5 serie tv sui samurai da guardare se state giocando Rise of the Ronin

In occasione dell'uscita di Rise of the Ronin, nuova esclusiva PS5 targata Sony, rintracciamo i migliori prodotti sui samurai della serialità televisiva.

5 serie tv sui samurai da guardare se state giocando Rise of the Ronin
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  • Rise of the Ronin (leggete qui la recensione di Rise of the Ronin) è solo l'ultimo esempio di una rinnovata samurai wave che negli ultimi anni sta davvero cominciando ad accrescersi e a raggiungere target e media differenti. Ve lo abbiamo raccontato spiegandovi che Shogun è la serie definitiva sui samurai, ne abbiamo approfittato per consigliarvi 5 film sui samurai se vi piace Rise of the Ronin, adesso è il momento di fare un'incursione nella serialità televisiva, con il panorama occidentale che si è appena arricchito della nuova serie targata FX ma che ha in realtà faticato ad aprirsi alle storie di cappa e spada giapponesi, da sempre relegate alle produzioni giapponesi, con i palinsesti nipponici mai sprovvisti dei mitici jidai-geki e con il canale NHK ad assicurarne la costanza.

    I samurai hanno trovato fissa dimora nei taiga dramas del famoso broadcaster, serie di carattere storico spesso tratte da romanzi e mandate in onda annualmente con cadenza settimanale fin dal 1963 (con Hana no Shogai) che hanno garantito lunga vita al genere e hanno spesso dato vita a prodotti di spicco, storie imperdibili per gli amanti dei chambara. Scopriamo allora 5 serie tv sui samurai che si sono distinte nella fiumana di drammi d'epoca e hanno fatto la storia della serialità televisiva giapponese. Prima di continuare, per restare in tema con l'argomento principale, ricordatevi di scaricare il fumetto gratis di Rise of the Ronin e di votare il miglior disegno di Rise of the Ronin per vincere una PS5!

    Furin Kazan

    Con il titolo inglese di The Trusted Confidant, Furin Kazan va in onda per NHK come quarantaseiesimo taiga drama nel 2007. Tratta dal romanzo omonimo di Yasushi Inoue, la serie narra le vicende di un ronin zoppicante, con un occhio solo, brillante stratega al servizio del daimyo Takeda Shingen: il suo nome è Yamamoto Kansuke, la sua abilità nel campo di battaglia è proverbiale e il suo contributo alla causa del signore della provincia di Kai è leggendario. Furin Kazan si concentra sulla traiettoria di Kansuke per narrare le mire unificatrici di Shingen e soffermarsi sulla mitica rivalità con Uesugi Kenshin, daimyo il cui epiteto di "dio della guerra" riecheggia per tutto il Giappone e che nella serie ha il volto del poliedrico cantautore Gackt.

    Oltre a concentrarsi su uno dei periodi più belligeranti della storia del Giappone feudale, i 50 episodi di Furin Kazan alternano con la giusta proporzione le contese e le lotte per la supremazia a una complicata vicenda sentimentale (Kansuke e Shingen amano la stessa donna), per un dramma di ambizioni e destini incrociati in un'epoca turbolenta, con un cast di prim'ordine (l'attore Seiyo Uchino nei panni di Kansuke avrà poi un ruolo in 13 Assassini di Takashi Miike) a mantenere alta la qualità.

    Sanada Maru

    Ancora un taiga drama targato NHK, ancora uno stralcio di epoca Sengoku. Sanada Maru arriva nove anni dopo Furin Kazan (è il cinquantacinquesimo dramma storico del canale), in un momento in cui i taiga cominciano ad accusare una graduale perdita di interesse da parte degli spettatori giapponesi. È per questo che la serie tv scritta da Koki Mitani ha puntato in patria su una campagna pubblicitaria più incisiva rispetto alle uscite precedenti, un po' per riconquistarsi l'appeal dissipato, un po' perché possedeva tutti gli elementi necessari per essere presentata come must watch per gli amanti dei jidai-geki sui samurai.

    Dal "dio" Uesugi Kenshin al "demone cremisi della guerra", Sanada Maru segue le gesta del guerriero Sanada Nobushige, considerato da molti il samurai più abile del Giappone e pedina fondamentale per la caparbia difesa del suo piccolo clan durante l'Assedio di Osaka. Il già citato Seiyo Uchino torna qui nei panni del principale contendente, Ieyasu Tokugawa, figura che ha ispirato il personaggio di Yoshi Toranaga nella nuova serie su Disney+, mentre il ruolo del protagonista viene affidato a Masato Sakai, famoso per aver interpretato Naoki Hanzawa nell'omonima serie dei record.

    The Yagyu Conspiracy

    Se con Sanada Maru avete l'opportunità di assistere all'ascesa di Ieyasu Tokugawa, fondatore del nuovo shogunato, con The Yagyo Conspiracy (in italiano I samurai dello Shogun) potete fare un salto in avanti di due generazioni arrivando alla disputa tra Tokugawa Iemitsu e Tokugawa Tanadaga, nipoti di Ieyasu in lotta per accaparrarsi il titolo di shogun dopo la morte del padre. La trama si infittisce di intrighi perché la contesa è segretamente veicolata dalla famiglia Yagyu, gruppo di abili samurai, e dalla nobiltà imperiale, il che rende intricata di congiure e macchinazioni.

    Nel cast, oltre al leggendario Sonny Chiba (uno dei primi artisti marziali a raggiungere lo stardom del cinema nipponico) nei panni di Jubei Mitsuyoshi Yagyu, anche un giovanissimo Hiroyuki Sanada (protagonista assoluto nel nuovo Shogun), in una serie trasmessa nel 1978 dall'emittente televisiva Kansai che eredita il successo (e parte del cast) del film Shogun's Samurai uscito nello stesso anno e diretto da Kinji Fukasaku.

    The Samurai

    Vero e proprio cult del genere jidai-geki, The Samurai (che ha il titolo originale di Onmitsu Kenshi) va in onda nel 1962 per TBS, dispiegando la propria narrazione in dieci archi narrativi da 13 episodi ciascuno.

    La trama ruota attorno alle peripezie del samurai Akikusa Shintaro interpretato da Ose Koichi, falso ronin che agisce in nome dello shogunato di Tokugawa Ienari, undicesimo dittatore della dinastia già protagonista dei citati Sanada Maru e The Yagyu Conspiracy. La serie ricevette un'accoglienza strepitosa in Australia, dove divenne il primo programma televisivo giapponese ad essere trasmesso e il più popolare nella storia di TCN-9, configurandosi nel frattempo come una vera e propria istituzione in Giappone, tanto da ricevere una serie spin-off intitolata The New Samurai e un remake a colori nel 1973. The Samurai gioca con i generi, dal western delle prime battute al ninja-movie, passando per la caccia al tesoro e approdando alla spy-story, con il personaggio di Shintaro visto come un vero e proprio detective, una spia (il titolo giapponese si traduce in "lo spadaccino spia") al servizio dello shogun, di cui è segretamente il fratello maggiore.

    Shogun (1980)

    L'unica produzione nippo-americana della lista, la sola tra le serie citate ad essere distribuita anche in Italia sia dalla RAI che dalla Mediaset. Il primo adattamento del romanzo di James Clavell non avrà l'incredibile accuratezza della nuova versione ideata da Rachel Kondo e Justin Marks, non godrà dello stesso respiro da kolossal della serie su Disney+, ma Richard Chamberlain nei panni di John Blackthorne e l'indimenticabile Toshiro Mifune de I Sette Samurai a prestare il volto a Lord Yoshi Toranaga sono già una buona ragione per recuperare la miniserie del 1980.

    Con un budget da record per l'epoca e una regia e una fotografia che ereditano la lezione di Akira Kurosawa, Shogun è già una perfetta trasposizione dell'opera cartacea, nonché una delle migliori produzioni americane sui samurai, che trova il proprio punto di forza in un maggiore focus sulla prospettiva di un Blackthorne disorientato, una scelta diversa rispetto alla nuova serie, resa attraverso la mancanza di sottotitoli per le parti in giapponese, espediente estremamente funzionale a riprodurre lo sbandamento dello straniero in terra straniera.