Buffy: perché il revival può funzionare

In attesa di nuove informazioni sul misterioso progetto, proviamo a fare insieme il punto della situazione su uno degli show più amati degli anni '90.

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Il 10 marzo di ventidue anni fa, negli Stati Uniti andava in onda il primo episodio di Buffy l'Ammazzavampiri, serie di Joss Whedon su cui ai tempi avrebbero scommesso in pochi e che invece è diventata un vero e proprio cult, ispirando altre produzioni e aprendo così la strada a tutto il filone di quelle serie teen di stampo sovrannaturale che abbiamo visto negli ultimi anni. Buffy è ormai un'icona della serialità contemporanea, e non dovrebbe quindi stupire la decisione di proporne una serie revival. Quando però ci si avvicina a una serie di questa portata, il lavoro di revival diventa particolarmente rischioso, perché il rischio di scontentare i fan di vecchia data è altissimo. Al momento, del revival non si sa molto: qui raccogliamo le informazioni note e facciamo ipotesi su ciò che potremmo (e vorremmo) vedere nella nuova serie.

Dal fiasco del film al successo della serie tv

In realtà, prima della nota serie tv ci fu un film, scritto dallo stesso Whedon poi ideatore della serie. Fu un fiasco, probabilmente anche perché i produttori eliminarono molte delle battute di Whedon e alleggerirono gli elementi più dark e spiccatamente horror, stravolgendo i toni del film al punto che lo stesso Whedon decise di lasciare la produzione. Per fortuna però riuscì a portare la sua Buffy Summers in tv in formato seriale. Come ben sappiamo, la serie segue le vicende di Buffy (Sarah Michelle Gellar), adolescente dotata di capacità fisiche sovrumane che le permettono di combattere le forze del male e in particolar modo i vampiri - una scelta certo non propriamente originale. A rendere il concept della serie veramente originale è la sua stessa protagonista: Buffy è una bionda cheerleader, praticamente il prototipo della vittima di ogni film horror ad ambientazione scolastica. Buffy stravolge lo stereotipo e diventa una specie di supereroina del sovrannaturale, l'opposto della fanciulla da salvare ed emblema di una visione più contemporanea, femminista e di empowerment del ruolo della donna nelle produzioni horror action. Buffy può spezzare in due un fucile o rompere serrature con la semplice pressione delle mani, non ha bisogno di un uomo per salvarsi e anzi è lei a salvare gli uomini.
Non è stata però solo la sua protagonista a sancire il successo dello show: anche l'ottima caratterizzazione dei personaggi secondari ha fatto scuola, contribuendo a consolidare quella struttura ad archetipi che classifica i personaggi che stanno attorno al protagonista in base al loro ruolo, dal ricercatore all'esperto di computer e tecnologia, fino ad arrivare a quello che magari si scopre essere una creatura sovrannaturale. Tutto questo declinato da un'ottima scrittura, che ha conquistato il pubblico con quel mix di umorismo, azione ed elementi horror che resta valido e intramontabile anche a distanza di vent'anni.

Coraggio, innovazione e tante risate

Se oggi Buffy può sembrare "solo" un buon prodotto televisivo che propone elementi che siamo abituati a vedere, negli anni '90 è stato una vera è propria innovazione nella serialità di genere. Non solo per la protagonista donna dalla forza sovrumana, ma anche ad esempio per la storia d'amore tra Buffy ed Angel, tra ragazza (Cacciatrice) e vampiro, e quindi tra essere umano ed essere sovrannaturale malvagio (o apparentemente malvagio) che si rivela essere in realtà buono o che magari lo diventa per amore. Oggi questa storia sa tanto di cliché (basti pensare all'Edward Cullen o al Damon Salvatore di turno), ma all'epoca risultava un qualcosa di pionieristico e innovativo. Lupi mannari, vampiri, streghe, demoni di ogni genere si alternano all'interno di una piccola città, Sunnydale, che si rivela essere la sede della "Bocca dell'Inferno": non vi ricorda nulla? In molti hanno preso spunto da quest'idea, che oggi sa tanto di già visto. Certo, bisogna sempre ricordare che Il Diario del Vampiro, serie di romanzi da cui è stata poi tratta la serie tv The Vampire Diaries, è uscita qualche anno prima di Buffy, ma nessuno, all'epoca, pensò a un adattamento.
Negli anni '90, Buffy L'Ammazzavampiri è stata innovativa e pioneristica per molti motivi, non soltanto per come raccontava l'eterno conflitto tra il bene ed il male ma soprattutto per come mescolava l'epicità degli scontri contro le tenebre con la semplice vita da studentessa liceale della protagonista.

Revival o reboot? Meglio la prima

Le probabilità spingono verso il revival, anche solo perché la showrunner della nuova serie Monica Owusu-Breen ha dichiarato apertamente, tramite un tweet, di essere una fan delle sette stagioni storiche di Buffy, che ha amato il personaggio e che per lei esiste una sola Buffy e che non può essere rimpiazzata, e nemmeno può esserlo il lavoro di Whedon, e lei non proverebbe mai a farlo. Quanto dichiarato quindi spingerebbe in direzione di un revival, magari una sorta di sequel della storia con nuovi protagonisti. Speriamo quindi in una nuova cacciatrice e in una nuova location, magari con la stessa struttura narrativa vincente di un tempo, ma senza la Scooby Gang originale.
Una cosa è certa: basta con le tragiche storie d'amore umano/vampiro: dopo Edward e Bella, Stefan e Elena, Damon e Elena, Klaus e Cami e tutta quella sfilza di coppie in cui il vampiro diventa buono per amore di una ragazza. È chiaro che, essendo un prodotto che ancora una volta punta a una certa fascia di pubblico, tutto questo difficilmente accadrà: senza una storia d'amore che si rispetti - possibilmente condita da uno straziante "lascia e prendi" - probabilmente in molti nemmeno si avvicinerebbero alla serie. Ma possiamo almeno sperare in una rivoluzione del topos: che sia la volta buona per l'eroe di diventare cattivo per amore?

Eventi successivi alla storia originale

Per quanto riguarda la cronologia dello show, ci piacerebbe vedere un sequel della serie originale, anche per sapere che fine hanno fatto i membri della Scooby Gang, magari con qualche episodio speciale in cui torna in scena qualcuno di loro. Sarebbe interessante scoprire cosa sia successo a ognuno di loro tra la fine della serie originale e l'inizio del revival (anche se per questo esistono anche i fumetti). Proporre contenuti troppo simili o comunque troppo strettamente collegati allo show passato potrebbe rilevarsi una mossa non del tutto vincente, poiché potrebbe scoraggiare l'avvicinamento alla serie da parte dei nuovi fan. Del resto, nonostante si tratti di un revival di una vecchia produzione, che quindi strizza l'occhio principalmente ai "vecchi" fan, è innegabile come sia fondamentale riuscire ad attirare anche un nuovo pubblico.

Al netto di tutto questo, immaginare una serie "parallela" alla prima o magari un prequel non avrebbe alcun senso, pertanto gradiremmo assistere a qualcosa che, in qualche modo, si svolga successivamente agli eventi originali (e infatti indiscrezioni parlano di una serie ambientata una quindicina d'anni dopo la conclusione di Buffy con protagonista una Cacciatrice di colore, ma attendiamo conferme).
Quel che è certo è che vorremmo che Buffy mantenga la sua identità, rinnovandosi senza adeguarsi in modo piatto e passivo al mercato ma anzi cercando di portare quella stessa ventata d'aria fresca che aveva caratterizzato la serie originale. Lo stesso Joss Whedon, del resto, ventidue anni fa non si piegò a quelli che erano i gusti del pubblico dell'epoca, tirando fuori un prodotto completamente innovativo e inaspettato. Chiaramente non sarà facile replicare una simile impresa, ma speriamo in uno show un po' dagli schemi come il suo predecessore, mantenendone però l'approccio spesso umoristico, con battute ben inserite nella narrazione horror e d'azione.

Un degno seguito, da tutti i punti di vista

Qualunque sia il futuro della produzione, la cosa più importante sarà trattare col giusto rispetto il materiale di partenza. Sotto questo aspetto siamo discretamente fiduciosi, perché lo stesso Whedon sarà parte integrante del progetto come produttore esecutivo. Non resta che sperare in un buon cast, in grado di dare realismo e insieme autoironia ai personaggi, e soprattutto in una sceneggiatura attenta a ciò che ha significato lo show per tantissimi appassionati. Ad ogni modo, l'attesa per conoscere il futuro del franchise è veramente alle stelle, e non vediamo l'ora di scoprire di più. Il messaggio è chiaro: giù le mani da Buffy? No di certo, ma fate attenzione.