What/If: recensione della nuova serie Netflix

Intrighi e misteriosi passati sono la base dietro la nuova serie Netflix What/If, con una mai vista prima Renée Zellweger

recensione What/If: recensione della nuova serie Netflix
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Renée Zellweger fa il suo debutto sul piccolo schermo con la nuova serie targata Netflix What/If, arrivata sulla piattaforma online lo scorso 24 maggio. Dal creatore di Revenge, Mikey Kelley, What/If segue la storia di Lisa (Jane Levy) e Sean Donovan (Blake Jenner) e le ripercussioni subite dopo aver accettato un ambiguo e misterioso accordo con la magnate Anne Montgomery (Renée Zellweger). La relazione tra Lisa e Sean sarà messa in discussione, mentre Anne mette in esecuzione un piano per portare Lisa alla rovina.
Rievocando la sopracitata altra serie di Kelley, What/If attrae lo spettatore non per la creazione di interessanti ed elaborati personaggi, né per una storia avvincente o particolarmente complessa. Al contrario, la serie si fa forza del continuo mettere in difficoltà i propri protagonisti, mentre demoni del passato vengono portati alla luce un pezzetto alla volta. Quello che tiene lo spettatore incollato allo schermo non è un interesse verso i personaggi, ma il puzzle dietro la loro vita che si vuole mettere insieme.

La caratterizzazione dei personaggi

Come precedentemente accennato, i personaggi di What/If non sono stati scritti per attrarre particolarmente il pubblico, in quanto la forza della serie ricade fortemente sulla trama complicata e i misteri da svelare. Lisa Donovan, biologa dal futuro promettente, CEO della rivoluzionaria società biotech Emigen, fallisce continuamente nel prendere in mano la situazione e ricade negli stessi tranelli preparati da Anne. Cosa muove veramente le decisioni di Lisa non si sa. La sua morale viene messa sopra una bilancia sin dal primo episodio, per poi rivelarsi che non è veramente lei quella su cui dovremmo avere dubbi. Lisa diventa molto presto vittima delle decisioni degli altri, mettendo in discussione lo stesso titolo della serie. Sua controparte è Anne Montgomery, la quale sfida la dedizione di Lisa per la sua causa, investendo nella sua compagnia in cambio di una notte con il marito Sean. Anche il personaggio di Anne disorienta lo spettatore, dapprima sembrando un forte villain dal passato problematico, rivelandone poi motivazioni confuse. Nel ruolo di Anne, anche Renée Zellweger non convince: si percepisce una recitazione forzata, probabilmente ispirata dal voler creare un personaggio più iconico di quanto effettivamente Anne Montgomery sia.

Il 'What/If' che non c'è

La premessa di What/If non si rispecchia affatto nella sua esecuzione. La domanda "cosa accadrebbe se...", riferendosi alla decisione di Lisa di firmare il contratto con Anne Montgomery non è credibile, in quanto molto di quello che accade nella serie è conseguenza di episodi passati. La stessa Anne rivela di aver già pianificato molto di quello che sarebbe accaduto, mentre la relazione tra Sean e Lisa soffre fondamentalmente per fatti precedenti l'accordo con Anne. Il grande mistero del primo episodio, ovvero cosa sia accaduto tra Sean ed Anne in quella misteriosa notte, diventa irrilevante davanti ai demoni che compaiono nel resto della serie. Il matrimonio di Sean e Lisa non è messo in discussione da quell'unica decisione, ma da fatti antecedenti e indipendenti dalla presenza di Anne tra i due. Il passato di Sean, che torna a tormentarlo dopo quella notte, sarebbe comunque riaffiorato in un altro momento. What/If fallisce nella sua rappresentazione delle conseguenza di una decisione. Più che altro, ci insegna che il passato tornerà sempre a trovarci e che prima o poi dovremmo farci i conti.

La storyline di Ian

Parallelamente ai drammi che vedono protagonisti Sean e Lisa, troviamo la storyline del dottor Ian Harris (Dave Annable), amante di Angela (Samantha Marie Ware), amica di vecchia data. Angela, sposata con il miglior amico di Sean, Todd (Keith Powers), scoprirà di essere incinta e sarà portata a scegliere tra i due uomini. È difficile comprendere perché lo spettatore dovrebbe davvero interessarsi a questo triangolo amoroso. A parte l'amicizia che lega Todd e Angela a Sean e Lisa, non c'è davvero nessun altro motivo perché la serie abbia voluto creare il sinistro personaggio di Ian. Al contrario del fratello di Lisa, il quale segue un proprio percorso personale per poi rivelare un grande segreto che scuoterà ancor di più la fiducia di Lisa in coloro che le sono vicini, la vicenda di Todd e Angela non ha assolutamente alcun legame con la trama principale. Se lo scopo è quello di usare come filo conduttore la domanda "What if", questo what if è irrilevante. Lo spettatore non è partecipe della decisione di Angela di avere una relazione con Ian, e le sue conseguenze sono comunque slegate da Angela stessa, in quanto le azioni di Ian sono motivate da traumi passati. Di nuovo, più che le conseguenze di una decisione, la serie riflette come il passato influenzi il presente.

Una serie mediocre

What/If non è una brutta serie, ma non è neanche degna di particolare lode. Fondamentalmente, è una di quelle serie da intrattenimento senza presunzioni di voler cambiare la storia della televisione. Il titolo è fuorviante e i personaggi sono privi di una forte caratterizzazione, più impegnati a reagire a eventi esterni che a prendere effettive decisioni. What/If da la sensazione di guardare letteralmente lo svolgersi di un copione, senza nulla di più. Non c'è una grande regia dietro, né attori capaci di donare ai propri personaggi quel qualcosa in più che ci faccia empatizzare con loro.

What/If (Netflix) What/If passa la sufficienza solo grazie all'effetto puzzle portato alla luce da continui flashback e ritorni dal passato. Più che alla domanda "cosa succederebbe se...", la nuova serie Netflix è una risposta a come vecchi traumi possano influenzare il proprio presente e futuro. Con protagonisti non convincenti e una Renée Zellweger che fallisce nel creare un villain d'effetto, What/If è la serie da vedere quando non si ha nient'altro sulla lista.

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