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Breaking Bad vs Better Call Saul: la poetica criminale di Vince Gilligan

"Breaking Bad" e "Better Call Saul" sono due capolavori della serialità televisiva anche grazie al loro autore: Vince GIlligan. Scopriamo il perché.

Breaking Bad vs Better Call Saul: la poetica criminale di Vince Gilligan
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Con Breaking Bad, Vince Gilligan ha raggiunto il successo internazionale, aggiudicandosi un numero davvero elevato di premi e rendendo di fatto questa serie una delle più apprezzate dal pubblico negli ultimi anni. Lo stesso Bryan Cranston, l'attore che ha interpretato il protagonista Walter White, ha ricevuto numerosi riconoscimenti per le sua ottima performance attoriale, ancora oggi un vero e proprio metro di paragone per chiunque voglia cimentarsi nella difficile arte della recitazione. La serie, una volta conclusasi, ha lasciato un enorme vuoto in tutte quelle persone che, episodio dopo episodio, si sono appassionate sempre di più alle vicende del mite e semplice professore di chimica tramutatosi in uno spietato signore del crimine.

Un vuoto che però è stato abilmente colmato da Better Call Saul , serie spin-off con protagonista Jimmy McGill, lo strambo - e spesso inaffidabile - avvocato interpretato da Bob Odenkirk e già comparso in numerosi episodi di Breaking Bad sotto lo pseudonimo di Saul Goodman; a tal proposito vi segnaliamo la nostra recensione della quinta stagione di Better Call Saul. Numerosi quindi i punti di contatto tra le due opere, anche per via dei molti personaggi in comune, ma di fatto le due serie rappresentano l'una l'evoluzione dell'altra. Scopriamo il perché nel nostro speciale.

Una questione di prospettiva

Il primo punto in comune tra le due serie è legato indissolubilmente alla tematica della dualità, affrontata attraverso lo sfaccettato carattere dei protagonisti, quanto dei numerosi comprimari presenti. Da una parte abbiamo Walter White, protagonista di Breaking Bad. Walt è un insegnante di chimica come tanti che, dopo aver scoperto di avere un cancro ai polmoni, decide di impiegare le sue ultime forze per guadagnare quanti più soldi possibili, così da garantire alla propria famiglia un roseo futuro lontano da qualsivoglia guaio economico. Dall'altra abbiamo invece Jimmy McGill - Saul, per gli amanti della sua identità fittizia - di Better Call Saul, un abile avvocato purtroppo però irrimediabilmente attratto dall'illegalità.

In Breaking Bad assistiamo così alla lenta, quanto inesorabile discesa verso il baratro del protagonista che, insieme al suo fidato ex studente, nonché socio, Jesse Pinkman, inizia ad inserirsi sempre di più nel sottobosco criminale di Albuquerque per poi tentare la scalata internazionale del traffico di droga. Eppure, nonostante tutto, il professore di chimica deve sforzarsi di continuare a condurre una vita normale, consapevole del fatto che le sue azioni sono mirate esclusivamente a garantire un futuro senza problemi ai suoi familiari.

Nel corso della serie vediamo così Walter White impegnato ad adattarsi e ad improvvisare per far fronte ai pericoli sempre crescenti che deve affrontare a causa della sua condotta morale sempre più sconsiderata. Ed è proprio per ovviare ad alcune spinose questioni che il nostro protagonista fa la conoscenza di Saul Goodman, che viene presentato agli spettatori come un individuo davvero poco raccomandabile, soprattutto per la sua natura truffaldina, seppur avvezzo a risolvere qualunque tipo di problema.

Nel corso dello spin off, Gilligan è stato molto abile nel costruire un protagonista credibile e sfaccettato, caratterialmente simile, ma non identico al personaggio visto nella serie madre. L'autore - allo stesso modo di quanto fatto con Walter White - non ha voluto giocarsi tutte le carte fin dall'inizio, propendendo invece per una crescita - o decrescita - introspettiva dei personaggi ottimamente gestita episodio dopo episodio.

Avendo infatti ben chiaro il modo in cui si evolverà la personalità di Jimmy, vederlo impegnato in alcune lievi (si fa per dire) azioni criminali, come la falsificazione di prove o altre azioni analoghe, porterà più di uno spettatore a scoprire puntata dopo puntata tutte le piccole grandi cause che hanno portato Jimmy a diventare Saul.

Entrambi i protagonisti risultano quindi caratterialmente stratificati e portati - tanto dai loro stessi comportamenti, quanto dal mondo criminale che via via li assorbe sempre di più - a dover coprire o mascherare determinati aspetti del loro carattere in numerose occasioni, come se in loro albergasse una sorta di gemello malvagio, pronto a destarsi nei momenti di maggior crisi. Il senso di colpa di entrambi li porterà comunque a domandarsi la reale portata e natura delle loro azioni, capaci di travolgere - ma anche di annichilire - tutto ciò che gravita attorno a loro.

Vite criminali

Il focus di entrambe le serie, oltre all'innegabile approfondimento introspettivo dei protagonisti, riguarda anche la disamina dell'ambiente criminale legato al narcotraffico che Gilligan mette in atto, presentandoci un nutrito gruppo di personaggi spietati e dotati ognuno di una propria personalità iconica, quanto riconoscibile.

Un altro grande merito dell'autore è poi quello di essere riuscito a districarsi molto bene all'interno di una struttura narrativa corale, senza quindi rimanere eccessivamente legato ai propri protagonisti ma riuscendo anzi a donare un'anima profonda anche a tutti i numerosi comprimari, come Skyler White e Kim Vexler. Innegabile poi l'abilità di Gilligan nell'essere riuscito a creare numerosi villain iconici, tra cui l'impassibile quanto spietato Gustavo Fring, a capo di un vero e proprio impero della droga capace di sfruttare la catena di fast food Los Pollos Hermanos come copertura per i propri traffici illegali.

I numerosi criminali di entrambe le serie risultano molto credibili, perché modellati secondo uno schema introspettivo tridimensionale. Ogni personaggio presenta infatti tanti punti di forza, quanti di debolezza, così da rimarcare ancora una volta la tematica della dualità, mettendo continuamente lo spettatore davanti a dei veri e propri spaccati esistenziali, in cui la vita quotidiana si amalgama senza soluzione di continuità con il mondo sotterraneo del narcotraffico.

Lo stesso Mike - che in Better Call Saul ritorna in grande stile insieme al già citato Gustavo Fring - ci viene mostrato sia impegnato in azioni illegali, quanto in situazioni di assoluta normalità, come quando ad esempio va a trovare la propria nipotina. Quindi, nonostante nella serie spin off non manchino momenti maggiormente incentrati su questioni legali, la serie si focalizza molto su sequenze dalla forte influenza crime, raccogliendo a piene mani l'eredità lasciata da Breaking Bad, riproponendone molti degli aspetti caratteristici.

Pur infatti mostrandoci perlopiù avvenimenti antecedenti o contemporanei alle vicende con protagonista Walter White - salvo brevi momenti in bianco e nero ambientati successivamente -, la serie prequel riesce a risultare avvincente in ogni momento per via soprattutto dei numerosi personaggi che si susseguono su schermo, tra i quali Chuck, il tanto amato/odiato fratello di Jimmy, desideroso di vedere suo fratello fallire più di ogni altra cosa al mondo.

Seppur Better Call Saul risulti godibile anche senza conoscere l'universo di Breaking Bad, il rivedere vecchie conoscenze, anche in una veste inedita, non potrà che galvanizzare i fan storici dell'opera originale, che proprio grazie a questo spin off scopriranno numerosi retroscena delle vicende viste in passato.

Uno stile particolare

Fin dalla sua uscita, la serie Breaking Bad si è posta in modo molto diverso da altre opere simili, dato che l'autore ha deciso di impostare le varie stagioni come un unico blocco narrativo improntato su un grande climax. Questa particolare scelta stilistica, sicuramente rischiosa, soprattutto in ambito seriale, si è dimostrata in realtà il vero punto di forza del prodotto. Quando parliamo infatti di ritmo narrativo lento o compassato non dobbiamo intenderlo per forza come un qualcosa di negativo, ma semplicemente come una delle miriadi di scelte stilistiche a nostra disposizione nel raccontare una storia.

Le lunghe pause, i silenzi, così come gli episodi apparentemente fuori focus, in realtà nascondono l'essenza più pura dello stile narrativo di Gilligan, capace di prendersi tutto il tempo necessario per far avanzare la trama e mettendo insieme gli infiniti tasselli del complesso puzzle emozionale fin lì faticosamente costruito. Ogni gesto, espressione o dettaglio che vediamo - anche il più infinitesimale - non è frutto del caso, ma di una meticolosa pianificazione da parte dell'autore nel costruire un mondo narrativo coeso, coerente e privo di sbavature.

La progressione narrativa improntata sul pathos crescente - ritenuta eccessivamente pretenziosa o troppo lenta secondo alcuni spettatori - è in realtà uno dei tratti distintivi dell'autore, che possa piacere o meno. Per questo, gli amanti del tutto e subito potrebbero decidere di abbandonare precocemente entrambe le serie, se incapaci di entrare nel giusto mood, proprio per via di un ritmo narrativo poco incline alla frenesia situazionale. Eppure, il dilatamento dei tempi riesce a caricare i momenti più importanti di un pathos fuori scala, rendendo difficile ancor oggi trovare altre serie tv capaci di arrivare a dei picchi emozionali di tale livello.

Vedere Walter White comprimersi in smorfie furenti di dolore - soprattutto emotivo -, facendo partecipe lo spettatore della sua frustrazione riguardo il destino a lui avverso, così come l'osservare Saul provare del vero risentimento per alcune delle sue numerose azioni sconsiderate, sono solo alcuni dei momenti topici di entrambe le opere.

La grande abilità narrativa di Gilligan è quella di regalare allo spettatore intense emozioni non solo grazie a singole scene, ma soprattutto grazie al magistrale lavoro di contorno necessario per arrivarci. La stessa inclinazione a spezzettare le varie situazioni, senza mostrarcele per intero in un unico breve lasso di tempo, risulta un ottimo metodo per creare suspense in maniera tanto semplice, quanto funzionale, così da farci addentrare ancora di più nel complesso e stratificato mondo criminale da lui creato.

Better Call Saul - stagione 5 Breaking Bad e Better Call Saul sono tra le migliori serie del decennio, capaci di traghettare lo spettatore nella lenta, quanto drammatica, discesa nell'abisso dei due protagonisti attraverso un ritmo compassato, capace di donare ad ogni singolo momento del serial il giusto pathos emotivo. Una visione consigliata a tutti gli amanti delle buone storie.