Batman nella serialità: tutte le serie TV sul Cavaliere Oscuro

Batman e le sue diverse incarnazioni attraverso il tempo nel medium televisivo: il Cavaliere Oscuro in live action e cartoon.

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Batman è sempre stato una costante anche per chi non è appassionato di fumetti e non ne conosce il background. A sdoganarne la presenza globale, grazie anche e soprattutto al merchandising collegato, sono stati due fenomeni di massa mediatici: la serie televisiva del 1966 con Adam West e Burt Ward e la pellicola cinematografica di Tim Burton del 1989, con Michael Keaton e Jack Nicholson. Il personaggio esce così dalle due dimensioni e approda in lidi distanti dalla carta sulla quale è nato: ecco, quindi, tutte le serie TV che hanno visto coinvolto l'Uomo Pipistrello, un percorso che vi proponiamo in occasione del Batman Day 2020, che cade il 19 settembre.

Batman sui piccoli schermi

Da un lato, durante i solari e ottimistici anni '60, c'è il Batman camp con le sopracciglia disegnate sulla maschera, un po' buffonesco e che agisce anche di giorno, interpretato da Adam West che sentenzia frasi tra il serio e il faceto, in mezzo a nuvolette di "bang" e "pow". Dall'altro, c'è quello neogotico, cupo e depresso ma a tratti surreale interpretato da Michael Keaton, specchio perfetto delle visioni Burtoniane. In mezzo, c'è un lungo interregno tra le due tipologie di uomo pipistrello durante il quale l'audience è cambiata insieme alla società e al mondo.

L'uomo pipistrello ha avuto due adattamenti live action sul grande schermo, prima del suo arrivo in televisione nel 1966. Nel 1943 e nel 1949 Columbia Pictures produce due serial cinematografici che vanno tanto di moda in quegli anni, ovvero due serie di quindici episodi girati soltanto per il grande schermo. Nella prima serie il personaggio è interpretato da Lewis Wilson mentre Robin è Douglas Croft. Nella seconda Robert Lowery è Batman affiancato da Johnny Duncan nei panni di Robin. Quella del 1943 è la serie che ha il merito di essere il primo adattamento in assoluto di Batman sugli schermi cinematografici, di aver introdotto per la prima volta la Bat-caverna e il look longilineo provvisto di sottili baffetti del maggiordomo Alfred Pennyworth.

Questi ultimi due elementi sono poi entrati a far parte in pianta stabile anche negli albi a fumetti pubblicati da DC Comics. In piena Seconda Guerra Mondiale, il personaggio di Batman viene trasformato in un agente governativo che combatte una lunga lotta intestina contro il Dr. Daka, figura rappresentante uno dei nemici del momento: il Giappone, che ha colpito forte le truppe e l'orgoglio USA a Pearl Harbor. Nonostante la serie del 1949 sia sottotono a causa di macroscopiche incongruenze, trame ed elementi scenografici molto raffazzonati, la replica in televisione a inizio anni '60 del serial del 1943 ha un successo clamoroso. Tanto che è molto probabile, ma non ufficialmente dichiarato, che grazie a tale replica venga data la forte spinta per la produzione della famosissima serie TV con Adam West e Burt Ward, nel 1966.

È il periodo della Bat-mobile che sputa fuoco dalla marmitta posteriore, delle lente e goffe arrampicate del dinamico duo lungo le pareti dei palazzi, dei villain pittoreschi e un po' kitsch come il memorabile Joker interpretato da Cesar Romero, il Pinguino di Burgess Meredith e la sensualissima Catwoman di Lee Meriwether.

Il Batman della serie televisiva degli anni '60 incarna e focalizza su di sé le speranze, i sogni di un America che esce dal maccartismo ma entra a piedi uniti nella Guerra Fredda con l'Unione Sovietica di Kruscev. È l'America del benessere, del boom economico, del fumetto che deve essere "il bene contro il male" ma dove il male non è profondamente marcio e il bene è quello che mostra la morale di fine parabola.
I protagonisti agiscono quasi sempre di giorno e comunicano con il commissario Gordon tramite un telefono rosso che s'illumina quando squilla. Le trovate kitsch, colorate, le scazzottate divertenti, scaccia pensieri e acchiappa-criminali abbondano. È un Batman che lascia di buonumore e sorridenti, che ha talmente successo in quel periodo di brillantina e majorettes che viene prodotto un film per il cinema dalla 20th Century Fox, nel quale sono presenti i maggiori villain del telefilm. Insomma, un uomo pipistrello che si allontana molto da quello ideato dai suoi creatori Bob Kane e Bill Finger.

L'era moderna

Soltanto recentemente arrivano altre due serie televisive relative al mondo del Cavaliere Oscuro, ma non legate al personaggio principale. Nel 2014 lo showrunner Bruno Heller produce Gotham, durata cinque stagioni e al di fuori della reale continuity alla quale appartiene Batman nei fumetti. Compaiono infatti personaggi molto importanti dell'universo batmaniano, tra i quali il Commissario Gordon, Harvey Bullock e lo stesso Bruce Wayne. Tutto accade a distanza di qualche anno dall'omicidio dei coniugi Wayne e Bruce è ancora un ragazzino. A mano a mano che le puntate si succedono arrivano anche i classici cattivi, creando una suggestiva commistione di cose avvenute in una probabile retcon che rende la serie intrigante e godibile.

Dopo un lustro, nel 2019, mettere di nuovo le mani sulla Batman Family è ancora una volta Bruno Heller, insieme a Danny Cannon. Per ora soltanto con una stagione, Heller produce un prequel di Gotham, ambientato a Londra negli anni ‘60 e focalizzato sulla gioventù di Alfred, il maggiordomo: il titolo inequivocabile è ovviamente Pennyworth.

È risaputo che Alfred, da ragazzo, ha militato nell'SAS dell'Esercito Britannico e non esita a utilizzare al meglio le sue esperienze passate quando è al servizio di Batman. La serie TV, però, racconta del periodo in cui Alfred si è congedato e apre un'agenzia investigativa in proprio, con alcuni ex-commilitoni. Il mistero è sempre dietro l'angolo e il giovane Alfred, nell'arco della prima stagione, riesce a sventare addirittura un colpo di stato fascistoide. L'atmosfera della swinging London fa il resto e non mancano i momenti divertenti in stile spy-story a là Ipcress o 007.

Batman, essendo tra i personaggi di punta di casa Warner/DC, è ovviamente presente, anche se in misura minore, nelle serie live action trasmesse dal canale tradizionale generalista The CW e da quello tematico in streaming online DC Universe. Un cameo d'eccezione è quello di Kevin Conroy, il quale appare nel crossover Crisis on Infinite Earths, che permette l'incontro tra tutte, ma proprio tutte, le serie televisive dedicate al pantheon dei supereroi DC Comics. Conroy, famoso per essere il doppiatore delel serie animate di Batman, qui è un vecchio Bruce Wayne che indossa una sorta di esoscheletro e tenta di uccidere Supergirl.

L'altra famosa apparizione, anche se soltanto fotografica, è quella di Michael Keaton, il famoso Batman dei film Tim Burton. Su una delle terre parallele visitate dai vari supereroi, in prima pagina del Gotham City Gazette, quotidiano della città di Gotham, c'è un easter egg notato dai più attenti: a caratteri cubitali compare la notizia in cui il miliardario Bruce Wayne sposerà Selina Kyle (niente meno che Catwoman). Questo testimonia effettivamente l'inclusione dell'universo Burtoniano di Batman all'interno del Multiverso televisivo creato dagli sceneggiatori di The CW, in primis Geoff Johns.

Passando al canale tematico DC Universe, in abbonamento e soltanto online, fa la sua apparizione un altro Batman in là con gli anni, nella magnifica interpretazione di Iain Glen. Nel season finale della prima stagione di Titans, e nel corso della successiva, compare un Batman con problemi di controllo della violenza. Soltanto durante la seconda stagione Glen viene calato nei panni di un Bruce Wayne che funge da coscienza personale di Dick Grayson (un incredibile Brenton Thwaites).

Il Robin a capo dei Titani deve risolvere i problemi del recente passato con il suo mentore, quando per forti conflitti personali lo ha dovuto abbandonare in malo modo. Grazie al personaggio interpretato da Glen, una visione onnipresente che lo punzecchia e lo rimbrotta di continuo, Grayson riuscirà a crescere e diventare il supereroe che oggi conoscono tutti: Nightwing.

Le Serie Animate

Batman: The Animated Series nasce da un'idea di Bruce Timm e Paul Dini, sull'onda del successo di Batman Returns, il sequel del Batman di Tim Burton diretto dallo stesso regista americano. Il target è ovviamente quello dei più giovani, per la prima volta però c'è qualcosa di diverso dai normali cartoon indirizzati ai bambini. Le trame scritte da Timm e Sale sono molto vicine alle tematiche trattate nei fumetti. Storie cupe, intricate e a volte spaventose, con protagonisti e personaggi che non si discostano molto dal mondo dell'horror, del thriller e del mistero. Ovvero, quello che Batman in realtà dovrebbe essere da sempre.

I film di Burton danno quindi la stura all'affrontare argomenti che in una serie animata esulano dal solo divertimento umoristico e che soprattutto non siano indirizzati soltanto a un pubblico di soli bambini. Timm e Dini hanno ragione e la serie ha un successo strepitoso, anche tra gli adulti, mentre crea un personaggio che entrerà a furor di popolo anche nella continuity seriale dei fumetti: Harley Quinn. La prima Serie Animata di Batman ha un sequel nel 1997: The New Batman Adventures, sempre scritto da Bruce Timm e Paul Dini, nel quale Dick Grayson abbandona i panni di Robin per diventare Nightwing e il suo posto viene preso da quel Tim Drake che spopola oggi tra fumetti e videogiochi a tema DC.

La coppia Timm-Dini aggiunge un altro tassello al loro successo personale: nel 1999 arriva Batman of the Future, ultima serie animata dedicata al Cavaliere Oscuro ambientata trent'anni dopo le vicende delle prime due serie. Il presupposto sta nel fatto che il giovane Terry McGinnis, figlio di un dipendente di una delle aziende dell'anziano Bruce Wayne, si scontra con un gruppo di teppisti fan del Joker, morto da tempo. Fuggendo da loro si ritrova nel Wayne Manor e insieme al padrone di casa sconfigge i delinquenti, ma scopre anche il suo segreto.

Dopo che il padre viene ucciso, Terry prende in prestito il costume di Batman e si dà da fare, con la complicità di Bruce, per consegnare alla giustizia il titolare della Wayne-Powers. L'azienda stava lavorando in segreto a un pericoloso gas nervino e il padre di Terry ne voleva denunciare l'esistenza, facendo venire allo scoperto gli affari loschi di Powers e facendosi uccidere. La serie dura fino al 2001, quando viene sostituita da Justice League.