Oltre Chapelwaite: i 5 racconti di Stephen King che vorremmo vedere in tv

Il Re dell'orrore è capace di creare mondi terrificanti in poche pagine dense di paura; tra le storie brevi c'è il potenziale per serie molto interessanti.

Oltre Chapelwaite: i 5 racconti di Stephen King che vorremmo vedere in tv
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La narrativa americana è stata sconvolta decenni addietro da quel ciclone chiamato Stephen King. Lo scrittore nato a Portland, in quel Maine che è ambientazione fissa delle sue storie, è benedetto dal dono dell'instancabilità, che insieme alla sua verve artistica lo ha portato a scrivere un numero sconfinato di opere letterarie. Nel filone horror sono ben pochi gli autori che possono rivaleggiare con il successo spropositato di King, probabilmente gli unici nomi che gli si possono accostare sono quelli colossali di Poe e Lovecraft. Shining, Pet Sematary, Carrie, IT e Il Miglio Verde sono solo alcuni titoli entrati di diritto nella storia della letteratura, passati alla storia anche grazie a trasposizioni cinematografiche che sfiorano il culto (o che addirittura lo superano, nel caso del classico diretto da Kubrick).

King non punta semplicemente spaventare - nonostante la cosa lo diverta molto - ma architetta storie dalla morale molto profonda e sentita, dimostrandosi uno scrittore a tutto tondo. Questo spirito geniale pervade anche i suoi racconti brevi, raccolti in antologie adorate da un pubblico più ristretto rispetto ai fan dei romanzi, ma comunque estremamente validi ed interessanti.

Se Chapelwaite non è stata in grado di "riempire" gli spazi vuoti lasciati dal Re nel suo Jerusalem's Lot (come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione di Chapelwaite), c'è ancora tanto potenziale nelle brevi storie autoconclusive di King, alcune delle quali potrebbero diventare il soggetto ideale per serie tv coraggiose ed originali: gli showrunner avrebbero il compito di ampliare un immaginario contenuto ma potente, non è il più semplice dei lavori, ma il risultato potrebbe essere memorabile.

Passaggio per il Nulla

Lo scrittore americano pubblicò questo breve racconto direttamente su internet, dove i suoi lettori potevano scaricarlo senza alcun costo. La versione italiana è datata 2000 e quattro anni dopo viene portata al cinema un'anonima trasposizione cinematografica firmata Mick Garris. La pellicola non lasciò una buona impressione sul pubblico, e King non ottenne la luce che meritava: Riding the Bullet (questo il titolo originale) è una storia terribile e profonda che guarderemmo più che volentieri, capace di trasformarsi in un'ottima serie con le dovute aggiunte di trama.

Alan Parker è un giovane studente universitario che una sera riceve una telefonata terribile: sua madre si è sentita male, è in ospedale e potrebbe non farcela. Lo studente parte immediatamente verso casa, ma non avendo un'auto è costretto a fare l'autostoppista lungo le strade deserte della notte. La macchina che lo carica è pregna dell'odore di decomposizione, e il proprietario si presenta come un corriere dell'oltretomba. L'uomo gli propone un patto terrificante: Alan può scegliere di sacrificare se stesso per salvare sua madre, oppure lasciare che sia lei a compiere l'estremo viaggio verso l'aldilà.

Dolan's Cadillac

Altro racconto, altro film non proprio riuscito: Dolan's Cadillac è passato al cinema nel 2009 grazie a Jeff Beesley, che ha scelto Christian Slater come protagonista di una pellicola che non rimarrà tra le più celebrate dal nostro Mr Robot. La storia di King però non deve essere sprecata in questo modo, perché l'accecante vendetta che guida questo professore contro un boss della malavita è terreno fertile per una vicenda terribile ed entusiasmante.

Ispirato a Il barile di Amontillado di Edgar Allan Poe, Dolan's Cadillac racconta della ricerca di giustizia da parte di un uomo pacato, la cui moglie è stata uccisa dal criminale Dolan in circostanze poco chiare. L'insegnante è il narratore di questo racconto, e liquida la questione dicendo che la donna si era trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. La voce della moglie però lo perseguita durante i sette anni che trascorrono dall'incidente, finché il professore non decide di vendicarsi: Dolan percorre sempre la stessa strada sperduta nel deserto del Nevada con la sua Cadillac argento, ed una buca ben piazzata potrebbe mettere a tacere il tormento degli spiriti.

A volte Ritornano

Bullismo, vendetta ed aldilà, sono questi gli ingredienti di Sometimes they come back, la storia breve pubblicata per la prima volta nel 1974. Il racconto gestisce alla perfezione lo spunto ideale per ogni aneddoto horror che si rispetti: l'ineffabile che si mischia alla cruda realtà rendendola ancora più terribile. Il piccolo Jim e suo fratello Wayne si dirigono alla biblioteca locale per restituire i libri presi in prestito quando una gang di liceali li blocca e comincia a tormentarli.

Dalle parole si passa violentemente ai fatti, e Wayne viene ucciso dalle coltellate di questi criminali in fasce, mentre il fratello minore riesce a scappare portandosi dietro l'incubo del lutto. Dopo molti anni ritroviamo un Jim adulto, sposato e professore di inglese in un liceo. Nella sua classe si aggiunge inaspettatamente un nuovo membro, e l'insegnante non fatica a riconoscere in lui uno dei bulli che uccise suo fratello molti anni addietro. Il ragazzo non sembra affatto cresciuto da allora, ma l'assurdo è destinato ad aumentare quando si uniscono a lui anche gli altri membri della gang. Per loro il tempo non è affatto trascorso e le paure di Jim si manifestano come il più vivido degli incubi ad occhi aperti.

Primavera di Fragole

Il racconto ambientato in un college fittizio, pubblicato nel 1968, ha un setting molto simile ad un classico del cinema slasher moderno, quello Scream che abbiamo ricordato di amare - nonostante la dipartita del suo creatore - grazie all'ultima riuscita iterazione al cinema (ve lo abbiamo raccontato nella recensione di Scream 5, e abbiamo anche fornito un riassunto della saga di Ghostface per chi si fosse perso qualche capitolo lungo la strada).

Una finta primavera illude gli studenti agli inizi di marzo, portando con sé un caldo soffocante ed una nebbia fitta che ammanta le azioni di un killer senza volto. Diverse ragazze vengono trovate decedute durante questo periodo di clima instabile, prima che venga arrestato un ragazzo e successivamente rilasciato, perché durante la prigionia il killer ha colpito di nuovo. Otto anni dopo arriva una nuova primavera di fragole, in compagnia del vecchio omicida e di nuove vittime. Chiunque potrebbe essere il colpevole, dagli ex studenti ad un folle mitomane, e nessuno è davvero al sicuro nel New Sharon College.

L'Arte di Sopravvivere

Stephen King adora il macabro nelle storie, soprattutto in quelle brevi, ma ha ammesso di essere andato un po' troppo oltre quando ha scritto L'Arte di Sopravvivere. Il racconto unisce una trama di dura sopravvivenza all'orrore che si è disposti a tollerare per non morire: la vicenda sembra quasi un rifacimento in chiave horror di Cast Away, con il protagonista desideroso di tornare alla sua vita dopo un incidente navale che lo ha isolato su un atollo sperduto nel mezzo dell'oceano Pacifico.

Il chirurgo Richard Pine trafficava eroina a bordo di una nave da crociera, ma ora si trova in balìa della natura con pochissime provviste e nessuno su cui fare affidamento. L'isola non nasconde alcuna mostruosità, ma il medico caduto in disgrazia imparerà che lui stesso è in grado di diventare un pericolo quando la fame prende il sopravvento sulla sua mente razionale. Il racconto di King è completamente focalizzato su un protagonista che racconta la sua discesa nella follia attraverso un diario sempre più sconclusionato, ma l'aggiunta di una manciata di personaggi potrebbe regalare alla tv uno show sulla falsariga di Lost, mettendo un accento più marcato sulla violenza e sul perturbante.