Adrian: Recensione episodio 5, la serie evento torna in TV

Il 7 novembre segna il ritorno di Adrian dopo mesi di silenzio e, senza addolcire la pillola in nessun modo, il risultato è ancora una volta problematico.

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Quando una tua serie viene bocciata da pubblico e critica sotto ogni aspetto, fino al punto di venire rimossa dai palinsesti e messa in un limbo durato mesi, come reagisci?E quando finalmente hai l'opportunità di tornare alla ribalta, come ti comporti dal vivo? Adriano Celentano ha deciso di prendere una strada tutta sua: prendersela con il pubblico per non aver compreso ciò che il suo Adrian aveva da dire. Per poi uscire di scena in maniera molto teatrale, perché lui non si sarebbe comportato come voleva il pubblico. E in seguito rientrare nuovamente e fare esattamente ciò che il pubblico voleva. Ed è solo l'anticamera di una nuova - l'ennesima - serata all'insegna del trash per la televisione italiana.

Finché la barca va...

Il pezzo da novanta, infatti, non era ancora giunto: il ritorno della serie evento, la quinta puntata di Adrian. Che era stato annunciato come Adriano. Ma al web non piaceva e quindi via la -o finale. È una tendenza pericolosa quella in cui l'audience decide, prima dell'uscita di un prodotto, quali features siano accettabili e quali no. Eppure in Italia diventa magicamente il minore dei mali, poiché basta rivedere le animazioni ingessate, i fondali appena abbozzati e colorati peggio, l'espressione del protagonista che non cambia mai in qualunque circostanza, le ombre che prima seguono i personaggi e poi rimangono statiche e le polemiche lasciano spazio al silenzio. La speranza che un minimo lavoro di polishing fosse stato eseguito nei mesi di limbo svanisce all'istante, Adrian a livello tecnico non è cambiato di una virgola.

Neanche il tempo di elaborare un simile pensiero che subito arrivano come un fulmine le rinnovate forzature di una sceneggiatura e di un concept inesistenti: il nostro eroe orologiaio riesce finalmente a riunire il team adatto per lanciare la sua rivoluzione contro il regime totalitario che regna sull'Italia. E il primo piano d'azione è quello di creare una tv pirata capace di infiltrarsi nelle reti governative e mandare i propri messaggi in tutto il paese. Dubitiamo fortemente che nel 2068 l'unico e centrale mezzo per raggiungere la popolazione sarà la televisione, ma questi sono dettagli insignificanti al confronto della sottile critica sociale operata da Adrian, che si cimenta con tutto se stesso a realizzare il progetto.

Rivoluzione 2.0

Al via dunque il classico montaggio, a dir poco visionario, in cui protagonisti collaborano per costruire l'infrastruttura della tv privata. Peccato che le attività svolte sembrano più confacenti a dei carpentieri e non a dei rivoluzionari pronti ad hackerare il loro governo, operazione posta interamente sulle spalle di un adolescente.

Torna ovviamente la Volpe, l'identità segreta da supereroe di Adrian, nonostante la maschera copra solo metà volto e i vestiti rimangano esattamente gli stessi. Ma la Volpe è eroica, salva delle donne in procinto di essere abusate a passi di tango e pugni, danza e calci volanti. Meravigliosa la scena in cui Gilda, la fidanzata di Adrian, viene appunto salvata dal Molleggiato in maschera e decide di ballare con lui, nonostante la presenza di alcuni cattivoni pronti a far fuoco su di loro. Non è importante, tanto la Volpe a quanto pare ha il potere di smaterializzarsi e riapparire dietro ai nemici.

E se queste numerose sequenza dalla potenza immaginifica incalcolabile non vi hanno ancora convinto, allora saranno le scene che ritraggono il popolo in rivolta a conquistarvi. Una visione totalmente postmoderna e originale di far comprendere allo spettatore come la rivoluzione faccia proseliti nel mondo di Adrian. Rivolte in strada? Proteste? Atti forti e destabilizzanti sulla scia di V per Vendetta? Nulla di tutto ciò. Una bella ragazza che in discoteca balla appassionatamente un remix della canzone di Adrian.

Adrian - La Serie Evento Purtroppo, anche per questo ritorno in TV in pompa magna, la serie creata da Celentano continua a proporre le stesse criticità di sempre: è l'ennesima occasione sprecata per toccare tematiche importanti che in questo preciso momento storico avrebbero meritato ben altro trattamento. Però si sa, finché la barca va, lasciala andare...