Young Rock Recensione: una bizzarra ma riuscita comedy su The Rock

Young Rock è una comedy dalla struttura bizzarra e dall'idea ancora più buffa, ma contro ogni aspettativa risulta fresca, divertente e riuscita.

Young Rock Recensione: una bizzarra ma riuscita comedy su The Rock
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Si, una comedy sulla vita di Dwayne "The Rock" Johnson può assolutamente sembrare un'idea buffa e, perché no, anche un po' fuori luogo se non fin troppo autocelebrativa, visto che lo stesso ormai ex-wrestler è coinvolto non solo nel progetto con la sua casa di produzione, bensì anche come attore. Viviamo, tuttavia, in un momento estremamente particolare della vita del genere, in cui spesso e volentieri sono le idee folli ad avere la meglio, poco importa che si tratti della vita di una ragazza dopo essere fuggita da un bunker sotterraneo dove era prigioniera (qui potete recuperare la nostra Unbreakable Kimmy Schmidt 4) o di un allenatore di football americano che si improvvisa coach della Premier League di calcio (e qui vi rimandiamo alla nostra recensione di Ted Lasso 2). E ciò in realtà sarebbe un processo alquanto naturale, uno scavare nel fondo del barile per sopperire alla mancanza di intuizioni durante un periodo non proprio felice.

Ma Unbreakable Kimmy Schmidt e Ted Lasso non sono sintomi di un genere in crisi, anzi, sono tra i migliori esponenti degli ultimi 20 anni o addirittura di più e non sono i soli. Non vogliamo porre Young Rock, in onda in Italia su Sky Serie, sullo stesso piano, intendiamoci, però è l'ennesima dimostrazione di come ora siano le idee su cui nessuno o quasi avrebbe scommesso ad avere la meglio, persino sul versante qualitativo.

Un pacchetto 3 in1

Ci troviamo nel 2032 e il candidato presidenziale Dwayne Johnson (interpretato dallo stesso The Rock) sta sostenendo delle classiche interviste promozionali per la sua campagna. Chiacchierate che lo portano a raccontare aneddoti sulla sua vita passata, in particolare in 3 momenti specifici: quando aveva 10 anni e viveva ancora alle Hawaii (Adrian Groulx), ai tempi del liceo (Bradley Constant) e nel pieno dei suoi anni universitari (Uli Latukefu). Sorvolando velocemente sulla deliziosa indole di The Rock di ironizzare su sé stesso e sulle voci che ad ogni elezione presidenziale in America lo vorrebbero come candidato, come diciamo sempre la forza di una comedy risiede nella sua varietà, nella capacità di portare su schermo numerosi personaggi e la loro variegata comicità.

Questo è il banco di prova definitivo di una commedia e Young Rock lo supera a pieni voti proprio grazie alla sua struttura atipica, che mette sotto i riflettori 3 epoche, 3 protagonisti e 3 cast - quasi totalmente - differenti. Insomma, la serie su The Rock si rivela subito una girandola continua di sorprese, di new entry, di umorismi che non possono diventare stantii perché si alternano in continuazione e praticamente mai nello stesso episodio, ciascuno dedicato ad una sola storyline. Una varietà che oltretutto è cosciente di dover andare oltre e imporsi anche nelle tematiche, che toccano letteralmente qualunque cosa, dai sogni di un ragazzino ai primi amori liceali a esilaranti parodie dei film action anni ‘80.

Allora Young Rock contro ogni aspettativa funziona alla grande, non facendo nulla in maniera strepitosa, ma al contempo sbagliando poco o nulla e soprattutto prendendosi un rischio tutt'altro che banale nel genere: la comedy sulla vita del nuovo volto di Black Adam (vi invitiamo a recuperare la nostra recensione di Black Adam) è infatti sorprendentemente molto story-driven. Certo, le immancabili situazioni di puntata dominano comunque, eppure lungo la stagione portano avanti una narrativa effettivamente continua.

Da una storia di amore al complicato declino del padre wrestler, dal difficile ambientamento una volta giunto in America ad una depressione che ha colpito Dwayne nell'iniziare l'università, Young Rock porta avanti le sue storyline con coerenza e decisione, al punto che saltare una puntata può realmente causare qualche minuto di disorientamento nella successiva - caratteristica che definire rara in una comedy sarebbe un eufemismo. È sicuramente una concezione contemporanea del genere, simile a gioielli come Mozart In The Jungle o lo stesso Ted Lasso, che a prescindere fa uno strano effetto notare in un prodotto che non intende rivoluzionare la ruota o in generale ad ambire a chissà quali straordinarie vette creative. Young Rock è una sorta di via di mezzo tra il tradizionale e il contemporaneo, trovandosi perfettamente a suo agio in questa dimensione.

Croce e delizia

La sua struttura, però, che per molti versi è l'indiscusso punto di forza, provoca anche il difetto più lampante: a causa del mare magnum di contenuti ed eventi raccontati (e le relativamente poche puntate non aiutano in tal senso), nessuna delle tematiche sfiorate può assumere una vera e tangibile profondità; rimane tutto su un livello piuttosto superficiale, aperto a qualunque età e tipo di pubblico. Ciò non nega alla serie la possibilità di creare situazioni dall'elevato impatto emotivo e di veicolare quei semplici, genuini e universali messaggi che in produzioni del genere fanno la differenza, di conseguenza il sacrificio risulta quantomeno tollerabile o non pervasivo.

D'altro canto è evidente che alcune puntate e tematiche avrebbero beneficiato enormemente da un piccolo salto di maturità in più, raggiungibile ad esempio anche con del minutaggio superiore. Ma non stiamo parlando di un servizio di streaming, Young Rock va in onda sulla NBC e non Netflix o Prime Video e come tale deve rispettare rigorosamente un palinsesto televisivo nonché una durata degli episodi molto classica. Probabilmente nelle future stagioni sarà una mancanza che si farà sentire sempre di più; per ora possiamo goderci una comedy divertente e leggera che prospera su intuizioni non banali e il carisma, a qualunque età, di un protagonista che buca lo schermo ad ogni occasione.

Young Rock Young Rock, nonostante un concept che ancora ha del buffo, riesce sorprendentemente a convincere e non poco. E ci riesce grazie alla sua struttura, che alterna in continuazione 3 linee temporali diverse, ognuna delle quali segue un giovane The Rock in diversi momenti della sua vita, da quando era ancora un ragazzino ai primi anni di università. Un'idea tutt'altro che banale in una comedy, perché permette un ricambio costante di personaggi, situazioni ed umorismi da portare su schermo, che non risultano mai stantii e tutti funzionanti. I personaggi sono il fulcro di una comedy? Young Rock offre in pratica 3 cast differenti con cui sbizzarrirsi e funziona. Ma una struttura del genere, oltre ad offrire anche una curiosa ma piacevole natura molto più story-driven di una classica comedy, dà il via anche al vero grande difetto della serie: con così tanta carne al fuoco e un minutaggio molto standard era semplicemente impossibile dare ad ogni tematica la profondità di cui aveva bisogna. Young Rock resta tuttavia una scommessa vinta e siamo curiosi di vedere se, nelle prossimo stagioni, darà vita ad altre piccole intuizioni folli.

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