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Black Mirror: i migliori episodi della serie distopica su Netflix

Quali sono gli episodi migliori della serie antologica "Black Mirror", creata da da Charlie Brooker? Scopriamolo insieme.

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La fantascienza, uno dei generi più versatili in assoluto, si è spesso avvicinata ad istanze sociologiche anche molto complesse, usando il futuro come lente d'ingrandimento per parlare in maniera approfondita del nostro presente. Per questo in un nostro speciale l'abbiamo anche definita fantascienza sociologica, per il suo modo di parlare in maniera approfondita del nostro presente. Numerosi gli esempi appartenenti a questo filone in ogni medium, ma quando si parla di serialità televisiva non si può fare a meno di citare Black Mirror, la celebre serie antologica creata e prodotta da Charlie Brooker arrivata per ora alla quinta stagione. Il paradosso è rappresentato dal fatto che Brooker sembra non voler competere con la situazione odierna - secondo lui "il mondo è già brutto così" - e per questo Black Mirror 6 sarebbe a rischio e potrebbe non vedere mai la luce.

La serie, strutturata seguendo la formula degli episodi auto conclusivi - perfettamente fruibili senza per forza seguire un ordine preciso - è riuscita a puntare sull'attualità facendo leva molto spesso anche su come i numerosi social network siano stati in grado di cambiare radicalmente le nostre vite in poco più di un decennio. E, visto che forse passerà molto tempo prima che riusciamo a mettere le mani su una nuova stagione, qui di seguito vi proponiamo alcuni degli episodi migliori di Black Mirror.

15 milioni di celebrità

Nonostante una struttura narrativa eccessivamente didascalica, l'episodio in questione risulta a conti fatti una buona critica verso il sistema massmediatico attuale, in cui viene spesso premiata la semplice apparenza piuttosto che la sostanza. L'episodio vede come protagonista un giovane ragazzo costretto a vivere in una particolare struttura dove tutti devono pedalare su apposite cyclette per ottenere una speciale valuta da spendere per acquistare qualsiasi cosa.

Nel corso della storia il protagonista si ritrova a lottare con la sua interiorità, decidendo di investire i propri risparmi per aiutare una ragazza a realizzare il suo sogno. Prendendo come bersaglio primario trasmissioni molto famose come i talent show, la puntata mette in luce molte delle storture della nostra società turbo capitalista, che in sostanza ci costringe a lavorare per comprare cose di cui in realtà non abbiamo bisogno (insieme alla difficoltà di riuscire a ribellarsi con forza al sistema).

Seppur l'intera storia si basi su una chiave di lettura molto semplice - capace perfettamente di arrivare ad un pubblico trasversale - l'intero episodio fornisce agli spettatori - soprattutto quelli più giovani - un buon punto di partenza per una riflessione legata al nostro modo di vivere quotidiano.

Ricordi Pericolosi

In questa puntata il protagonista è un giovane avvocato che deve fare i conti con la propria situazione sentimentale, messa sempre più a rischio da una particolare tecnologia installata all'interno del corpo di ogni persona e capace di immagazzinare il ricordo di qualsiasi azione compiuta.

Il giovane, spinto dalla paranoia dell'infedeltà del suo partner, inizia a indagare sempre più a fondo chiedendo alla compagna di mostrargli i ricordi, scoprendo via via sempre più segreti sconcertanti.
L'episodio, capace di rendere molto bene una società distopica nella quale la privacy non esiste più, ci regala una visione del futuro molto inquietante, ma in realtà non così distante da un nostro possibile - quanto non troppo lontano - futuro.

Torna da me

Martha, distrutta dalla morte improvvisa del suo compagno Ash per via di un incidente stradale, decide di sfruttare una nuova tecnologia capace di ricrearne una copia surrogata, attraverso il caricamento nel cloud di foto e video del defunto. L'opera ci mostra ancora una volta i grandi traumi psicologici che una tecnologia del genere potrebbe davvero creare, con la protagonista via via sempre più attaccata alla creatura artificiale, ma fortunatamente capace di comprenderne tutti i limiti oggettivi.

Un episodio semplice nella struttura quanto nella storia, ma comunque in grado di farci riflettere a più riprese sul significato stesso della morte e su quanto la nostra mente possa diventare fragile in seguito ad eventi molto gravi. Nonostante il processo di creazione di una copia di se stessi sia davvero una tecnologia per ora fantascientifica, un qualcosa di simile è stato comunque realizzato nel mondo reale attraverso la realtà virtuale, dove una madre ha incontrato la propria figlia defunta grazie ad un visore. Un'analogia a tratti inquietante capace comunque di farci comprendere quanto determinati episodi di Black Mirror possano legarsi senza troppi sforzi a situazioni di vita reale.

Caduta libera

L'episodio va ad inserirsi in un mood molto simile a quello della puntata "15 milioni di celebrità", vista la grande critica - seppur sempre didascalica - mossa al concetto di status sociale. La protagonista Lacie Pound, letteralmente dipendente dal sistema di valutazione del mondo al quale partecipa - dove chiunque può valutare le persone attraverso un sistema a punteggio -, inizia via via a perdere consensi per una serie di sfortunate coincidenze.

Determinata comunque a presenziare al matrimonio di una sua vecchia amica, che l'ha invitata proprio per il suo alto punteggio, Lacie vive sulla sua pelle tutte le storture di una società basata esclusivamente sull'apparenza, molto simile - o forse semplicemente uguale - a quella in cui noi stessi viviamo quotidianamente.

USS Callister

Giocando con i rimandi alla fantascienza anni '60 e citando senza problemi serie cult quali Star Trek, l'episodio risulta come uno dei più riusciti dell'intera serie antologica, capace di sfruttare il contesto fantascientifico in maniera intelligente e focalizzandosi molto anche sulla caratterizzazione dei personaggi.

Il geniale protagonista - inventore di un MMO in realtà virtuale - ci viene presentato in un primo momento quasi come una vittima, soprattutto per via della sua personalità introversa, nonostante sia uno dei capi dell'azienda che dirige insieme al suo socio James, molto più spigliato, seppur privo di un reale talento. La puntata, che almeno all'inizio sembra voler andare in una direzione precisa, riesce però a ribaltare abilmente le carte in tavola, imbastendo un'avventura ben confezionata anche per merito di vari momenti ricchi di pathos.

Smithereens

L'episodio, che si focalizza su una dimensione maggiormente crime/thriller, piuttosto che su un contesto fantascientifico - in maniera analoga ad altri episodi molto riusciti come "Zitto e balla" -, riesce comunque ad intrattenere lo spettatore dall'inizio alla fine, grazie ad una situazione sul filo del rasoio.

L'anonimo tassista Chris prende in ostaggio un dipendente dell'azienda Smithereen per parlare con il CEO Billy Bauer, anche se i motivi rimangono ignoti per buona parte del racconto. Una storia in grado di collegarsi in maniera funzionale alla nostra società soprattutto in rapporto all'ormai totale dipendenza (quasi di tutti) al mondo dei social.

Rachel, Jack e Ashley Too

Chiudiamo l'elenco con un episodio per certi versi molto simile ad un certo tipo di intrattenimento anni '90, in cui due sorelle, si ritrovano ad interagire con un intelligentissimo robot creato per emulare la personalità della popstar Ashley O (interpretata da Miley Cyrus.

Il racconto, si focalizza tanto sulle derive delle nuove tecnologie, quanto sul concetto di vendersi per arrivare al successo internazionale, risulta un ottimo connubio tra influenze stilistiche differenti, nonché accattivante sia per un pubblico dei teenagers, che per un target più adulto. Buona anche l'idea di usare una pop star reale come doppiatrice del robot, così da permettere al pubblico di immedesimarsi ancora di più nelle vicende narrate.

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