Arrow: tutte le stagioni dalla peggiore alla migliore

L'ottava stagione di Arrow è approdata su Premium Action: ripercorriamo insieme la storia della serie in questa classifica delle stagioni più e meno belle.

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Il viaggio di Oliver Queen, al secolo Green Arrow, è alla fine giunto al termine. Dopo otto stagioni ricche di eventi, tristi o felici che siano, le avventure dell'eroe incappucciato che hanno dato il via a quello che tutti oggi conosciamo come Arrowverse sono arrivate al capolinea, e probabilmente non c'era momento migliore per salutare lo show (qui la recensione di Arrow 8). Dopo un inizio a razzo, infatti, la serie ha vissuto di momenti bui in cui le idee sembravano veramente scarseggiare, per poi riuscire, in qualche modo, a risalire la china negli ultimi anni, centrando l'obiettivo di regalare ai fan rimasti fedeli un finale degno e rispettoso di un percorso lungo, tortuoso, ma pur sempre intrigante.

Con l'arrivo dell'ottava e ultima stagione su Premium Action, che in patria ha già abbondantemente raggiunto i titoli di coda, abbiamo deciso di stilare una vera e propria classifica di gradimento di tutte quelle che sono state le varie season dello show, dalla migliore alla peggiore, compiendo così in tal modo un vero e proprio viaggio nei ricordi, felici e non, di una serie che ha in qualche modo lasciato il segno nella mente di tutti gli appassionati dell'universo DC.

Prima di cominciare è giusto sottolineare che si tratta di una classifica che cerca di mantenersi obbiettiva ma che rispecchia anche la sensibilità critica di chi scrive. Siete pronti a cominciare?

Primo posto - La seconda stagione riesce a portare avanti la storia in modo valido

Dopo la morte del suo migliore amico, Tommy Merlyn, Oliver giura di non uccidere più criminali durante la sua crociata. Nel suo cammino incrocia Slade Wilson, una sua vecchia conoscenza proveniente dall'isola su cui ha vissuto, tornata in città per distruggere tutto ciò che per il protagonista conta. Con l'aiuto di Roy Harper, aspirante vigilante, di Quentin Lance, padre di Laurel e Sara, e di una misteriosa donna vestita di nero che si rivela essere Sara stessa, sopravvissuta all'incidente, Arrow prosegue con la crociata intrapresa per ripulire la sua amata città dai criminali.

In questa seconda stagione continuano i flashback che raccontano della vita di Oliver sull'isola, e qui introducono anche i personaggi di Slade, Sara e l'arciera Shado. Questa seconda ondata di episodi è senza dubbio alcuno la più riuscita, sia per la qualità di scrittura sia e soprattutto per quanto riguarda le nuove aggiunte al cast.

Tra tutte spiccano sicuramente Roy, che diventerà un personaggio molto importante nell'economia dello show, ma soprattutto per quella del villain Slade Wilson, in arte Deathstroke, senza ombra di di dubbio il nemico più affascinante che la serie (e non solo) abbia conosciuto.

La seconda stagione di Arrow riesce a migliorare in toto quella precedente ma, purtroppo, vede le sue dinamiche principali venir lasciate in un angolo per far spazio al nuovo che avanza (una vena sovrannaturale sempre più marcata), il che non risulterà una scelta esattamente vincente. Chissà dove saremmo ora se lo scontro con Deathstroke e tutta la vicenda che ruota intorno alla morte di Shado avesse ricevuto un'accortenza diversa e una longevità maggiore.

Secondo posto - La prima stagione non si scorda mai

La prima stagione di Arrow racconta come il miliardario a lungo scomparso e creduto morto Oliver Queen, tornato a casa nella città di Starling City intraprenda una crociata per ripulire la sua città dai criminali infiltrati ovunque. Tenendo fede a una lista lasciatagli dal padre in punto di morte, travestito da Arrow e con l'aiuto di due nuovi alleati, l'impiegata Felicity Smoak e la guardia del corpo John Diggle, Oliver inizia a indagare sempre più in fondo per scoprire una cospirazione ordita dal padre del suo migliore amico Tommy per distruggere "The Glades", la zona più povera della città.

Nel frattempo è anche alle prese con la famiglia della sua compagna di viaggio, Sara, creduta morta annegata a causa del viaggio che aveva intrapreso con lui, e soprattutto con la sua ex ragazza, Laurel, sorella di Sara, arrabbiata con lui anche per la relazione che i due intrattenevano. Durante la serie, tramite dei flashback, viene anche reso noto come Arrow riesce a diventare un arciere tanto straordinario, grazie all'addestramento effettuato sulla misteriosa isola su cui si è trovato a vivere per anni.

Questa primissima tornata di episodi ha il grande merito di introdurre al pubblico del piccolo schermo un eroe molto amato ma non particolarmente "diffuso" dell'universo cartaceo della DC, Freccia Verde, e lo fa con risultati più che validi, per merito anche dell'attore scelto, calatosi perfettamente nel ruolo. Ritornando indietro con la mente siamo pronti a scommettere che il buon Stephen Amell non avrebbe potuto immaginare di affezionarsi tanto al ruolo, diventato per lui praticamente una seconda pelle.

Terzo posto - Non c'è due senza tre: arriva Ra's Al Ghul!

Una volta sconfitto Slade Wilson, Arrow diventa un eroe per tutta la città di Starling City. Nel frattempo, si trova alle prese con Laurel, decisa a seguire le orme della sorella tragicamente deceduta diventando lei stessa Black Canary. Non essendo più voluto da Oliver sul campo di battaglia a causa della nascita della figlia Sara, Diggle si trova a dover far fronte al suo nuovo ruolo come padre di famiglia e, data la vendita della Queen Consolidated a Ray Palmer, ricco uomo d'affari e aspirante eroe, Felicity è completamente calata nel suo nuovo incarico come vicepresidente della novella Palmer Technologies (l'ex Queel Consolidated).

Nei flashback di questa terza stagione, vediamo Oliver costretto a collaborare con la misteriosa organizzazione A.R.G.U.S., che ha a capo Amanda Waller, a Hong Kong, insieme a Tatsu Yamashiro, per fermare il generale corrotto Matthew Shrieve, che tenta di diffondere un mortale agente patogeno.

Nel presente, questa pericolosa arma si trova nelle mani di Ra's Al Ghul. Il forte ruolo dato ai nemici "sovrumani" riesce a donare allo show quel gusto di novità necessario per proseguire al meglio nella propria cavalcata e lo fa grazie ad un nemico molto caro ai fan dell'universo DC, ma non solo. Grazie anche ad un quadro sempre più preciso sul passato del protagonista e delle sue gesta, la terza stagione riesce a mantenersi su buoni livelli fino alla fine, anticipando inconsciamente quella che a tutti gli effetti sarà la peggior stagione dello show, la quarta.

Quarto posto - Una lenta ripresa: la sesta stagione

La sesta stagione si presenta più travagliata del solito per Oliver Queen, dovendo bilanciare la sua vita tra l'essere Green Arrow, il padre del piccolo William e il sindaco di Star City. Nel frattempo, è anche costretto a far fronte a nuovi nemici, assetati di vendetta nei suoi confronti, al tradimento di Rene, che testimonia contro di lui sotto la minaccia di non rivedere più sua figlia Zoe, e alla rabbia di Dinah e Curtis che, avendo scoperto di essere sotto controllo per scoprire chi nel team fosse il traditore, decidono di fondare un team tutto loro.

Alla fine della stagione, in cambio dell'aiuto dell'FBI contro Ricardo Diaz (uno dei nemici assetati di vendetta di cui parlavamo poco fa), Oliver Queen rivela al mondo di essere Green Arrow, e viene per questo imprigionato. Proprio questa lotta contro un nemico all'apparenza invincibile, inattaccabile, capace di controllare ogni cosa con la corruzione e col terrore è uno degli aspetti più intriganti di quella che è a tutti gli effetti la stagione della rinascita. L'arduo scontro il villain e la conseguente maturazione definitiva del protagonista sono gli elementi cardine di una stagione sicuramente apprezzabile, capace di far nuovamente credere nell'eroe incappucciato più amato del piccolo schermo e nelle sue gesta.

Quinto posto - L'ottava e ultima stagione: un sacrificio scontato e necessario

L'ottava stagione di Arrow ha una duplice missione: quella di donare ai fan un nuovo inizio, rappresentato dalle nuove canaries e soprattutto da Mia, sempre più nei panni dell'erede dell'eroe incappucciato sia e soprattutto quello di dare al protagonista quella quasi doverosa marcia trionfale prima di uscire definitivamente di scena.

Nel complesso, il tutto funziona: gli eventi narrati all'interno di Crisis on Infinite Earths hanno generato un fortissimo scossone non soltanto nella serie stessa, ma in tutto l'Arrowverse in generale, risultando alla fine un modo valido per donare ai posteri un qualcosa in grado di risultare in qualche modo iconico. L'ultima stagione dello show è dunque breve ma intensa, e ci sentiamo di premiarla anche considerando, appunto, la sua natura di ultimo viaggio di solito complesso da gestire anche per il più abile degli sceneggiatori.

Sesto posto - L'inizio della fine: la settima e penultima stagione

Oliver Queen in questa settima e penultima stagione dello show è imprigionato a Slabside, in seguito al suo arresto. Intanto, Felicity è sotto custodia insieme a William, Diggle e Curtis lavorano alla A.R.G.U.S., Dinah lavora come poliziotta, Rene gestisce una palestra e Laurel la nuova DA di Star City, dove compare un nuovo Green Arrow. Ricardo Diaz intanto pianifica la sua vendetta contro Oliver, che si troverà a dover fronteggiare anche numerosi altri nemici decisi a far cadere il suo nome in disgrazia e a distruggere la città.

Come potrete notare dalla posizione in classica, questa penultima stagione della serie, seppur discretamente interessante, compie un passo indietro abbastanza sensibile rispetto alla sesta, portando su schermo, ancora una volta, una numero troppo marcato di momenti morti e soprattutto di situazioni eccessivamente frazionate oltre che ad un abuso sin troppo marcato di situazioni già abbondantemente viste in passato.

La serie però ha il merito di introdurre un personaggio importante come quello di Mia Queen, ma non basta. Per fortuna i continui richiami all'imminente Crisi in arrivo e al tanto atteso finale hanno donato alla stagione, specialmente nelle battute finali, quella giusta dose di hype necessario per dare un senso ai tanti episodi finora distribuiti.

Settimo posto - La quinta stagione non migliora certamente le cose

Anche nel caso della quinta stagione si avverte fortemente una forte carenza di idee e soprattutto una sorta di lacuna in termini direttivi abbastanza palese. Accompagnato dai nuovi membri del team, arruolati e addestrati in seguito alla morte di Laurel e alle dimissioni di Thea, Oliver nella quinta stagione si trova a dover fronteggiare il nuovo e misterioso nemico, Prometheus, che sembra avere legami col suo passato, cercando anche di conciliare il ruolo di vigilante con la sua posizione di sindaco della problematica Star City.

Oltre ad arruolare Wild Dog, Mister Terrific, Artemis e Ragman, Green Arrow recluta anche una nuova Black Canary, la metaumana ed ex detective Dinah Drake.

I flashback di questa stagione raccontano come Oliver sia stato addestrato da una delle figlie di Ra's Al Ghul, Talia, e si sia unito alla Bratva in Russia per assassinare Kostantin Kovar. Nonostante l'aggiunta più che valida di un buon numero di alleati (che poi diventeranno parte integrante dello show) si avverte eccessivamente una sorta di smarrimento nella lavorazione di una trama sempre più carente e lacunosa, che per fortuna riesce a risollevarsi sul finale in cui, timidamente, si riesce a scrutare un timidissimo barlume di speranza per il futuro.

Ottavo posto - Il tracollo delle idee: ecco la quarta stagione

Il premio di stagione peggiore, a nostro modo di vedere, lo vince a mani basse la quarta. Assunto ora il nome di Green Arrow, Oliver e i suoi alleati, in cui è presente anche sua sorella Thea, si trovano alle prese con l'organizzazione terroristica H.I.V.E., diretta dal misterioso Damien Darhk.

Al contempo Speedy (Thea Queen) si trova a dover tenere a bada in combattimento il suo carattere violento e Laurel, venuta a conoscenza del Pozzo di Lazzaro, in grado di resuscitare i morti, elabora un piano per far risorgere sua sorella Sara. Diggle, dal canto suo, viene a sapere che suo fratello Andy, creduto morto, è vivo e fa parte della suddetta organizzazione terroristica, l'obiettivo del cui capo è governare un nuovo mondo nato dalle ceneri della Terra distrutta dalle armi nucleari che ha in programma di innescare.

Come si evince dal caos generato da questa breve descrizione è chiaro come nella stagione in questione si sia tentato di immettere - in modo del tutto errato - delle nuove idee all'interno di uno show che stava perdendo di mordente, con un risultato, però, del tutto (o quasi) fallimentare e nemmeno un villain affascinante come il buon Darhk riesce a risollevare le cose.

Nell'augurarvi una buona lettura, vogliamo passare a voi la palla: qual'è la vostra stagione preferita? E qual'è quella che più odiate? Fatecelo sapere nei commenti!