Oltre Benvenuti a Eden, l'adolescenza raccontata nelle serie TV

Le serie teen hanno il difficile compito di raccontare un periodo travagliato dell'esistenza, ma non tutte riescono a farlo con la sensibilità necessaria.

Oltre Benvenuti a Eden, l'adolescenza raccontata nelle serie TV
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Gli anni tumultuosi che vorticano intorno al numero 20 sono caratterizzati da un ampio spettro di emozioni, dagli abissi di una crisi d'identità impossibile da risolvere in scioltezza alle vette toccate con quegli amori futili e sognanti, ma al tempo stesso così ardenti da togliere il sonno. A seconda delle esperienze personali, ogni individuo potrà raccontare un'adolescenza pessima, movimentata o da favola, ma ciò che le accomuna è l'unicità di un periodo semplicemente irripetibile durante il quale nasce davvero una persona. Il medium cinematografico ha da sempre cercato di esplorare quest'età così burrascosa - il successo senza tempo di 17 Again Peggy Sue e Big ne è la prova concreta - ma la durata temporale e l'ampia pletora di emozioni che la caratterizzano si prestano meglio al mondo della serialità, perché può contare su un minutaggio più elevato senza scadere con troppa facilità nella noia, e non a caso si è gettato a capofitto nell'adolescenza producendo un numero esorbitante di titoli destinati ad un pubblico molto giovane.

Purtroppo non basta la buona volontà per raccontare una storia adolescenziale avvincente: spesso i teen drama sono caratterizzati da una pochezza emotiva che ben poco si adatta al periodo di riferimento, e cadono in quei problemi ricorrenti che appartengono ad un gran numero di show, i quali, infatti, - il più delle volte senza volerlo - finiscono con l'assomigliarsi tra di loro. Nella nostra recensione di Benvenuti a Eden vi abbiamo raccontato l'ennesimo show che non riesce ad esprimere con la dovuta sensibilità il periodo adolescenziale, attanagliato da quella superficialità che abbiamo imparato a conoscere fin troppo bene nel mondo della serialità giovanile.

Identità personale e sociale

L'aspetto più convulso e decisivo di un periodo così complicato è probabilmente quello identitario: gli anni del liceo, con alle porte quell'ingresso in una società ancora sconosciuta che spaventa e affascina al tempo stesso, scandiscono il momento cruciale delle singole personalità. Al netto dei piccoli aggiustamenti che la vita continuerà ad operare sugli individui, infatti, il temperamento dell'età adolescenziale si cristallizza nel carattere dell'adulto in divenire, e non è scontato diventare chi si immaginava.

Lo abbiamo visto anche nella recensione di Ti Giro Intorno - una pellicola non riuscita nel complesso, ma che solleva spunti di riflessione interessanti -, a volte è lo stesso adolescente a rigettare la personalità che si sta manifestando, ma non è obbligatorio passare per quella ribellione sprezzante che invece accomuna molti teen drama. Nello show spagnolo tutti i personaggi sono mossi da un desiderio di fuga impossibile da sopprimere, perché uscendo dall'infanzia hanno scoperto un mondo ben più ingrato di quanto si aspettassero, ma si lasciano con troppa facilità alle spalle la loro vita, nonostante ognuno di loro abbia comunque qualcosa di importante a cui ritornare.

Che sia una sorellina da proteggere o un impero social su cui dominare, i protagonisti di Benvenuti a Eden scelgono di lasciarsi tutto alle spalle e abbracciare la comune ambientalista dell'isola dopo un flebile discorso di convincimento. Il netto contrasto tra bianchi e neri, tra l'asservimento ad una vita ingiusta e la fuga da essa, non rende giustizia alle numerose sfumature di quest'età colma di pensieri e idee inespresse, che meriterebbero uno sviluppo più intenso e particolareggiato per descrivere con esattezza cosa passa nella mente di un ragazzo che vive nella caotica società moderna.

Come scrivevamo anche nella recensione di Uno di Noi sta Mentendo, la serie tratta dal romanzo di Karen McManus sorprende proprio per la sua capacità di raccontare l'adolescenza senza scadere nei soliti cliché del genere young adult (al contrario, li assimila per prendersene gioco), ed è questo tipo di approccio - responsabile ma non obbligatoriamente serioso - che gli showrunner dovrebbero perseguire con frequenza maggiore per raccontare un'età così movimentata; non a caso vi abbiamo riferito che Uno di Noi sta Mentendo non è il solito teen drama.

Il tema della sessualità

Le tempeste ormonali che sconvolgono gli adolescenti sono quasi sempre il minimo comun denominatore di tutti gli spettacoli televisivi incentrati sulla tematica, ma molto raramente le immagini sullo schermo hanno catturato la vera essenza della sessualità giovanile. I liceali vengono spesso trattati alla stregua di animali da monta, come zombie eccitati incapaci di riflettere e mossi dal pensiero fisso dell'accoppiamento a tutti i costi.

Benvenuti a Eden non fa eccezione in questo caso, con i suoi protagonisti che si gettano a capofitto sotto le lenzuola di sconosciuti senza alcun freno inibitorio a rallentarne le evoluzioni. La forte sessualità è senza ombra di dubbio uno dei cardini dell'adolescenza - non che in età adulta venga persa, la dimostrazione è nella recensione di Acque Profonde e nei 5 migliori film erotici - ma scaturisce da un uragano di emozioni che molto spesso il medium televisivo dimentica di raccontare.

Passare gran parte della giornata tra i banchi di scuola a stretto contatto con il sesso opposto, in un ambiente informale e spensierato, fa scattare con estrema facilità quell'interruttore sentimentale che porta agli innamoramenti convulsi e focosi della giovinezza. Con il tempo gli adulti riescono a mettere dei paletti alle proprie eccitazioni, ma in quegli anni indimenticabili spesso basta uno sguardo, un sorriso o una parola dal suono melodioso per sconvolgere il cuore e la mente di una persona. La sessualità adolescenziale è intensa ma non animalesca, non si sviluppa dal possesso dell'altro, ma dalla vicinanza e dal desiderio di conoscersi.

L'esempio da seguire questa volta è quello di Euros Lyn, perché nella recensione di Heartstopper vi abbiamo descritto una serie tv tenera, nella quale l'amore sbocciato tra i corridoi del liceo assume diverse forme, tutte rispettose del racconto e del periodo preso in considerazione. Al contrario, Benvenuti a Eden finisce col banalizzare l'aspetto sessuale della gioventù, proprio come succede in tantissime altre opere che vedono ragazzi giovani tra i protagonisti: una tematica forte, sentita e complicata da gestire, la quale viene purtroppo resa macchiettistica da sceneggiature superficiali, che non la rispettano abbastanza da coniugarla in maniera elaborata e approfondita.