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10 anni di grande TV: cinque serie che hanno cambiato il decennio

È stato un decennio ricco quello che sta per finire: pregno di serie che hanno segnato l'industria. Ne individuiamo cinque, che dovete recuperare.

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Il 2019 sta per volgere al termine e di conseguenza anche il decennio sta per arrivare a conclusione: sono stati dieci anni pregni di proposte dal punto di vista delle serie tv, che ci hanno permesso di vivere un'esperienza culturalmente indimenticabile come quella legata a Game of Thrones, ma che ha segnato anche l'avvento di un nuovo modo di pensare le serie tv. Dopo tanti anni a inseguire le pubblicazioni americane, affidandosi ai più disparati sistemi per seguire le proprie serie televisive preferite, l'avvento dello streaming e dell'on demand, tra Netflix, Amazon Prime Video, Infinity, il potenziamento dell'offerta Sky, ha creato dei fenomeni sociali come anche il bingewatching.

Un periodo, insomma, che ha cambiato le carte in gioco e che hanno reso molto più popolare il concetto di serie tv, rendendole un appuntamento unico. Sorte analoga ha avuto il tutto il settore, che dopo esser stato per tanti anni la ruota di scorta del cinema per tutti gli addetti ai lavori, è diventato quasi il medium da prima linea. Nel difficile compito, quindi, di rintracciare le serie che hanno caratterizzato maggiormente questo decennio, vi proponiamo la nostra selezione, giustificata da alcuni oggettivi elementi che, siamo sicuri, riusciranno a creare un dibattito che non mancherà di incoronare il re dell'argomento principale: le serie tv.

Game of Thrones

Non si può non partire da Il Trono di Spade. La serie tv che ha adattato i romanzi di George R. R. Martin è il caposaldo di questo decennio, sia per forza produttiva che per i contenuti offerti: nonostante le ultime stagioni siano riuscite ad attirare molte critiche, sia da parte del pubblico che per quanto riguarda gli addetti ai lavori, Il Trono di Spade ha sancito l'affermazione del genere fantasy, riscoperto da moltissimi e diventato molto più popolare dopo la trilogia de Il Signore degli Anelli. Game of Thrones ha offerto dei momenti bellici unici nelle produzioni televisive, che non avevano precedenti e che si sono flebilmente accostati a quanto realizzato tra la battaglia del Fosso di Helm e di Minas Thirit (senza, sia chiaro, avvicinarsi alle potenza di fuoco messa in campo da Peter Jackson).

Tra momenti di totale sorpresa, come accaduto anche con le iconiche Nozze Rosse, e di personaggi dilaniati dalle vicende della guerra, Game of Thrones è stato un ottimo esempio di come lo spettatore può essere facilmente infilzato alle spalle con la morte del protagonista di una serie. Un viaggio durato quasi dieci anni che non può non rappresentare, quindi, la serie iconica di questo decennio, con oltre quaranta Emmy Award vinti.

Recensione di Game of Thrones 8

Black Mirror

Nel 2011 dalla mente di Charlie Brooker per Channel 4, canale inglese, nasce Black Mirror. La prima stagione, proposta in appena tre episodi, raccontava la dilaniante realtà che sta attraversando la nostra generazione, in una distopia fantascientifica che ci metteva dinanzi all'assurdità della nostra generazione. Tra il galoppante subentro della tecnologia e del mondo digitale nella nostra vita quotidiana, l'opera di Brooker partiva mostrandoci un ricattato ministro del governo britannico costretto in atti sessuali con una scrofa, per poi continuare con altre vicende ai limiti del surreale, offrendoci una finestra su un ipotetico mondo futuro.

Un mondo fatto di ricerca dell'approvazione dal prossimo, di classifiche nate da punteggi assegnati alle nostre azioni o anche di vite all'interno di strutture pensate esclusivamente per dare vita a una valuta totalmente nuova, come in un videogioco. Black Mirror dalla prima stagione in avanti ha subito un calo importante, soprattutto nell'ultima, ma il modo di affrontare alcune tematiche lo ha reso unico nel panorama delle serie tv, soprattutto per episodi strazianti come San Junipero e il più recente Bandersnatch, l'episodio interattivo che ci ha permesso di vivere la storia come se fossimo in un videogioco nel quale le nostre decisioni condizionano la riuscita o meno del progetto di Stefan, un giovane programmatore di videogiochi.

Recensione di Black Mirror 5

House of Cards

Nel 2013 David Fincher adatta l'omonima miniserie televisiva prodotta dalla BBC raccontando House of Cards, gli intrighi di potere nell'odierna Washington D.C. ponendo l'occhio di bue su Frank Underwood, un solenne e impenetrabile Kevin Spacey. Democratico eletto nel quinto distretto congressuale della Carolina del Sud, dopo essersi visto strappare dalle mani il posto di segretario di Stato, dà vita a una giostra e un vortice di intrighi e di accordi e di sotterfugi atti a riguadagnarsi il suo posto in politica, con il supporto di una altrettanto calcolatrice moglie.

Tra manipolazioni, tradimento, pragmatismo e scalate sociali, Underwood ha rappresentato l'apogeo della ricerca del potere, ma ha dovuto anche districarsi tra numerose problematiche dettate dalla vita privata di Kevin Spacey: tra queste il dover interrompere la serie alla sesta stagione, senza stavolta Frank Underwood, personaggio cancellato improvvisamente dagli intrighi di potere. Una conclusione sì infelice, ma una serie che rappresentato un modo unico di raccontare la politica e tutto ciò che la circonda, calandoci in quell'iconica struttura chiamata Casa Bianca.

True Detective

Nel 2014 le serie tv hanno fatto da palcoscenico a una grande dicotomia: da un lato c'era Fargo, che con la sua prima stagione raccontava l'arrivo di un violente delinquente nella cittadina di Bemidji, interpretato da un glaciale Billy Bob Thornton, contrastato da un sempliciotto, un assicuratore chiamato Lester Nygaard (Martin Freeman); dall'altro lato, invece, nasceva la serie antologica per antonomasia, True Detective. Nic Pizzolatto, scrittore classe '75, esordisce su HBO con il suo racconto poliziesco, con protagonisti un memorabile Matthew McConaughey e un superbo Woody Harrelson.

Raccontando un thriller psicologico e dei crimini efferati, True Detective si è distinto anche per alcune sue scelte registiche che hanno spinto la produzione televisiva sempre più verso il cinema, prendendosi l'importante compito di azzerare la distanza tra i due diversi media. Sebbene le altre due stagioni non abbiano ottenuto lo stesso successo di pubblico e di critica della prima, True Detective resta un unicum tra le produzioni televisive.

Recensione di True Detective 3

Stranger Things

La più recente delle serie televisive tra quelle che ha cambiato il nostro decennio: Stranger Things ha fatto riscoprire ai nostalgici la magia degli anni Ottanta, ma ha anche permesso ai più giovani di fare un tuffo nel passato, in qualcosa di mai scoperto e visto.

Narrando le vicende di un gruppo di ragazzetti molto simili a quelli di IT e de I Goonies, degli emarginati ai quali si affidano le sorti dell'umanità, che nel mentre se ne sta serena a vivere la propria esistenza, le avventure soprannaturali dei protagonisti sono state premiate con sei Emmy Award, ma soprattutto con la fedeltà del pubblico, che in tre stagioni non si è mai allontanato dalle storie di Undici. In attesa della quarta stagione, che permetterà a Stranger Things di scavallare verso il nuovo decennio, dopo aver condizionato gli ultimi anni di questo.

I fuori classifica

Determinate le cinque serie che secondo noi hanno caratterizzato il decennio, diventa palese dinanzi ai nostri occhi l'aver dovuto sacrificare alcune nomination. Per questo vorremmo proporvene altre, che avrebbero potuto entrare in una ipotetica top5 nel caso in cui non avessimo avuto quella appena citata.

Partiamo col citare Mr. Robot, lanciata nel 2015 e accolta con un entusiasmo unico e con un consenso che arrivava sia dal mondo geek e nerd che da quello più interessato ai risvolti sentimentali e quotidiani della vita di Elliot Alderson, un genio informatico che ha dato a Rami Malek la spinta verso la notorietà internazionale. Degno di menzione anche il ritorno di Twin Peaks, che ha rappresentato l'evento più bizzarro del decennio, per l'azzardo di aver riportato sul piccolo schermo un successo targato David Lynch, con quasi tutto il cast originale a disposizione per quella che è stata la terza stagione di Twin Peaks.

Continuiamo con due proposte più di nicchia, ma soprattutto perché offerte da Amazon Prime Video: La fantastica signora Maisel, la storia di una giovane casalinga di New York, alle prese, verso la fine degli anni '50, con una vita da donna che emerge nella sua forza e singolarità dopo esser stata lasciata dal marito.

Dopo aver creato un simbolo del decennio precedente con Gilmore Girls, Amy Sherman-Palladino riesce quindi a confezionare un prodotto altrettanto importante per la serialità al femminile. E come seconda proposta direttamente da Amazon non possiamo non soffermarci su This is Us: scritta da Dan Fogelman, l'uomo che ha sovvertito i canoni dei rapporti sentimentali nei Classici Disney, vede come protagonista il miglior Milo Ventimiglia di sempre, padre di tre figli, di cui uno adottato.

Tra flashback e flashfoward, This is Us è straziante e dilaniante nella sua drammaticità, nel suo affrontare delle tematiche di vita reale, che appartengono a tutti e nelle quali non finiremo mai di immedesimarci, in attesa di come evolveranno le vicende, ora trasmesse anche su Sky. La capacità di Fogelman sta nel creare un thriller all'interno di quella che potrebbe sembrare una banale vicenda familiare, nascondendo allo spettatore le informazioni che invece i protagonisti hanno, ma che hanno difficoltà a raccontare, andando a ribaltare il concetto di suspance e mettendo i personaggi a un gradino superiore rispetto allo spettatore.

Per quanto riguarda, infine, le serie animate, che meriterebbero però un capitolo e un articolo a parte, non possiamo non segnalare Bojack Horseman, che all'inizio del 2020 si concluderà anche in maniera definitiva, e Rick & Morty: se la prima ha affrontato in maniera surreale lo squallore delle vite di Los Angeles, proponendoci un nuovo tuffo nel mondo che era già stato di David Duchovny con Californication, ma stavolta con animali antropomorfi, la seconda ci ha messo dinanzi alle quotidiane avventure di uno strampalato scienziato e di suo nipote, un ragazzetto inetto pronto a mettersi sulle spalle le vicende dell'universo e di tutte le creature che lo popolano, in una vorticosa salsa sci-fi.

Speciale Serial 2019 È stato un decennio caratterizzato da storie molto intense, da narrazioni che hanno provato a offrire degli elementi assolutamente innovativi, fomentati anche dalle nuove tecnologie e dalle nuove proposte di fruibilità del medium televisivo. Chiamarle "serie tv" è oramai anacronistico, perché il televisore è forse l'ultimo dei supporti e dei device utilizzati per seguire la serialità propostaci da Netflix, Amazon, Infinity, Sky e presto anche Disney+. Al 2020 spetterà l'importante compito di fare da apripista a quello che sarà un decennio che ci porterà a ragionare in maniera ancora diversa, aggiungendo non solo dei neologismi che andranno a soppiantare il bingewatching, ma riuscendo anche a continuare nell'opera di rinnovamento di un medium che ha trovato, finalmente, la propria giusta dimensione.