Westworld 2x07: Les Écorchés, recensione

La seconda stagione di Westworld finalmente entra nel vivo dandoci risposte importanti e impostando il rush finale...

recensione Westworld 2x07: Les Écorchés, recensione
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Dopo cinque episodi dal ritmo compassato, ma utili per impostare e riorganizzare la narrativa di questo nuovo corso, la scorsa settimana "Phase Space" aveva dato il via ad una sostanziale accelerata entrando finalmente nel vivo della stagione. È però con questo settimo episodio, "Les Écorchés", che le ambizioni e i propositi della seconda stagione di Westworld si concretizzano veramente, dandoci risposte che aspettavamo, riannodando fili piuttosto ingarbugliati e generalmente proponendo uno spettacolo visivo di maggiore effetto rispetto ad altre puntate della stagione. È insomma l'episodio che un po' tutti stavamo aspettando, quello dei ritorni, delle conferme alle nostre teorie, così come del riscatto di una stagione difficile da digerire, per alcuni deludente al primo impatto e che tanto aveva da dimostrare, nella difficile convivenza con quel capolavoro assoluto che era la prima stagione. Le aspettative non sono deluse, lasciandoci cinquantacinque minuti circa carichi di avvenimenti, di significati ideologici e belle scene, che ci lanciano dritti verso i tre episodi finali, che a questo punto si preannunciano entusiasmanti. Ma entriamo più nel dettaglio.
[Attenzione: sono presenti spoiler.]

Identità svelate

Come spesso capita l'episodio parte da un risveglio, quello del solito Bernard (Jeffrey Wright). Siamo nella linea presente, dove l'host sta collaborando con le forze della Delos per scoprire cosa è successo ai residenti del parco e trovare Peter Abernathy e la misteriosa chiave nascosta nella sua testa. La copertura di Bernard però salta definitivamente nel momento in cui i soldati trovano la casa nascosta di Ford, quella dove durante la prima stagione scoprimmo la verità su Bernard e assistemmo all'omicidio di Theresa Cullen. Non solo tracce dell'assassinio vengo trovate, ma anche un deposito con innumerevoli copie di Bernard, facendo finalmente aprire gli occhi ad una Charlotte Hale (Tessa Thompson) nemmeno troppo sconvolta. Il faccia a faccia tra i due, con tanto di tortura, è il pretesto narrativo che ci permette di riavvolgere il tempo e riempire gli spazi bianchi della trama, che vedrà dei risvolti interessanti.

I dolori della rivoluzione

Siamo nella linea principale, quella della rivoluzione, l'episodio precedente ci aveva lasciati con il tentativo di irruzione nella Mesa tramite lo schianto del treno. Dolores (Evan Rachel Wood) e i suoi seguaci sono finalmente entrati, più feroci che mai, con un doppio obiettivo. Trovare Abernathy, il padre di Dolores, e far saltare in aria la Culla, vero cuore di Westworld, luogo dove sono conservati i backup di tutti i residenti del parco. Se la distruzione dei backup ha un ruolo puramente strategico, e simbolicamente rappresenta il vero passo di liberazione e indipendenza degli host, che così non sono più strumenti degli umani, pronti a ricrearli da capo dopo la distruzione, un fine più sentimentale dovrebbe avere il salvataggio di Peter. Arrivate al confronto, Charlotte mette Dolores davanti ad una triste verità: se vuole impossessarsi del segreto nascosto dentro la testa di suo padre, dovrà ucciderlo. È qui che vediamo come la causa e il perseguimento del suo piano siano la cosa più importante, tanto da rinunciare agli affetti, così come già avvenuto con Teddy (James Marsden), che ricordiamo è stato riprogrammato a Terminator.

Il trucco del mago

Un passo indietro. Prima che la Culla fosse distrutta, finalmente era arrivata la spiegazione alle ultime immagini dello scorso episodio. Bernard, collegatosi al sistema centrale della Culla, si era ritrovato in una riproposizione del parco, dove ad attenderlo c'era niente di meno che il dottor Ford (Anthony Hopkins). Scopriamo quindi il segreto di pulcinella, ossia che l'unità di controllo creata nel bunker appartiene a Ford, ma anche che il dottore progettò Bernard con l'aiuto di Dolores, colei che più di tutti conosceva Arnold. Non solo, il confronto tra i due ci conferma il vero scopo del parco: Westworld non è costruito per il perfezionamento di un nuovo modello di tecnologia, né per la vita eterna.

È invece un esperimento dove le cavie non sono gli host, ma gli ospiti, dove lasciarli esprimere il vero io con la convinzione di non essere osservati è l'unico modo per studiare la mente umana, "ultimo dispositivo analogico in un mondo digitale". Si concretizzano così però anche le teorie sul vero scopo di Ford: distruggere un parco che non rappresenta la sua utopia, che è stato finanziato non grazie alla condivisione dei suoi ideali, ma appunto per fini commerciali, lontani dall'idea sua e di Arnold. Non gli resta quindi, prima che la Culla venga distrutta e con essa la sua mente ormai digitale, che innestarsi dentro il corpo di Bernard, per guidarlo e, scopriamo nelle efferate battute finali, controllarlo all'occorrenza.

Resa dei conti con il destino

Chiudiamo con la sezione meno significativa per i nodi della macrostoria, ma certamente la più carica di emozioni. Maeve (Thandie Newton) e la ritrovata figlia stavano fuggendo dai nativi. Si ritrovano però faccia a faccia con William (Ed Harris), convinto di trovarsi davanti a un altro dei trucchetti di Ford. Non sa invece che la donna è in cerca della sua vendetta e con immensi poteri di controllo a disposizione. È il momento più difficile della serie per l'Uomo in nero, finalmente in vero pericolo e con in più il fardello di dover fare i conti con i suoi peccati, processo che troverà il suo culmine quando ormai in fin di vita vedrà Lawrence, ormai risvegliato da Maeve, puntargli addosso la pistola. Lawrence che adesso ricorda tutte le violenze subite ed è pronto a sparare, se non fosse per l'intervento delle forze Delos che lo abbattono e recuperano Maeve, lasciando il vecchio cowboy di nero vestito nella sua sofferenza. L'episodio si chiude di nuovo nel presente, di nuovo nella sala dell'interrogatorio. Charlotte - che sempre più teorie vogliono come Charlie, la figlia di Arnold - vuole una sola cosa da Bernard, e la ottiene: la posizione dell'unità di controllo estratta dalla testa di Abernathy. Non ci rimane adesso che aspettare la settimana prossima, destinazione l'Oltre Valle.