Altered Carbon e la rinascita del cyberpunk

Da Altered Carbon su Netflix a Electric Dreams su Prime Video: ci troviamo di fronte alla rinascita del genere cyberpunk?

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"Cyberpunk is dead! Long live cyberpunk!". Sembra quasi possa essere questo il modo più sintetico per riassumere ciò che è capitato ad un genere che, negli anni '80, è stato capace di riscuotere un notevole successo non solo nell'ambiente letterario, ma anche in quello cinematografico e ludico. Eppure, se si osserva con più attenzione, se si scava un po' più a fondo, è possibile vedere come esso invece abbia incontrato una lunga serie di cambiamenti, affrontando man mano le asperità che gli si sono presentate dinanzi. Certamente l'interesse riscosso a partire dai primi anni Duemila appare minimo se confrontato con il passato, ma questo non ha fermato uno stuolo di investitori dallo scommettere su una corrente narrativa che, come indicano gli ultimi anni, sembra avere ancora molte soddisfazioni da regalare. Altered Carbon, la serie Netflix approdata sulla piattaforma di streaming lo scorso febbraio, è solamente l'ultimo esempio di una lunga lista di produzioni d'intrattenimento, che annovera al suo interno titoli come Ghost In The Shell, Blade Runner 2049, The Red Strings Club, Cyberpunk 2077.

La genesi

Quanto le origini del cyberpunk derivano dalla fantascienza tradizionale, tanto esse se ne distaccano per caratteristiche ed obiettivi. Il loro luogo di nascita sono i primi anni Ottanta, in cui il progresso si fa sempre più pressante e la tecnologia inizia a permeare la vita delle persone, mostrando i propri pregi e, soprattutto, i propri difetti. Vengono messi in discussione molti degli aspetti positivi che avevano caratterizzato le storie sci-fi precedenti, sostituiti da una visione ben più pessimistica del futuro.

Questo ha contribuito a definire molti dei caratteri visivi e dei canoni estetici utilizzati poi nel corso dei decenni seguenti. Eppure, non sono i neon e gli ologrammi che illuminano città dominate dall'oscurità o la pioggia che sferza le loro strade affollate a costituire gli elementi distintivi del genere. A farlo è invece la scelta di raccontare che progresso tecnologico e standard di vita non sempre vanno a braccetto, come accade per esempio in Altered Carbon, in cui l'avanzamento scientifico ha dato i propri frutti solamente a una parte della popolazione, quella più abbiente. Nello show creato da Laeta Kalogridis molti sono i parallelismi con l'attuale situazione mondiale. Il modello capitalistico viene trasfigurato, esaltandone difetti e zone d'ombra per portare invece alla luce i contorni di una povertà sociale che un futuro, seppur magari non prossimo, può riservare.
L'obiettivo delle opere cyberpunk non è più quello di fuggire dalla realtà o di adattare essa alle proprie speranze, ma è invece l'indagine delle sue strutture, trasportandole in un contesto avulso che possa esaltare l'obiettività nel giudizio dello spettatore. Fulcro della narrazione sono spesso storie di sopravvivenza, di cacciatori e prede i cui ruoli si invertono fin troppo spesso, come accaduto in Blade Runner con Rick Deckart o nella recente serie Netflix con Takeshi Kovacs. Si tratta principalmente di outsider, emarginati ed improbabili eroi confinati spesso ad i margini di una società che fatica a fare i conti con sé stessa.

L'evoluzione ed il post-cyberpunk

L'evoluzione del cyberpunk è stata dettata principalmente dalla trasformazione del rapporto che ci lega alla tecnologia. Con il passare degli anni alcune delle predizioni accusatorie che popolavano pagine dei libri o sceneggiature dei film si sono rivelate infondate, oppure la percezione del pericolo si è andata normalizzando. La tecnologia ha iniziato a dominare la quasi totalità delle nostre vite, influenzando ogni settore, dalle comunicazioni alla salute, dall'apprendimento all'alimentazione. Di pari passo si sono evolute quindi anche le caratteristiche originali del genere cyberpunk, dando origine a una serie di correnti eterogenee. Ne è un esempio il post-cyberpunk, che abbandona le distopie cupe e ansiogene per abbracciare una narrazione più positiva, focalizzata non sulla sopravvivenza di un reietto in una società malata ma sul tentativo di cambiare lo status quo, di sovvertire gli ordini per migliorare la società. L'accento non viene posto solamente sui modi in cui la tecnologia ha danneggiato il mondo ma anche sui progressi da essa derivati.

A distanza di oltre trent'anni dalla sua nascita (il termine cyberpunk venne coniato da Bruce Bethke nel 1982), l'amore e l'interesse dei fan non sono di molto scemati. Il ritorno di una pietra miliare come Blade Runner e l'arrivo di Altered Carbon all'interno del catalogo di Netflix rappresentano solamente i sintomi di un rinvigorito interesse verso un contesto tuttora attuale e contemporaneo. Pur tenendo conto dell'evoluzione del nostro rapporto con la tecnologia, la sua incertezza e imprevedibilità sono qualità rimaste invariate. Dal datagate alle evoluzioni dell'intelligenza artificiale, passando per Cambridge Analytics ed il controllo asfissiante che i social network detengono sulle nostre vite, non si è affatto sopito il senso di irrequietezza che molti provano nei confronti delle possibili conseguenze a cui un progresso sfrenato può portare.


Le gemme di una preziosa collana

Sono stati differenti gli approcci utilizzati dai vari ambienti per ritornare a calcare i palchi di un contesto narrativo per lungo tempo apparentemente sopito. Eppure, il tempismo e le circostanze con cui sono stati messi in atto fanno quasi pensare a una magnifica operazione corale di rivalutazione. È nell'ambiente cinematografico che, naturalmente, sono stati fatti gli investimenti più importanti, a partire da rivisitazioni e sequel di celebri opere del passato, come accaduto per Blade Runner 2049, magistralmente orchestrato dal genio di Denis Villeneuve. Sugli scaffali dei cinema, accanto alla nostalgia, vi è stato spazio però anche per nuove proposte, a partire da The Zero Theorem di Terry Gilliam, che ha affrontato le caratteristiche tematiche in maniera quantomeno inusuale.
Non tutti gli esperimenti si sono però rivelati fruttuosi, sia per quanto riguarda il botteghino (lo stesso Blade Runner 2049 ha deluso da questo punto di vista) che per quanto riguarda la ricezione di critica e pubblico. Che si tratti dell'operazione commerciale che ha portato alla realizzazione di Mute, ultimo film di Duncan Jones approdato recentemente su Netflix, o della quanto mai schematica reinterpretazione hollywoodiana che Ghost in The Shell ha dato dell'opera di Masamune Shirow e Mamoru Oshii, molte delle recenti opere a tema cyberpunk hanno confermato quanto si tratti di un genere ancora rischioso da trattare, per quanto affascinante.

Ben più fortuna ha avuto il settore videoludico, in cui la vicinanza degli argomenti alla forma stessa del medium su cui sono veicolati,ha permesso la fioritura di una lunga serie di perle radicate attorno ai principi più interessanti e caratteristici del cyberpunk. Giochi come 2064: Read Only Memories e The Red Strings Club hanno catturato con successo non soltanto le atmosfere ma anche i quesiti più complessi sui quali si sono basati molti dei racconti che hanno effettivamente dato vita a questa corrente narrativa. Come se non bastasse, il futuro prospetta ulteriori sorprese, con l'arrivo di The Last Night e del mastodontico Cyberpunk 2077, sviluppato da CD Projekt Red e prova materiale del fatto che sia possibile proporre interpretazioni estetiche che si discostino dai canoni settati da Ridley Scott oramai tre decenni fa.

Per quanto riguarda le serie tv, langue un po' il materiale disponibile per i fan dei racconti di William Gibson. L'arrivo di Altered Carbon su Netflix sembra poter essere la svolta capace di dare il via allo sviluppo di altri show tematicamente simili. Ispirata ai racconti di Richard Morgan, la produzione della compagnia californiana è stata in fin dei conti un investimento mastodontico, con una stima che si aggira sui sette milioni di dollari ad episodio. Seppure non abbia ricevuto elogi da parte della critica, ha riscosso il favore del pubblico proprio per aver proposto un contesto che negli ultimi anni è stato quasi assente nell'ambiente serial. Ad eccezione di Electric Dreams, distribuito invece da Amazon e arrivato anch'esso in tempi molto recenti (settembre dello scorso anno), per trovare produzioni affini che siano qualitativamente interessanti bisogna rivolgersi a una nazione che ha passato molto del suo tempo a indagare i rapporti e i problemi tra essere umano e tecnologia e che ha sfornato titoli come Ergo Proxy o Psycho Pass. La speranza, tenendo conto in particolar modo del lavoro compiuto da Netflix con Altered Carbon, è quella di poter assistere, in un prossimo futuro, a nuovi esempi di un genere che ha ancora molto da offrire. Nel frattempo, "long live cyberpunk!".