Un anno di buona TV: le migliori serie del 2020

In un anno così particolare, le serie tv hanno conquistato un posto speciale nelle nostre giornate. Ecco gli show più apprezzati e sorprendenti del 2020.

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Se il 2020 è stato un anno complicato per molti motivi, legati soprattutto alla pandemia, per altri verrà ricordato come un periodo magico per le produzioni del piccolo schermo. Le giornate di lockdown, in cui tutti volenti o nolenti abbiamo finito per ritrovarci, hanno messo in evidenza le numerose possibilità che i servizi di streaming e la home tv sono in grado di offrire. Non a caso, Netflix e soci hanno macinato record su record tra successi e nuovi abbonamenti.

Nei momenti di maggior solitudine le serie hanno riempito le nostre giornate, il binge watching ha colpito anche i più refrattari e persino chi non aveva mai vissuto l'esperienza della home tv si è convertito al fenomeno dello streaming grazie ai figli o al passaparola degli amici. Quest'anno, pur avendo evitato l'uscita di molti prodotti per il blocco alle produzioni, la TV è riuscita a riunire intorno a sé spettatori d'ogni genere, elevandosi ad aggregatore sociale in un periodo che di sociale ha avuto poco o nulla. Tra miniserie d'alta qualità, sorprendenti novità, finali memorabili e restyling curiosi, ecco i prodotti che più di tutti ci hanno colpito e ci hanno fatto compagnia in questo 2020.

Better Call Saul (Stagione 5)

La pungente epopea di Saul Goodman (aka Jimmy McGill) ha raggiunto vette altissime nell'ultima tornata di episodi, come dimostra la nostra recensione di Better Call Saul 5, ottenendo così una definitiva consacrazione. Lo show di Vince Gilligan, che dal grande Breaking Bad traeva linfa e ispirazione per raccontare questa side story, riesce oggi a distinguersi come una creatura indipendente dalla serie madre.

Il personaggio interpretato magistralmente da Bob Odenkirk vira verso nuove direzioni, mettendo in discussione ogni certezza e poggiando le basi della propria delirante tragedia su una trama ricca di colpi di scena, personaggi profondi e un cast d'eccezione. Il percorso che la serie aveva cominciato in sordina negli scorsi anni punta dunque a chiudere in bellezza con un Better Call Saul 6 che già si preannuncia spettacolare. Nell'attesa, potete recuperare tutte le stagioni dello show su Netflix.

BoJack Horseman (Stagione 6)

La serie d'animazione Netflix creata da Raphael Bob Waksberg è riuscita nel corso degli anni a mostrare la fragilità dei sentimenti tra l'ironia dello show-business e la satira dei rapporti umani - anche in un mondo pieno di animali. BoJack Horseman, che da sempre ha fatto leva sui suoi personaggi, arriva alla sua ultima stagione come una vera e propria resa dei conti. Se il conflitto del protagonista si è sempre riflesso sulla percezione dello spettatore, portato episodio dopo episodio a guardare dentro di sé, l'ultima stagione riesce a fare ancor meglio, permettendo a ogni personaggio di affrontare il proprio nemico. O almeno di provarci.

Se c'è una cosa chiara nel finale dell'avventura di BoJack e dei suoi amici è che non esistono risposte matematiche a ciò che ognuno possa provare. Ciò che i protagonisti tentano, a loro modo, di enfatizzare è forse la speranza di un'accettazione, il raggiungimento di una consapevolezza che prima sembrava difficile ottenere. La seconda parte della sesta stagione non delude le aspettative, riesce a regalare grandi emozioni e, soprattutto, trova una chiusura degna di questo nome, come scritto nella nostra recensione di BoJack Horseman 6. Un epilogo che pone lo show fra i prodotti seriali migliori degli ultimi anni.

High Fidelity

Accolta inizialmente con alcuni dubbi circa la sua riuscita, la nuova trasposizione in chiave seriale (e femminile) del romanzo scritto da Nick Hornby è riuscita in breve tempo a conquistare una gran fetta di pubblico. Forte di una nuova veste, ben diversa da quella del bel film uscito 20 anni fa con protagonista John Cusack, e del carisma della sua protagonista, una Zoë Kravitz in grande spolvero, High Fidelity si è confermata un prodotto perfettamente congeniale anche al nostro tempo.

La musica, del resto, pur cambiando i periodi o i costumi, non ha età. Ecco quindi che, con una colonna sonora degna di un'importante playlist e delle interessanti interpretazioni, questo reboot, che omaggia in più occasioni l'opera di riferimento, ha mostrato tutto il proprio potenziale.

Nonostante la freschezza del prodotto e la sua crescente popolarità, Hulu ha cancellato High Fidelity pochi mesi addietro. Per apprezzare a dovere questo piccolo e fugace successo, vi basterà recuperare gli episodi disponibili su Starz Play.

I May Destroy You

Destinato a ricalcare il fenomeno di Fleabag, questa miniserie che ha fatto breccia nel cuore degli spettatori a metà dell'anno sarà sicuramente protagonista ai prossimi Emmy. Lo show ideato, diretto e interpretato dalla geniale Michaela Coel riesce ad affrontare il tema della violenza sessuale con una creatività tale da rendere il racconto dei dodici episodi un'esperienza unica nel suo genere. Si tratta infatti di un racconto coraggioso, schietto e provocativo che esplora il consenso sessuale e la gestione delle relazioni nella società contemporanea.

Inserendo numerosi temi, anche pesanti, per poi trattarli e stravolgerli con grande acume e leggerezza, I May Destroy You tiene saldamente i piedi per terra e racconta con maestria la sua storia sulla percezione di sé e degli altri. Lo show prodotto da BBC e HBO non è ancora disponibile in Italia, ma visto il suo successo non possiamo che attendere fiduciosi un eventuale approdo sui nostri schermi.

La Regina degli Scacchi

Il vero fenomeno dell'anno, almeno per quanto riguarda il successo di pubblico, è la miniserie che racconta la vita di Elizabeth Harmon e il mondo degli scacchi. Diretta da Scott Frank, la serie è riuscita a convincere in maniera unanime spettatori e critica, esaltando la performance della sua protagonista e consacrando definitivamente il talento di Anya Taylor-Joy agli occhi del grande pubblico. Se, da una parte, il regista è riuscito a portare ad altissimi livelli la tensione del gioco degli scacchi grazie a ottimi spunti di regia, la protagonista è riuscita a donare al suo personaggio un fascino magnetico.

Al netto di tutte le difficoltà e i demoni interiori che è costretta ad affrontare, il personaggio di "Beth" cattura l'attenzione dello spettatore dall'inizio alla fine, coinvolgendolo sin da subito grazie a uno sviluppo costante e a una produzione che pone grande cura nell'enfatizzare la lotta ai pregiudizi in un contesto come quello degli anni '50. Gli episodi de La Regina degli Scacchi sono disponibili su Netflix.

Lovecraft Country

La serie HBO tratta dal romanzo di Matt Ruff e prodotta da Jordan Peele e J.J. Abrams ha certamente lasciato il segno per la sua originalità. Nel tentativo di ripercorrere le orme di ciò che Damon Lindelof è riuscito a fare lo scorso anno col suo Watchmen, anche Lovecraft Country sfrutta un genere come pretesto per raccontare disparità sociali e pregiudizi ancora estremamente attuali.

Probabilmente non colpirà tutti allo stesso modo, ma per ambizione, intenti e momenti altissimi che si alternano fra i vari episodi, Lovecraft Country si guadagna un posto particolare in questa lista. Pur tenendo contro della sua resa altalenante, la direzione che lo show intende prendere e l'intento che è deciso a soddisfare sono più chiari che mai: questo prodotto è destinato a far discutere a lungo. Gli episodi della prima stagione sono attualmente disponibili su Sky.

Normal People

Se di vera rivelazione bisogna parlare, Normal People è senza dubbio la più grande scoperta dell'anno. Trasposizione del secondo romanzo di Sally Rooney, la serie Hulu disponibile su Starz Play in Italia racconta con delicatezza e ricchezza di contenuti la storia d'amore di due ragazzi che da adolescenti si affacciano verso l'età adulta. Connell e Marianne, con le proprie peculiarità e differenze, mostrano numerose sfaccettature nei quali lo spettatore può facilmente rispecchiarsi.

Fra dialoghi densi e intensi, la musica e i silenzi, le vicende emozionano chi osserva e lo spingono spesso a riflettere/riflettersi sul racconto. Sotto la sapiente direzione di Lenny Abrahamson (regista di Room), Normal People tratta la vita sentimentale con una purezza sconcertante, puntando tutto sulle emozioni in un crescendo impossibile da ignorare.

Ozark (Stagione 3)

Spesso chiacchierata sottovoce dagli appassionati di crime drama, Ozark si è imposto con forza come uno dei prodotti più intriganti del genere, come si evince dalla nostra recensione di Ozark 3 . La serie, ormai giunta alla sua terza stagione, continua nella costruzione di un universo interessante e fa leva sui propri personaggi nel tentativo di mantenere costante la tensione - fra tutti, un eccezionale Jason Bateman, ora impegnato anche nelle vesti di regista.

Pur forzando troppo la mano con una numerosa sequela di nuovi elementi che rischiano di minare l'intreccio ordinato delle passate stagioni, la narrazione si arricchisce di un'aura maestosa che ricalca i capostipiti del genere con grande potenza, in attesa di un futuro ancora tutto da decidere. Le tre stagioni dello show sono disponibili su Netflix.

Romulus

Grande merito a Matteo Rovere per una produzione coraggiosa e importante per il panorama televisivo nostrano. La serie ispirata al film Il Primo Re gioca con la pazienza dello spettatore, mettendolo di fronte a conflitti intestini in un ambiente sporco e violento. C'è un chiaro respiro internazionale che la produzione ha voluto dare alla serie, e ogni aspetto appare curato con l'attenzione di chi vuol stupire.

Rigorosamente interpretata in protolatino, proprio come il film, Romulus vuole distinguersi da tutti gli altri sfruttando i propri dettagli maniacali e le performance dei propri interpreti, fra i quali spicca un Andrea Arcangeli in rampa di lancio. I modelli non sono propriamente originali, ma la nostra recensione di Romulus ha dimostrato che il contesto e la resa d'insieme meritano quantomeno una visione. Gli episodi della prima stagione sono disponibili su Sky.

Tales from the Loop

In un mare di prodotti televisivi che gridano al successo commerciale, Tales from the Loop punta a emergere con la sola forza della sua arte in una maniera completamente diversa da qualsiasi serie vista finora. Ispirata all'omonimo libro illustrato di Simon StAlenhag, la scommessa di Amazon mette in scena le opere d'arte dell'autore svedese e vi ambienta delle particolari storie di fantascienza in cui l'impossibile diventa possibile. La serie è un'esperienza visiva prima di ogni altra cosa, ma quando anche la scrittura degli episodi funziona ci si trova davanti a emozioni di pura magia.

Come già scrivevamo nella nostra recensione di Tales From The Loop, pur non rendendo appieno giustizia alla sua estetica così peculiare, questa serie è un azzardo in piena regola che va premiato anche solo per il coraggio della sua messa in scena: una piccola fiaba antologica esistenziale che intorno al "Loop" trasforma la fantascienza in fantasia su Amazon Prime Video.

Ted Lasso

Tra azzardi e scommesse, anche Apple TV è riuscita sorprendentemente a far centro con una meravigliosa comedy ideata da Bill Lawrence - la mente dietro Scrubs. Jason Sudeikis veste i panni di un insospettabile coach di football americano che si ritrova a sorpresa nel mondo del calcio. Riprendendo i panni di un personaggio macchiettistico nato solamente a scopo pubblicitario, Sudeikis riesce a sorprendere tutti con la sua interpretazione di un ingenuo e bonario protagonista. Il contributo di Lawrence è evidente sin dalle prime battute, in cui di fronte all'atmosfera della più classica comedy riescono a emergere momenti di grande empatia e inaspettata profondità.

Invece di scadere nel banale o nel demenziale, Ted Lasso riesce a raccontare brillantemente la vita degli adulti e la storia sincera di individui che cercano costantemente di migliorare se stessi. Già nella nostra recensione di Ted Lasso avevamo parlato di uno show fresco e imprevedibile, ma soprattutto estremamente godibile.

The Boys (Stagione 2)

La seconda stagione della serie TV Amazon diretta da Eric Kripke si è rivelata essere, sotto molti aspetti, addirittura superiore alla prima. Finito il tempo delle presentazioni e dei convenevoli, i nuovi episodi di The Boys vanno subito al sodo e tirano dritto per la propria strada senza concedere un attimo di respiro. Il crescendo è costante e il ritmo incalzante, con colpi di scena che si alternano puntata dopo puntata e tengono incollati allo schermo anche i più scettici. Osservando la produzione da diversi punti di vista, si nota chiaramente che gli autori hanno preso le redini del progetto con più coraggio e non intendono più trattenersi.

La sfrontatezza è forse la caratteristica più interessante di questo show, che dell'irriverenza e della follia fa certamente i suoi maggiori punti di forza. Scelte precise, queste, che portano la serie ad avvicinarsi sempre più alle atmosfere della controparte fumettistica, pur mantenendosi ben distanti sotto molti aspetti. Ogni episodio tiene alta la tensione e costruisce pezzo per pezzo un racconto, che raggiunge con estrema facilità delle vette clamorose nel finale di The Boys 2. Le due stagioni di questo show sono disponibili su Amazon Prime Video.

The Crown (Stagione 4)

La quarta stagione di The Crown era forse la più attesa, principalmente per via delle new entry nel cast e del periodo storico che si è deciso di raccontare. E in effetti, tirando le somme, si tratta con molta probabilità della stagione più intraprendente e più interessante finora, come evidenzia la nostra recensione di The Crown 4. Le interpretazioni della Lady D di Emma Corrin e della Margaret Tatcher di Gillian Anderson sono sorprendenti, così come non smette di sorprendere la Regina Elisabetta di Olivia Colman, la quale dà il suo addio al ruolo alzando nuovamente l'asticella per chi le succederà.

Tra scandali ed equilibri ormai compromessi, la quarta stagione evidenzia ancora una volta l'importanza della Corona e degli individui le cui vite ruotano intorno a essa. Un racconto di sacrificio, osservato da più punti di vista. Gli episodi di The Crown sono disponibili su Netflix.

The Great

Fra le sorprese del catalogo Starz Play, la black comedy di Tony McNamara è riuscita a far parlare parecchio di sé. Il co-sceneggiatore de La Favorita di Yorgos Lanthimos torna a raccontare i drammi in costume dell'aristocrazia, questa volta reinterpretando la storia di Carterina II di Russia - la Grande, per l'appunto - adattando per il piccolo schermo un omonimo testo teatrale.

L'ambizione di trattare uno dei più celebri assolutismi del '700 riesce in più occasioni a superare le aspettative, forte di una scrittura arguta e interpretazioni di altissimo livello - Elle Fanning riesce a caratterizzare una protagonista da urlo, con qualche velata ispirazione alla Marie Antoinette di Sofia Coppola. Pur ponendosi a debita distanza dalle produzioni più originali, The Great trova facilmente il proprio spazio con ironia e sagacia, mostrando nel tempo la propria unicità.

The Last Dance

A detta di molti, The Last Dance è stato il docu-event dell'anno. Netflix è riuscita a raccogliere filmati, interviste e frammenti di storia che hanno riportato alla luce il dietro le quinte dell'ultima stagione, quella del '97-'98, di una delle squadre più forti di sempre: i Chicago Bulls di Michael Jordan, Scottie Pippen e Phil Jackson.

Una montagna russa di emozioni e ricordi in 10 episodi da un'ora ciascuno, il cui fil rouge è proprio il più grande di tutti. Una serie divertente, emozionante e ricca di aneddoti interessanti che si intrecciano a un discorso ben più ampio sui valori umani. Sportivi o non, lo show targato Netflix è un prodotto completo che può far riflettere chiunque e vi invitiamo a scoprirlo anche nella nostra recensione di The Last Dance. Nel segno della leggenda.

The Mandalorian (Stagione 2)

Da prodotto contingente a salvatore di un franchise. The Mandalorian è diventato in poco meno di due anni il prodotto di punta della piattaforma Disney+, nonché il principale motivo per cui molti fan di Star Wars riescano a essere nuovamente speranzosi nel colosso americano dopo una trilogia cinematografica deludente. Jon Favreau, Dave Filoni e Robert Rodriguez hanno confezionato una seconda stagione che, per quanto figlia della stessa struttura della prima, offre momenti d'altissima qualità e si fa collante della lore di un intero universo.

Mando e il suo piccolo amico hanno sconvolto le fondamenta del franchise, contribuendo ad aprire la strada verso numerose produzioni correlate che vedremo nei prossimi anni. In tutto e per tutto, Favreau e Filoni hanno compreso il pensiero creativo di Lucas, elevandolo a nuovi standard qualitativi che farebbero impallidire anche i più critici. Vi invitiamo a scoprirlo nella nostra recensione del finale di The Mandalorian 2. Una nuova speranza per una serie destinata alle stelle.

The New Pope

Seguito della fortunata serie diretta da Paolo Sorrentino, The New Pope si sposta verso nuove frontiere e fa del confronto il suo tema principale. Apertura vs chiusura, innovazione vs tradizione, manipolazione vs comunicazione. Sorrentino osa come non mai, introducendo tematiche sociali di grande peso e giocando con le aspettative dello spettatore. Tra intrighi di potere, ricatti e oscuri segreti, sembra che nessuno possa essere risparmiato da se stesso - tantomeno da Dio.

Elegantissima nella messa in scena, potente nelle sue interpretazioni, la serie gioca tantissimo della sua resa sui dettagli e sui particolari, come emerge dalla nostra recensione di The New Pope. La contrapposizione è alla base di ogni esaltazione, ma in fondo anche nel nuovo tanto temuto si nasconde un grande messaggio di speranza. Il desiderio di un bene finale che, per quanto non propriamente atteso, è comunque risolutore e giusto. I nove episodi di The New Pope sono disponibili su Sky.

Unorthodox

Fortunata miniserie premiata agli Emmy, Unorthodox è ispirata al libro di memorie di Deborah Feldman che racconta la vita di una ragazza appartenente a una comunità chassidica ultraortodossa situata a Brooklyn. Come spesso capita nei piccoli gruppi di persone, questo tipo di comunità tende a isolarsi e ad attaccarsi alla propria storia, anziché accettare ciò che proviene dall'esterno per integrarsi a dovere con l'attuale società.

Al centro di una storia toccante, diretta magistralmente e con una splendida fotografia, si pone la protagonista interpretata da una sorprendente Shira Haas. L'attrice israeliana è la vera rivelazione dello show, capace di catturare l'attenzione mentre il contesto intorno a sé viene rappresentato meticolosamente in ogni suo aspetto. Nella nostra recensione di Unothodox avevamo parlato di un racconto di rinascita, di ricerca della libertà e di costume - in tutti i sensi - che riesce a sconvolgere e a sorprendere come poche altre serie hanno fatto quest'anno.

We are Who we are

La serie TV diretta da Luca Guadagnino per HBO e Sky Atlantic è una serie ben diversa dal comune, che per quanto si concentri sul coming of age esalta alla perfezione lo stile di un regista che tratta i sentimenti in maniera particolare. Raramente si è vista una rappresentazione così genuina dell'adolescenza in tutte le sue sfumature positive e nelle sue contraddizioni, e lo sguardo di Guadagnino è sempre incuriosito per la presa che i dettagli potrebbero avere agli occhi dello spettatore.

La narrazione, allo stesso tempo, è ricca di spunti interessanti che permettono l'analisi di più tematiche e richiamano i capisaldi della filmografia del regista di Chiamami col tuo nome. Per quanto ci si sforzi a enfatizzare certi aspetti sentimentali dello show, questa serie riesce senza alcuna difficoltà a restare nel cuore di chi osserva, come emerge anche dalla nostra recensione di We Are Who We Are.

What We Do in the Shadows (Stagione 2)

<What We Do in the Shadows si era distinta fra i migliori prodotti dello scorso anno, con una prima stagione spassosa come poche comedy recenti, che riusciva sotto molti aspetti a richiamare lo stile goliardico dell'omonimo film di Taika Waititi. Lo stesso regista, qui in veste di creatore insieme Jemaine Clement, fa ritorno con un nuovo ciclo di episodi che mantengono la stessa verve dei precedenti e coinvolgono con la stessa leggerezza di sempre.

Ma non solo; già nella nostra recensione di What We Do in the Shadows 2 avevamo avuto conferma della genialità della scrittura come suo maggior punto di forza. A cavallo tra il bizzarro e il grottesco, questo strampalato gruppo di vampiri non potrà che conquistare il cuore di chiunque abbia voglia di sane risate con la propria ironia travolgente. La serie è disponibile su Sky.

In attesa di recuperarle tutte, vi ricordiamo che un altro anno ricco di serie TV ci attende! Quali sono state le vostre preferite? E quali attendete con più trepidazione? Fatecelo sapere nei commenti!