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Black Summer: la serie Netflix sugli zombie che piace a Zerocalcare

Perché dovreste guardare Black Summer, uno zombie drama diverso da The Walking Dead, sotto certi aspetti con una marcia in più.

Black Summer: la serie Netflix sugli zombie che piace a Zerocalcare
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Il panorama delle serie TV dedicate ai non morti lanciati per la prima volta al cinema da George Romero nel lontano 1968 è ovviamente dominato da quello che possiamo senza dubbio definire il capostipite degli zombie drama contemporanei. Parliamo ovviamente di quel The Walking Dead figlio del fumetto di Robert Kirkman che abbiamo imparato a conoscere, amare e odiare nel corso degli anni (per un quadro completo vi rimandiamo all'origine di The Walking Dead e al riassunto completo di The Walking Dead).

E se siamo tutti in attesa che l'ultima stagione dello show di Frank Darabont riprenda le fila della narrazione a febbraio con il secondo dei tre blocchi previsti su Disney+ (a proposito, non perdetevi le serie Disney+ di gennaio 2022), forse non tutti si sono accorti che su Netflix è presente uno zombie drama peculiare, al punto da rientrare tra le serie preferite di Zerocalcare, che abbiamo visto proprio sulla piattaforma di Reed Hastings con la nostra recensione di Strappare Lungo i Bordi. Stiamo parlando di Black Summer e vogliamo raccontarvi perché è una serie da recuperare nelle sue due stagioni, insieme, ovviamente, alle uscite Netflix di gennaio 2022.

Nessuno è al sicuro

Nata come spin-off di Z Nation, potremmo paragonare il rapporto tra Black Summer e la serie "principale" alla dialettica che intercorre tra Fear The Walking Dead e The Walking Dead, anche se di fatto non c'è l'osmosi tra personaggi che ogni tanto punteggia lo show AMC.

Black Summer è più il racconto viscerale di come affronteremmo l'apocalisse zombie se scoppiasse ai giorni nostri (o come lo avremmo affrontato nel 2018, anno di produzione dello show), nella carneficina mondiale che segue i primi mesi dallo scoppio dell'emergenza. La serie prodotta da The Asylum - sì, quel The Asylum - segue Rose (Jaime King) alla ricerca della figlia Anna dopo l'esplosione dell'apocalisse. Una delle peculiarità della trama è che incarna alla perfezione quel "non affezionarsi ai personaggi" che era stato il mantra per tutte le otto stagioni di Game of Thrones. In Black Summer nessuno è al sicuro, forse Rose lo è più di altri per ovvi motivi, ma soprattutto perché la sua volontà di sopravvivere è più forte degli ostacoli che incontra, nonostante ogni singola tragedia vissuta la spinga sempre più sul filo del rasoio.

I personaggi dello show Asylum sono destinati a vivere un altro giorno per poi probabilmente non svegliarsi il successivo. E non è una metafora della vita post-apocalittica, ma una vera e propria realtà fattuale, come la data di scadenza su un latticino a breve o lunga conservazione. Se siete fan della serie di Benioff e Weiss siete probabilmente già un passo avanti: anche in Black Summer chiunque può morire.

Fast zombies, slow kids

The Walking Dead ci ha abituato a diverse situazioni tipiche dell'universo post-apocalittico targato AMC. I non morti di TWD sono carcasse risorte nella più classica delle tradizioni romeriane, e per questo ne rispettano quasi tutti i dettami: sono lenti, poco brillanti per eufemismo, ma letali, soprattutto se organizzati in orde e implacabili se la preda rimane in vista.

La brama di carne e sangue guida le loro azioni in maniera istintiva non permettendo loro di valutare rischi e implicazioni delle loro azioni, il che li rende spesso vittima di raggiri da parte dei protagonisti, che riescono persino a sfruttarli come arma o diversivo nei confronti degli antagonisti umani. Bene, la ricetta di Black Summer consiste in pochi ingredienti e in una facile esecuzione: prendete tutto questo bel ripasso da manuale per sopravvivere agli zombie, ficcatelo in un frullatore e premete ON. Otterrete così un ritratto che descrive quanto la rappresentazione degli zombie nello show Netflix si differenzi dal più blasonato capostipite. Non che Black Summer reinventi la ruota, intendiamoci, perché la sua è un'arma a doppio taglio che rischia di non piacere ai puristi del genere, soprattutto perché è l'alternativa più abusata in media differenti, tra cinema e videogiochi. La serie riprende infatti la caratterizzazione dei non morti alla 28 Giorni Dopo.

Gli zombie di Black Summer sono veloci, tanto per cominciare. Anticipano le azioni dei protagonisti prendendo addirittura la rincorsa. Hanno lo spirito del cacciatore, non della preda. Con loro è ben più difficile permettersi le gare di tiro al bersaglio di The Walking Dead, anzi, è quasi impossibile mantenere il sangue freddo necessario a centrare l'obiettivo al primo colpo, perché questi non morti corrono che è un piacere.

E se fallisce il tentativo di fermarne l'avanzata con le pallottole, il corpo a corpo non è certo il delicato gioco di tempismo nel raggiungere il fragile cranio putrefatto dello zombie e porre fine alla sua non vita. Gli zombie di Black Summer assomigliano più a uomini regrediti allo stato ferale, che non rispecchiano la minaccia decomposta dei loro colleghi. Sarà facile intuire che un gruppo - non azzardiamo l'orda - di questi esseri non potrà essere gestita con il sangue freddo già necessario per calcolare le proprie mosse con i compassati walkers di AMC, anzi. Se la via non rimane la fuga, l'alternativa è spesso la morte.

Insomma, la minaccia in Black Summer è molto concreta e palpabile; monopolizza i momenti di pausa tra un'incursione e l'altra dei non morti, sottolineando quanto nessuno sia mai veramente al sicuro. Ovviamente a ciò si aggiungono le consuete dinamiche che riguardano i conflitti tra sopravvissuti, il che arricchisce ulteriormente il quadro pennelato dalla regia con un frequente ricorso al pianosequenza che contribuisce a dilatare i tempi e a seminare incognite. Che dite, vi è venuta voglia di una maratona Black Summer su Netflix?