti e spunti di analisi, che rivelano, non solo la ritrovata verve degli autori, ma una profondità narrativa raramente riscontrabile in prodotti riservati al grande pubblico. Se a questo aggiungiamo un season finale da applausi con un cliffhanger degno di Lost, il risultato è garantito.

Realizzazione

Il cast, rimasto prevalentemente invariato, si conferma anche quest'anno su buoni livelli. A dominare la scena è ancora Marie-Louise Parker (Nancy) magistrale nel trasmettere le incongruenze e gli sbalzi di umore del suo personaggio. Altrettanto convincente è Justin Kirk (Andy) non solo per la capacità di tenere lo spettatore attaccato allo schermo con la sua ironia, ma anche per la dolcezza con cui interpreta il coyote dall'animo gentile, dando al personaggio una piacevole nota di tenerezza. Sottotono invece Elisabeth Perkins (Celia) e Kevin Nealon (Doug), ingabbiati in personaggi al limite della macchietta e da una vicenda che li pone spesso fuori contesto. I nuovi arrivi rivestono tutti ruoli di contorno; tra questi degno di menzione è Albert Brooks (Lenny Botwin), che, seppur presente per pochi episodi, riesce a fornire un'interpretazione convincente che rimane scolpita nella mente dello spettatore.

L'ambito dove più si nota il cambio di registro è quello scenografico. Dimenticate quindi i viali puliti e le villette ordinate di Agrestic; Ren Mar regala un ambiente più ristretto e disordinato ma comunque di buon impatto. Meno convincenti i set “messicani”, troppo orientati verso una visione stereotipata del paesaggio. Mediamente di buon livello la conduzione registica, la quale raggiunge delle ottime vette nell'ultimo episodio (magnifica la scena in cui Nancy tenta di comprare un cestino regalo a Silas per telefono). Sul fronte delle musiche dispiace non sentire più il tema “Little Boxes” che ci aveva accompagnato (con interpreti e arrangiamenti sempre diversi) nelle prime tre stagioni, e sostituito da una più anonima immagine dove compaiono titolo e creatore della serie. Per il resto l'accompagnamento musicale è sempre piacevole e funzionale alle vicende.

Weeds - Stagione 4 Giunto alla quarta stagione, Weeds, dopo un leggero calo, torna ad attestarsi su ottimi livelli. La nuova ambientazione, una struttura narrativa solida e di grande profondità e la ritrovata verve dei personaggi principali, fanno di questa nuova stagione un appuntamento imperdibile per i fan della serie. Per chi, invece, ancora non la conoscesse (RaiDue sta ri-proponendo la prima stagione in queste settimane) l'invito è quello di farsi tentare da questo prodotto. Non ne resterete delusi.