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What If...? 1x05 Recensione: arrivano gli Avengers zombie

La quinta puntata di What If...? da un lato offre delle sequenze molto violente per gli standard Marvel, dall'altro la trama e il tono non convincono.

What If...? 1x05 Recensione: arrivano gli Avengers zombie
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Dopo una quarta puntata particolarmente intima e drammatica - qui potete trovare la nostra recensione What If... 1X04 - dallo show animato Marvel c'era da aspettarsi qualcosa di molto più scanzonato e action. Alla fine è il modo migliore per strutturare una stagione di una serie del genere. Bisogna alternare i toni così da avere più efficacia e non stancare lo spettatore; c'è della vera e propria arte anche nel saper distribuire le puntate. Ecco quindi sbarcare su Disney+ i tanto attesi zombie e diciamocelo, la parte racchiusa in ognuno di noi che vuole del sano guilty pleasure aspettava questa puntata come poche altre cose al mondo - come dovreste aspettare molte delle uscite Disney+ di settembre 2021!

Da un certo punto di vista l'episodio non ha minimamente deluso le aspettative, eppure rappresenta al contempo forse la prova più chiara che What if...? ha quasi sempre qualcosa che la frena dal suo pieno potenziale.

Welcome to the zombie apocalypse

Ci troviamo questa volta nelle prime fasi di Infinity War, quando Bruce Banner viene spedito disperatamente sulla Terra da Heimdall per avvertire gli Avengers dell'imminente arrivo di Thanos, il Titano Pazzo. Ma la New York che Bruce ritrova è radicalmente differente, quasi deserta e silenziosa e il buon scienziato sembra ormai convinto di dover affrontare gli emissari dell'Ordine Nero da solo. Dopo la classica scena in cui cerca di richiamare Hulk e lui rifiuta, dal nulla appaiono finalmente dei volti familiari, in primis Iron Man, che però iniziano a divorare i corpi dei nemici sconfitti.

Gli Avengers, e non solo, sono vittime di un virus che li ha tramutati in zombie e inizia in tal modo il viaggio di Bruce per trovare dei sopravvissuti e forse una cura. C'è un motivo in particolare che ha spinto questo episodio ad essere uno dei più attesi, lo stesso che tutt'ora spinge ancora le produzioni a tema zombie: la violenza senza freni che può scaturire da un setting del genere. E la quinta puntata di What if...?, pur nei limiti stringenti dettati dal MCU e del suo target, consegna alcune delle sequenze più violente e sanguinose dell'intero universo condiviso.

Teste e corpi mozzati, implosioni, carni che vengono divorate, What if...? spinge davvero al massimo la brutalità permessa dal Cinematic Universe, oltretutto sorretta da un design degli eroi che ormai conosciamo benissimo tramutati in zombie semplicemente favoloso. Vederli in azione è un piacere ed in generale crediamo che ammirare zombie che sanno usare l'armatura di Tony Stark o le tute di Ant-Man sia stupendo, un totale guilty pleasure con davvero poco senso ma che è impossibile non apprezzare.

Se allora la componente zombie della puntata può tranquillamente definirsi riuscita e goduriosa, è la trama ed in generale il tono dell'episodio a frenare ancora una volta la serie Marvel: la causa del virus zombie è tra le spiegazioni più casuali che si siano mai viste dal 2008 a questa parte, ma con in giro dei non-morti che sanno usare i poteri degli stregoni non ci sentiamo di criticare eccessivamente tale scelta; è il dramma a mancare totalmente, è tutto scanzonato e con battutine senza soluzione di continuità, forse proprio per bilanciare la violenza. Però la reazione a certe morti non può essere sempre un comic relief, è davvero esasperante e, a parte un singolo momento di scelte moralmente discutibili, non c'è reale alternativa.

What If...? La quinta puntata di What if...? può tranquillamente definirsi ambivalente. Perché da un lato l'arrivo dei tanto attesi zombie non ha affatto deluso: il design è superbo, c'è del sano guilty pleasure senza senso nel vedere zombie saper usare ad esempio l'armatura di Iron Man e l'episodio sembra davvero, tra corpi e teste mozzate, spingere al massimo la violenza brutale permessa dal Marvel Cinematic Universe e l'audience cui mira. D'altro canto, però, la trama o almeno la causa del virus è un po' troppo casuale e soprattutto il tono della puntata è sì piacevolmente scanzonato, ma da un certo punto in poi troppo gioviale e scherzoso. È un susseguirsi infinito di comic relief e battutine anche di fronte a morti piuttosto drammatiche, come se si stesse cercando di controbilanciare la violenza. Alla fine l'insieme intrattiene e non poco, però c'è sempre qualcosa che trattiene la serie.