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What If...? 1x04 Recensione: una puntata molto strange

What if...? questa volta ci propone una visione diversa dello Stregone Supremo, in una puntata molto intima e dai toni squisitamente cupi e drammatici.

What If...? 1x04 Recensione: una puntata molto strange
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Già nelle prime settimane di messa in onda What if...? ha ben chiarito la sua struttura: sfruttare il multiverso della Casa delle Idee per mostrare quanto ogni pur piccolo cambiamento possa alterare completamente delle storie ormai consolidate tra i fan del Marvel Cinematic Universe. Quasi un gioco in sostanza, molto curato e al momento votato a del sano intrattenimento, come emerge dalla nostra recensione dei primi episodi di What If; se poi il futuro riserverà qualcosa di più profondo e complesso per questi personaggi è tutto da vedere. E la nuova serie animata Marvel sembra voler raggiungere il suo obiettivo attraverso due grandi macrogeneri di puntate, ovvero quelle che semplicemente sostituiscono e giocano con i ruoli dei protagonisti ed altre che invece rielaborano addirittura intere Fasi.

Ma il fascino di What if...? può risiedere anche nelle infinite vie di mezzo tra questi due estremi e il quarto episodio ne è un ottimo esempio. In fondo non offre una vera e propria rilettura alternativa del film da cui trae spunto, optando più che altro per un approccio differente. Prima di proseguire, vi invitiamo come sempre a scoprire anche le novità Disney+ di settembre, che potrebbero regalarci ulteriori emozioni e sorprese.

Conseguenze molto strane

"What if the best of intentions has very strange consequences?", ecco una delle frasi con cui l'Osservatore apre la puntata, alludendo nel tipico stile comico piuttosto basilare della Marvel al protagonista assoluto di turno, ovviamente Dr. Strange. La sua parabola rimane curiosamente immutata: patirà un incidente in auto, si lancerà in una ricerca disperata delle arti mistiche per trovare risposte, si imbatterà nell'Antico, si addestrerà tra mille difficoltà e si scontrerà con Dormammu. Però l'incidente che ha dato il via alla storia non ha compromesso le sue mani, bensì ha ucciso Christine, la donna di cui è innamorato e che quella fatidica notte lo stava accompagnando a ritirare un premio.

E allora di conseguenza nei panni dello Stregone Supremo, accarezzando l'Occhio di Agamotto, l'unico pensiero che attraversa la mente di Strange fino a consumarlo del tutto è la possibilità di rimediare ad una morte da lui ritenuta ingiusta. È sicuramente l'episodio più intimo e racchiuso che What if...? ha sfornato fino ad ora poiché rielabora poco o nulla, non è costretto a creare e ritagliare ruoli diversi - e quindi linguaggi e scene - per numerosi personaggi; è interamente focalizzato su Strange, in una sua versione logorata dal bisogno impellente di correggere un torto, usurato dalla morte e dalla sofferenza.

A tutti gli effetti si tratta di una decostruzione del personaggio, che invece di acquisire fiducia, saggezza e consapevolezza del suo ruolo è rimasto ancorato al passato, regredendo inconsciamente allo Stephen Strange tossico e pieno di sé che la pellicola originale introduce nelle prime sequenze. Il neurochirurgo più famoso nonché celebrato del mondo non può assolutamente accettare che un qualcosa sia fuori dal suo controllo, anche se in questo caso la causa scatenante è più che nobile. È l'incapacità di reagire ad un innato egoismo a divorare lo Strange di What if...?, in una puntata che nell'istante stesso in cui prende ritmo si rivela innegabilmente affascinante e trainante, fino all'angosciante conclusione dal tono squisitamente cupo.

Tuttavia, c'è sempre qualche dettaglio che trattiene la serie dal raggiungere il suo massimo potenziale, a nostro parere: ad esempio la puntata introduce alcuni concetti che mal si conciliano con un prodotto improntato sul multiverso - come degli eventi immodificabili per cause maggiori; oppure la sensazione che sul piano estetico si potesse spingere molto di più, considerando la natura del personaggio e i suggestivi effetti visivi del cinecomic a lui dedicato. Insomma, a volte What if...? sembra adagiarsi eccessivamente sugli allori, facendo il minimo indispensabile in certi aspetti, nonostante la brillante vivacità dell'insieme.

What If...? La quarta puntata di What if...? è una brillante e vivace reinterpretazione del personaggio interpretato da Benedict Cumberbatch. E grazie al focus quasi totalmente incentrato su Strange la serie animata Marvel può permettersi un approccio differente, molto più racchiuso, intimista e dai toni più drammatici - in senso però differente dallo straordinario terzo episodio. È curioso come la sua parabola rimanga sostanzialmente immutata, ma un piccolo dettaglio possa caratterizzare uno Stregone Supremo estremamente diverso ma non meno affascinante da ammirare su schermo. Ci sono certamente degli aspetti che a nostro parere limitano ancora What if...?, come la pigrizia di certe sequenze o l'introduzione in questo caso di elementi che sembrano stridere molto con una serie incentrata sul multiverso. Però i toni cupi, il finale angosciante e disperato, persino l'approfondire alcuni elementi presenti solo di sfuggita nella pellicola originale elevano comunque la puntata, piacevole e molto sentita dall'inizio alla fine.