Young Sheldon, recensione della prima stagione disponibile su Infinity

Il protagonista di The Big Bang Theory in versione giovane convince forse di più rispetto alla controparte adulta.

recensione Young Sheldon, recensione della prima stagione disponibile su Infinity
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Mentre The Big Bang Theory procede da anni seguendo lo stesso schema, negli ultimi mesi c'è stata una rottura parziale sotto la forma dello spin-off Young Sheldon, nato da una conversazione casuale tra Jim Parsons (che voleva realizzare una serie su un giovane prodigio, basato sul suo vero nipote) e i produttori esecutivi Chuck Lorre e Bill Prady (che erano alla ricerca di modi per espandere le storie della serie madre). Una serie che si distingue dal prototipo poiché è girata con una macchina da presa sola, anziché le tre usate per le sitcom convenzionali, senza le scenografie minime dall'impostazione smaccatamente teatrale e senza il pubblico in studio (e quindi senza risate esterne a suggerirci quando ridere). L'unico legame esplicito con The Big Bang Theory è la voce narrante di Parsons che commenta le vicende, con l'aggiunta della presenza simbolica di Zoe Perry nel ruolo di Mary Cooper, che nella serie principale è interpretata dalla di lei madre Laurie Metcalf. Gli ingredienti giusti per generare un serial gradevole la cui debolezza principale è proprio quella minima associazione con un programma che ormai gira quasi a vuoto, che costringe Young Sheldon ad andare a parare in certe direzioni anziché potersi spingere liberamente lungo percorsi che non gli sarebbero preclusi se si trattasse di un'idea completamente originale (vedi il presunto autismo del protagonista, ipotizzato dai fan per anni e qui oggetto di allusioni un pochino più esplicite rispetto alla serie madre).

Ritratto del genio da giovane

Il pregio maggiore del nuovo show è il suo giovanissimo interprete principale Iain Armitage, classe 2008, che dà vita a uno Sheldon riconoscibile ma senza imitare Parsons (principalmente perché, in originale, si serve di un accento texano che lo scienziato adulto ha volutamente accantonato per essere preso sul serio), capace di rubare la scena a tutti come fa la sua controparte cresciuta. Attorno a lui ruota un cast di comprimari solidi che dà allo show un'impostazione più vicina alla commedia sulle famiglie disfunzionali che ai rapporti di amicizia e amore che caratterizzano le sitcom classiche. Anagraficamente vicino al personaggio (all'inizio della serie Sheldon ha nove anni, come Armitage quando è cominciata la produzione del programma), il giovane prodigio è perfettamente a suo agio in ogni situazione, con un tempismo comico invidiabile e una bravura recitativa che rendono auspicabile, o come sequenza onirica o come inevitabile parodia in occasione di cerimonie degli Emmy o altre trasmissioni, un incontro con Parsons per vedere chi è il Sheldon migliore. Ammesso che lo spin-off sia disposto a ritagliarsi maggiormente uno spazio drammaturgico proprio, potrebbe verosimilmente diventare il vero appuntamento comico imprescindibile nella sua fascia oraria americana, superando il prototipo.

Storie di poco ordinaria infanzia

La prima stagione di Young Sheldon è la classica annata introduttiva, con storie per lo più autoconclusive che spesso svelano i retroscena di elementi noti della personalità del protagonista (la passione per i fumetti, la paura dei cani e, nel finale, la prima incarnazione del celeberrimo accordo relazionale per i rapporti di coppia), mettendo anche in risalto, a seconda delle necessità narrative, gli altri membri della famiglia Cooper, in particolare la strepitosa Annie Potts nei panni della nonna. Le basi sono state poste per un secondo ciclo che potrebbe andare oltre la formula di base, accantonando il più possibile la dimensione apertamente prequel per raccontare una vera piccola epopea famigliare, con potenziali snodi drammatici di non poco conto (chi ha bene in mente i particolari raccontati da Sheldon nella serie madre sa che un personaggio in particolare non sarà una presenza fissa in eterno, qualora lo spin-off avesse una durata paragonabile a quella dell'originale). Insomma, il futuro del giovane Sheldon potrebbe rivelarsi più fruttuoso di quello della versione adulta, e da quel punto di vista questa nuova idea è la scelta migliore che gli autori hanno fatto negli ultimi anni.

Young Sheldon - Stagione 1 Sheldon Cooper si sdoppia in questo spin-off/prequel che si discosta dalla serie madre sul piano sia cronologico che stilistico, adottando un'estetica diversa da quella della sitcom classica a cui aderisce The Big Bang Theory. Particolarmente notevole il giovane Iain Armitage, che ci ricorda nel suo "piccolo" i motivi per cui, malgrado la ripetitività degli ultimi anni, il brillante ma asociale scienziato sia uno dei personaggi televisivi americani più amati.

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