Beverly Hills: storia e importanza del re dei teen drama

Sono passati vent'anni dalla prima messa in onda di Beverly Hills 90210. Cosa resta della serie creata da Darren Star che inaugurò i teen drama?

Beverly Hills: storia e importanza del re dei teen drama
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Da sempre le serie televisive basano il loro appeal su un target specifico. Tra queste rivestono un ruolo di primo piano quelle indirizzate al ludibrio ed al divertimento dei giovani, dei teenager, degli adolescenti insomma. Basta pensare ad Happy Days, comedy che ha fatto furore negli anni '70 ed '80 raccontando le vicende di Fonzie e di Richie Cunningham. Nessuna di queste serie si era però ripromessa di avere un obiettivo: non solo far divertire i giovani, ma parlare di loro, dei loro problemi, delle loro paure. Certo, oggi sono più vive nella memoria serie come The O.C., più vicine agli adolescenti degli anni Duemila, ma per trovarne l'origine dobbiamo fare un passo indietro. Era il 1990 e Darren Star ed Aaron Spelling ritennero che i tempi fossero maturi per dare dignità alla vita degli adolescenti. Proposero così una serie che si occupasse proprio di una queste tematiche e che diede di fatto vita al genere del teen drama. Stiamo ovviamente parlando di Beverly Hills 90210.

La nascita del teen drama

Oggi si parla senza problemi di teen drama o di "coming of age", ma fu dura per Darren Star riuscire a spiegare quale fosse la tematica della sua nuova idea, basta sul racconto delle vite di alcuni giovani liceali di Beverly Hills. Non esisteva nulla di simile.

Brenda e Brandon sono due fratelli, gemelli, che si trasferiscono nell'assolata Beverly Hills al seguito del padre e della madre. Vengono iscritti alla West Beverly High, prestigioso liceo, ove incontrano ragazzi e ragazze che diventeranno ben presto i loro amici. Gli inizi non saranno dei migliori, il West Beverly è frequentato da figli di famiglie ricche, viziati e superficiali e la strada per essere accettati ed inclusi socialmente è piena di ostacoli e pericoli.

I giovani come soggetti e non come oggetti

Beverly Hills 90210 ha avuto il grande merito di capire che gli adolescenti non dovevano solo essere oggetti televisivi, target di riferimento, ma erano portatori di un mondo peculiare ed inesplorato nelle sue circonvoluzioni. Brenda, Kelly, Brandon e Steve hanno personalità, debolezze, timori degni di essere raccontati. La scelta di Darren Star si rivelò, alla lunga vincente: gli adolescenti si ritrovarono a guardare loro simili, con gli stessi dubbi sulla vita, sulle paure della crescita, del presente e del futuro, con il terrore di non essere compresi dai propri simili e un mondo di adulti che più volte risultava astruso ed incomprensibile. Finalmente qualcuno aveva dato voce alle loro personalità.

Un nuovo genere

Una simile impostazione, nuova ed originale, non poté che innovare il medium dando vita al genere che oggi tutti conosciamo come "teen drama", un taglio drammatico, ma con tocchi leggeri, ai racconti degli adolescenti liceali. Tutto venne preso in considerazione, dai problemi di socializzazione fino ai casi più gravi di droga, AIDS, passando anche per le gravidanze indesiderate e genitori che tali non sarebbero dovuti diventare. Nel caso di Beverly Hills l'ambientazione fin troppo agiata dei protagonisti fu vista come un difetto, in quanto presentava una realtà elitaria, che non rispecchiava la gran parte dei giovani dell'epoca.

Nulla di più sbagliato: Beverly Hills 90210 dimostrò che al di là del censo e delle classi sociali i problemi dei giovani erano tutti uguali e che chiunque poteva rapportarsi ai personaggi, trovando un'immedesimazione sia caratteriale che sociale ed esistenziale. Da allora sono tante le produzioni che hanno esplorato i problemi degli adolescenti, scegliendo le ambientazioni più disparate, dall'horror al fantascientifico, ma tutte devono pagare dazio alla produzione di Aaron Spelling e Darren Starr, che furono i primi ad intuire che gli adolescenti non solo erano un pubblico che amava le serie televisive, ma anche un corpo sociale di cui si poteva raccontare con interesse la quotidianità, esplorandone sentimenti e passioni.

Gli ingredienti

In Beverly Hills sono presenti tutti quegli elementi che resteranno, in misura differente, in tutti le altre produzione del medesimo genere. C'è sempre qualcuno che dall'esterno arriva in un contesto sociale nuovo. È lo straniero, "l'occhio alieno" che si insinua criticamente nel nuovo mondo, fino ad assorbirne gli elementi e ad adeguarsi. Il momento della completa inclusione viene visto come una vera vittoria. Il college è per molti teen drama il momento del "salto dello squalo"; arriva in concomitanza con la fine della High School. In effetti anche in Beverly Hills si accusa un cambiamento al momento del diploma, probabilmente perché il drama diventa sempre meno teen, perdendo gli elementi iniziali che ne avevano caratterizzato il successo.

L'approfondimento dei problemi degli adolescenti arriva anche attraverso una selva di amicizie nuove e vecchie, vere e fasulle, che si evolvono in amori o si sfaldano nel tempo, così come le relazioni che si susseguono, dalle quali si esce distrutti o cresciuti. Il mondo deli teen drama si contrappone in modo più o meno esplicito a quello degli adulti. Visti come punto di riferimento non sempre positivo, ma soprattutto immersi in un mondo privo di illusioni e sogni. Sono, il più delle volte, il risultato negativo a cui nessuno dei protagonisti vorrà mai arrivare.

Luci ed ombre

Il percorso di Beverly Hills non fu certo facile. La prima stagione non ebbe la fortuna sperata e su 90210 calò il fantasma della cancellazione. Poi sbocciò in ritardo e tenne compagnia agli spettatori per ben dieci stagioni. Negli Stati Uniti è andato in onda dal 1990 al 2000, caratterizzando il decennio molto più di altre serie. Gli autori cambiarono in corsa molti elementi. Inizialmente il personaggio di Dylan, interpretato dal compianto Luke Perry (Riverdale) sarebbe dovuto comparire solo per un paio di episodi, tanto è vero che non è presente nemmeno nel pilota, ma funzionò talmente da restare a far compagnia ai protagonisti e a ritagliarsi un insperato posto d'onore.

Inoltre, il personaggio di David Silver (Brian Austin Green), resta sullo sfondo, ma pian piano acquista importanza. Il problema fu che David era di un anno più piccolo del resto dei personaggi, ma, con la scusa di corsi integrativi, lo parificarono agli altri e lo mandarono al college. Il punto cardine di Beverly Hills fu la storia tra Brenda e Dylan, che culminò in un ballo scolastico durante il quale i due fecero l'amore per la prima volta. Tale evento, a parere di associazioni di genitori americane fu un momento vissuto dalla ragazza con troppa leggerezza e felicità. Dinanzi alle proteste gli autori inserirono gli episodi in cui Brenda pensava di essere incinta, quindi venivano mostrate le conseguenze del sesso prematrimoniale e soprattutto adolescenziale. Gli eventi portarono alla rottura del rapporto con Dylan.

Spin off, remake, reboot, sequel e roba varia

Il fenomeno Beverly Hills non si limitò solo alla storia di Brenda, Brandon e soci, ma fu espanso nello spazio e nel tempo. Nel 1992 fu inaugurata Melrose Place, spin off della serie madre dalla quale si affrancò dopo pochi episodi. Stavolta gli autori provarono ad esplorare i problemi di giovani un po' più adulti. Melrose Place durò per ben sette stagioni. Si sa la nostalgia è un sentimento duro da tenere a bada ed ecco che nel 2008 il mondo delle serie televisive vide il sequel di Beverly Hills, denominato solo 90210. Ambientato nel medesimo universo narrativo e nelle stesse location, ma cronologicamente diversi anni dopo, la serie spinse inizialmente l'acceleratore sull'effetto nostalgia, facendo apparire regolarmente i personaggi della serie madre o ad essa collegati.

Basti pensare che una delle protagoniste è Silver, sorella di David e Kelly, nata dal matrimonio di due dei loro genitori proprio nel corso di Beverly Hills 90210. Anche Melrose Place ebbe il suo sequel, ma con meno successo. Infine è stato tentato un ennesimo sequel di Beverly Hills, con gli originari membri del cast, ma con una formula a metà tra la fiction ed il reality, che non è stata gradita dal pubblico.

Cosa resta di Beverly Hills?

Al di là dell'indubbio valore storico e filologico della serie creata da Darren Star, la visione odierna degli episodi lascia un senso di desueto, Beverly Hills era imbevuto sin troppo delle mode dell'epoca da risultare oggi datato e fuori tempo. La formula del teen drama è stata così raffinata, registrata e migliorata, che proprio l'iniziatore del genere risulta fin troppo ingenuo rispetto alle successive produzioni, con personaggi dal piglio innaturale e sorpassato. In ogni caso, Beverly Hills 90210 è un must assoluto per chiunque possa dirsi appassionato di serie televisive; ha fatto la storia del medium, codificando un genere che ancora riesce a dar vita a produzioni di qualità.