Bounty Law: cosa aspettarsi dalla serie di Quentin Tarantino

Lo spin-off di “C'era una volta a... Hollywood” potrebbe essere una serie western in bianco e nero anni '60, con (forse) protagonista Leonardo DiCaprio.

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Nemmeno il tempo di intascare le vittorie ai Golden Globes e ai Critics' Choice Awards, che Quentin Tarantino mette altra carne al fuoco e conferma che Bounty Law si farà. Dopo l'annuncio di luglio sullo sviluppo di Bounty Law, la serie fittizia presente in C'Era Una Volta a... Hollywood con protagonista il Rick Dalton di Leonardo DiCaprio, arriva ora conferma che il progetto diventerà realtà. Ma cosa c'è da aspettarsi da quella che già si prospetta una voce fuori dal coro nello sterminato panorama delle serie televisive odierne?

Western mon amour

Quel che è certo è che sarà una serie di genere, e non di un genere a caso, ma quel western che è da sempre ispirazione primaria in Tarantino e che irrompe nei suoi film con musiche, inquadrature e situazioni. Non aspettiamoci però uno spaghetti western alla Sergio Leone, sebbene il nostro lo abbia appena eletto il più grande regista di tutti i tempi.

I riferimenti non mancheranno di certo, ma se il Bounty Law che vedrà la luce sarà sulla falsa riga di quanto visto al cinema c'è da aspettarsi che la direzione imboccata si avvicinerà più alle serie western americane di inizio anni Sessanta con protagonista Steve McQueen, come Wanted e Dead or Alive. O ancora Tales of Wells Fargo e The Rifleman di Sam Peckinpah; tutte fonti d'ispirazione dichiarate dal regista: "Ho finito per guardare un sacco di questi spettacoli di mezz'ora per entrare nella mentalità di "Bounty Law". Mi piacevano già prima, ma lì mi sono veramente appassionato.".

Linearità e citazionismo

Sembra che Tarantino sia rimasto stregato dal formato di queste serie anni Sessanta: "Il concetto di raccontare una storia drammatica in mezz'ora. La guardi e pensi, wow, c'è un sacco di narrazione in quei 22 minuti.". C'è quindi da aspettarsi che Bounty Law rispecchierà questa struttura; una narrazione in bianco e nero densa e condensata in un quello che ormai è il formato standard delle sit-com, il che rappresenterebbe un punto di rottura con le produzioni odierne di genere. Se poi l'intenzione fosse quella di prevedere quattro stagioni, per un totale di 48 episodi (la stessa durata del Bounty Law fittizio) ci troveremmo di fronte ad uno slancio auto citazionista senza precedenti.

In questo panorama è facile ipotizzare che anche la struttura degli episodi agevolerà il formato, proponendo una trama verticale, che privilegerà il "caso di puntata" a scapito di una trama orizzontale che si estenda di episodio in episodio. Questo implicherebbe anche una chiara esposizione dei personaggi, nonché una netta distinzione tra bene e male.

Il delinquente di turno catturato dall'eroe, con tutti gli stereotipi di genere del caso dosati con nostalgica perizia. C'è quindi da aspettarsi un citazionismo spinto da parte di Tarantino, che non perderà nemmeno in questo caso l'occasione di divertirsi, sfoggiando la sua sterminata cultura cinematografica.

DiCaprio sì, DiCaprio no?

Una delle incognite più grandi rimane il casting. Oltre alla probabile presenza di Michael Madsen nel ruolo dello Sceriffo Hackett, gli occhi sono tutti puntati sul ritorno Leonardo DiCaprio nei panni di Jake Cahill. Tarantino ne sarebbe entusiasta: "Non riesco ad immaginare che Leonardo voglia farlo. Dovrei scegliere qualcun altro? Se però volesse farlo sarebbe fantastico.". Anche noi facciamo il tifo per lui, pur sapendo che per il regista non si tratta di Rick Dalton nel ruolo di Jake Cahill. Si tratta di Jake Cahill stesso.". Insomma, tutte le porte sono aperte e la presenza di DiCaprio sarebbe un sicuro valore aggiunto, ma la fedeltà di Tarantino rimane ancorata al personaggio, che non sarà il Jake Cahill metacinematografico interpretato da Rick Dalton, ma il Jake Cahill diegetico, il bounty hunter vero protagonista della serie Bounty Law.

Queste per ora sono solo ipotesi. Quel che è certo è che Tarantino ha già scritto cinque episodi - ai quali se ne aggiungeranno presto altri tre - che la serie sarà interamente diretta da lui e che non gli dispiacerebbe se fosse distribuita su Netflix o su altre piattaforme streaming, a condizione che possa girarla in pellicola; su questo non vuole sentire ragioni.

In attesa di ulteriori dichiarazioni, non ci resta che attendere la Notte degli Oscar, il 9 febbraio 2020. C'Era Una Volta a... Hollywood è in lizza con ben dieci candidature, compresi i premi come miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura. Il successo del lungometraggio potrebbe influire non poco sulla produzione del suo spin-off televisivo: incrociamo le dita.