What If...? 2 Recensione: il Multiverso Marvel che ci piace

La seconda stagione di What If...? è il regalo natalizio di Disney e Marvel ai fan del MCU. Un regalo più che gradito, vista la sua qualità.

What If...? 2 Recensione: il Multiverso Marvel che ci piace
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Dopo un annus horribilis per il Marvel Cinematic Universe, segnato dai flop al box-office di The Marvels e di Ant-Man and the Wasp: Quantumania, Disney e la Casa delle Idee cercano di farsi perdonare dai fan con un regalo natalizio: la seconda stagione di What If...?. La formula resta pressoché identica a quella dei primi episodi, usciti su Disney+ ormai più di due anni fa: ogni puntata esplora un genere, un personaggio e, soprattutto, un mondo diverso nel vastissimo multiverso Marvel, ormai completamente dischiuso grazie al climax finale della seconda stagione di Loki. Eppure, What If...? 2 non è solo un "more of the same" rispetto alla formula di base del predecessore (che pure era già ottima, anche se non esente da critiche).

Al contrario, con le puntate arrivate in streaming a fine dicembre, la Casa di Topolino e la sua divisione supereroistica hanno cercato di alzare ulteriormente l'asticella, proponendo delle storie autoconclusive ma in qualche modo collegate tra loro, almeno in parte. Al contempo, What If...? 2 riprende gli snodi narrativi e i personaggi lasciati in sospeso dalla prima stagione, riproponendo eroi come Captain Carter, Hydra Stomper e Supreme Strange, che già due anni fa hanno raccolto il plauso dei fan. Come se ciò non bastasse, la serie introduce Kahhori, la prima eroina originale del MCU. La carne al fuoco, insomma, è tanta. Forse troppa?

Un prisma di infinite possibilità

Considerando i suoi episodi presi singolarmente, la stagione 2 di What If...? è un piccolo gioiello, se non altro perché spazia come nessun'altra serie (animata o in live-action) tra generi e topoi distanti tra loro.

Ogni puntata è una piccola sorpresa, anche perché quello proposto da Disney è un ottovolante emotivo e narrativo: si parte con un thriller sci-fi chiaramente ispirato a Blade Runner - sia dal punto di vista della trama che da quello della resa grafica - e si passa per una storia di Natale action con numerosi rimandi a Die Hard - Trappola di Cristallo, per finire nella Cina antica, in un mondo fantasy-gotico fermo al 1602 (quello raccontato da Neil Gaiman che sfortunatamente non ha lavorato a What If...? Stagione 2), nell'America precolombiana e in un luogo sospeso all'interno del Multiverso stesso, nel quale è ambientato l'ultimo episodio della serie. La varietà di ambientazioni e di situazioni messe in scena è dunque notevole e si presta a una sperimentazione visiva persino più marcata di quella già invidiabile che aveva contraddistinto la stagione precedente. Certo, resta pur sempre un comune retroterra a metà tra fantasy e sci-fi - quello tipico di tutte le produzioni a marchio Marvel - ma le storie e i mondi raccontati sono così diversi tra loro che la noia è solo un lontanissimo rischio, mentre l'animazione resta da applausi a scena aperta, spingendo all'ennesima potenza lo stile pulito e distintivo già adottato per la stagione 1.

Per giunta, questo caleidoscopio di situazioni permette ai fan di rivedere personaggi già noti nel Marvel Cinematic Universe, che vengono presentati in una veste completamente diversa rispetto al passato (è questo il caso di Hela e di Happy Hogan, che ricevono lo spazio che avrebbero meritato anche in live-action). Il medesimo escamotage narrativo permette di riportare sul piccolo schermo degli eroi che sappiamo per certo non rivedremo mai al cinema, come Tony Stark e Steve Rogers, anche se in varianti ben diverse da quelle a cui siamo stati abituati fino ad Avengers: Endgame. La pletora di personaggi che si alternano a schermo è sostenuta da un cast di doppiatori d'eccezione, dal momento che il grosso degli attori live-action è tornato per doppiare la propria controparte animata.

Un cast così ampio, insieme alle coraggiose soluzioni visive adottate in alcuni frangenti, mostra chiaramente che What If...? 2 è un prodotto pensato appositamente per l'animazione: non ci troviamo cioè di fronte a una raccolta di storie scartate dal grande schermo, ma a una serie di idee originali, sviluppate per giunta in maniera estremamente conscia del medium prescelto, con soluzioni che in live-action o con una durata cinematografica non avrebbero certamente funzionato. Ardita è stata anche la scelta di introdurre Kahhori, la prima eroina originale del MCU, proprio in What If...? 2: il rischio che i Marvel Studios si sono assunti è enorme, ma ha pagato. Kahhori si fa apprezzare dal pubblico grazie a una caratterizzazione ottima e a uno sviluppo su più episodi. Inoltre, i suoi poteri hanno delle basi saldamente radicate nella lore del MCU e sono tutto sommato originali: un ottimo mix, motivo per il quale non vediamo l'ora che l'eroina nativa americana ritorni in un film Marvel in carne e ossa o - perché no - in una nuova serie a fumetti della Casa delle Idee.

Una trama solo abbozzata

Non illudetevi però che tutti gli episodi di What If...? 2 siano uniformi dal punto di vista qualitativo. Al contrario, i picchi qualitativi della stagione si concentrano all'inizio (in particolare gli episodi 1 e 3) e alla fine della serie (ovvero le puntate 8 e 9).

In mezzo, invece, ci sono almeno un paio di puntate dimenticabili, come quella dedicata alla variante "malvagia" di Peter Quill, quella dedicata a Hela e ai Dieci Anelli e quella che ha per protagonisti Iron Man e il Gran Maestro: non si tratta di episodi "brutti", sia ben chiaro, ma le loro storie e i loro personaggi sono comunque più deboli rispetto a quelli del resto della serie. L'altro problema di What If...? 2 è che, come già avvenuto per la prima stagione, la macrotrama generale appare ancora solo abbozzata: del tutto inesistente per almeno cinque episodi della serie, essa parte solo con la seconda metà della produzione ed "esplode" davvero solo nell'ultima puntata, che rappresenta un'ottima conclusione ma che avrebbe sicuramente tratto giovamento da una preparazione più attenta e, magari, da una durata leggermente maggiore rispetto agli altri episodi (tutti al di sotto dei 30 minuti, titoli di coda esclusi). Non sappiamo se questa struttura sia stata voluta dai dirigenti Marvel e Disney per rendere What If...? 2 più "digeribile" anche ai fan meno accaniti, che magari guarderanno solo un paio di episodi della serie e tralasceranno il resto, ma possiamo ipotizzare che si tratti di una scelta consapevole, che ad alcuni fan certamente non piacerà.

Sta di fatto che questa operazione ha la controindicazione di disinnescare la minaccia rappresentata dal villain (se così lo si può chiamare) della seconda stagione, rendendola meno palpabile e riducendo la sua portata, benché essa rappresenti facilmente il più grave problema che il Multiverso abbia affrontato fino ad ora.

Con dei tempi più lunghi per ogni puntata (o, magari, con una divisione migliore degli episodi), il pubblico avrebbe potuto empatizzare maggiormente con gli eroi che venivano proposti di volta in volta, e persino la caratterizzazione delle due coprotagoniste della serie (Captain Carter e Kahhori) sarebbe risultato migliore. La speranza è che molte delle linee narrative lasciate in sospeso o solo abbozzate vengano riprese in futuro: d'altro canto, con una stagione 3 di What If...? già confermata e il progetto animato Marvel Zombies in arrivo in un futuro non meglio precisato, le possibilità che le storyline di Happy Hogan, di Scarlet Witch-zombie, della versione redenta di Hela e via dicendo vengano esplorate più a fondo ci sono tutte. Insomma, come la stagione precedente anche What If...? 2 si conferma un ottimo trampolino di lancio sia per una serie sequel che per una pletora di spin-off animati, da quello sugli zombie fino ad un eventuale ritorno nel mondo Marvel del 1602. A differenza dell'uscita del 2021, però, quella pubblicata a Natale è anche una produzione più organica e di sostanza, grazie ad una trama di ampia portata che, pur con i suoi problemi, si fa apprezzare e rende la produzione più matura rispetto alla stagione precedente.

What If...? - Stagione 2 What If...? Stagione 2 è un capolavoro tecnico e artistico: l’animazione e lo stile sono ispirati e coraggiosi, permettendoci di ammirare scene che sul grande schermo sarebbero semplicemente impossibili. A ciò si unisce un cast di doppiatori e di personaggi zeppo di nomi “grossi”, capace di attirare persino il grande pubblico verso un prodotto altrimenti di nicchia. Il coraggio, però, sta anche nell’introduzione di Kahhori, che è sicuramente una delle componenti più riuscite della serie. Peccato solo per una macrotrama che resta sotterranea per gran parte degli episodi, sbocciando solo sul finale: il potenziale della storia - peraltro molto matura per gli standard del MCU - c’era tutto, ma non è stato sfruttato fino in fondo.

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