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Cobra Kai: l'evoluzione di Falco nella serie Netflix

Da ragazzo timido ad atleta sfrontato: la trasformazione del personaggio di Falco nella serie Cobra Kai di Netflix.

Cobra Kai: l'evoluzione di Falco nella serie Netflix
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Karate Kid ha segnato la carriera del suo sceneggiatore Robert Mark Kamen, facendo del "metti la cera, togli la cera" uno degli insegnamenti più fruttuosi della storia del cinema, delineando in primo luogo lo scontro e la differenza che va creandosi tra chi attacca e chi si difende, chi usa le mani per distruggere e chi per creare alleanze. Quella tra Daniel LaRusso e Miyagi è tra le più iconiche coppie allievo-maestro passate per il grande schermo, ma a contrastare le regole e il rigore degli insegnamenti dell'arte del karate del signor Miyagi è l'ira, la furia e la mancanza di compassione del team dei Cobra Kai, di cui il "nemico" di Daniel, Johnny Lawrence, è leader.

I tempi cambiano, i decenni si succedono, ma l'attrazione per gli anni Ottanta non fa che crescere in una contemporaneità marchiata da Stranger Things. Così, per convincere il pubblico a interessarsi ancora una volta a Karate Kid è necessario un ribaltamento di prospettive, che integra alla classicità dell'impalcatura tra bene e male un intero oceano in cui navigare.

Cobra Kai è la serie sequel di Netflix che ha reinvestito nei personaggi plasmati nel 1984 da Kamen. La strategia utilizzata da Jon Hurwitz, Hayden Schlossberg e Josh Heald è stata prima di tutto quella di rendere vero protagonista del prodotto audiovisivo il "cattivo" Johnny Lawrence, ponendo sotto il suo punto di vista i fatti avvenuti nel torneo della All Valley più di trent'anni prima e mostrando come quest'ultimo abbia condizionato la sua vita solitaria da alcolista. Quella che subisce Johnny all'interno di Cobra Kai è una vera e propria rivalutazione del personaggio, non basata più solamente sul dogma della separazione distinta tra chi è il buono e chi il villain della situazione, riconfermando come siano i cattivi maestri a condizionare l'esistenza degli allievi e le ripercussioni che questi allenamenti possono comportare.

Cobra Kai e le sfumature del bene e del male

Per Johnny Lawrence essere un Cobra Kai è l'esperienza più importante mai avvenuta, ma è sulla riesaminazione del colpire per primo, colpire più forte e non avere pietà che la serie si sofferma, rivelando come ognuno abbia il proprio trascorso e le proprie ragioni per attaccare, facendo della brutalità del personaggio la somma di ciò che è capitato nello scorrere dei suoi anni. Prendendo in considerazione le parole di Barney Stinson, che nella sitcom How I Met Your Mother denuncia per primo la condizione di svantaggio di Johnny Lawrence e identifica LaRusso come il vero nemico della storia, Cobra Kai si concentra su come le angolazioni in un racconto possono e devono continuamente cambiare, non fossilizzando il pensiero e la moralità sulla ricerca di un vincitore e uno sconfitto, ma sul bacino di sbagli e vittorie che si abbracciano nella vita.

Questo, nella serie, fa di Johnny Lawrence e Daniel LaRusso i nuovi sensei per un gruppo di giovani allievi che non vanno esattamente ad incarnare la dualità del concetto di giusto e sbagliato, oscillando bensì in continuazione sui motivi per cui sono portati a compiere le proprie azioni, non più solamente agendo per stereotipi.

Da Eli a Falco: il cambiamento del personaggio in Cobra Kai

Nel corso delle sue tre stagioni iniziali (qui la nostra recensione di Cobra Kai 3), Cobra Kai riserva ad ogni personaggio il proprio arco di trasformazione, sia a coloro che guidano la serie, che a coloro che restano in secondo piano. Una scelta saggia da parte degli showrunners, che spesso cercando di veicolare i cambiamenti del singolo in relazione al gruppo di appartenenza, mostrando la compattezza che può instaurarsi all'interno del dojo e facendo muovere i protagonisti come un unico corpo e un'unica mente assieme ai loro alleati.

Tra tutti i giovani adepti all'arte del karate, è il personaggio di Falco a intraprendere il mutamento più grande, trasformando completamente la propria pelle durante le puntate e intraprendendo un percorso di crescita e comprensione tanto utile all'interno del quadrato in cui combattere, quanto al di fuori.

La metamorfosi di Falco, interpretato da Jacob Bertrand, avviene in maniera vistosa non solamente per ciò che concerne l'esteriorità del personaggio, ma per le varie fasi che il ragazzo si ritrova ad affrontare. Certamente il cambio di look e il nuovo soprannome contribuiscono enormemente all'idea che bisogna farsi della versione dura e impavida di Eli "Falco" Moskowitz.

La sua storia, esattamente come quella di Miguel Diaz e del suo amico Demetri, ma ancor prima proprio come per Daniel LaRusso nel 1984, va aprendosi con la necessità di difendersi con ogni mossa possibile dai bulli che lo indispettiscono. Sono continui commenti velenosi quelli che il ragazzo deve subire a causa del suo labbro leporino, indicatore maggiore delle prese in giro dei compagni che, unite a un'insicurezza abissale e a un atteggiamento passivo, rendono Eli la preda adatta a qualsiasi colpo. In principio Eli viene mostrato vulnerabile, incapace a rimanere indifferente alle aggressioni fisiche, ma soprattutto verbali, che è costretto a subire ogni giorno. È il soprannome legato al suo labbro a fargli più male, il fatto che venga percepito come unica maniera con cui venir riconosciuto e apostrofato.

Eli Moskowitz è perciò il "cliente" ideale per il dojo appena aperto da Johnny Lawrence e per tutti coloro su cui il sensei deve inizialmente puntare per poter formare la propria squadra. L'urgenza di trovare la maniera di difendersi si fa pressante per Eli, sempre più al centro di episodi di violenza, aggravati dalla chiamata della madre a scuola, dove invita a prendere provvedimenti per la salvaguardia del proprio figlio. Ad aggiungersi è l'atteggiamento indelicato e arrogante del suo nuovo maestro, un Johnny Lawrence insensibile ai sentimenti che potrebbero fuoriuscire dopo l'ennesimo attacco ad Eli, che porta sorprendentemente il ragazzo a una completa trasformazione. Alle lacrime che il giovane versa uscendo dal dojo di Lawrence, dopo essere stato verbalmente aggredito dall'uomo, prendono posto una capigliatura spigolosa come la cresta che Eli inizia a portare e un tatuaggio grande tutta la schiena dove viene disegnato un imponente falco, con tanto di piumaggio colorato come i capelli del giovane.

Una variazione repentina dall'Eli instabile e mosso dal pianto, quello che per i corridoi di scuola camminava a testa bassa e spalle incurvate, ora aspirante combattente la cui prima componente a mutare è il comportamento passato, da timido e remissivo a spavaldo e sfrontato. È tutto in come ti poni, confessa il ragazzo ai suoi amici. Un mutamento iniziale della sfera fisica e sociale che andrà indirizzandosi verso un accecamento dei valori reali della vita e del karate, fino a far diventare il ragazzo uno di quei bulli stessi che lo avevano tormentato.

Falco è, infatti, il prodotto della paura. Dei cattivi suggerimenti, della convinzione che non bisogna mai mostrarsi deboli. Un atteggiarsi a più forte perché, in verità, si ha la consapevolezza di essere incredibilmente fragili e respingere quel sentimento è la prima cosa che un Cobra Kai deve fare. Così Falco arriva a conquistare il cuore di una ragazza e ad occupare un posto tra le punte di diamante nel dojo di Lawrence, incanalando dal suo sensei il senso di prevaricazione che ogni allievo deve possedere, come il non voler solo sconfiggere i propri avversari, ma vederli completamente distrutti. Un'aggressività, quella che si svilupperà in Falco, che lo porta alla squalifica nella semifinale contro il personaggio di Robby nel torneo dell'All Valley, una veemenza che è quella impartitagli dal suo maestro che gli costerà però l'opportunità di poter concorrere per la vittoria.

La seconda stagione e l'aumento dell'arroganza di Falco

Il gesto scorretto avanzato durante il torneo è uno dei primi segnali del percorso che Falco avvierà nella seconda stagione. La rabbia di quello che un tempo era semplicemente Eli avrà la meglio sul componente del team Cobra Kai. Una scorrettezza mista ad aggressività che gli costerà l'amore della fidanzata Moon; un evento che però non gli servirà comunque a capire la direzione errata che sta intraprendendo la sua vita. Se, infatti, il sensei Lawrence sembra aver compreso la necessità di dover rimodellare i propri metodi e, soprattutto, le proprie convinzioni sostituendo il "nessuna pietà" con il fondamento dell'onore, Falco scenderà ancora più in profondità nell'oscurità della propria escandescenza, portando all'esasperazione le proprie trovate e rendendole sempre più violente e pericolose.

È questa condotta che lo porta a tradire il sensei e a escluderlo dalla guida del dojo Cobra Kai. Affidandosi alle parole di John Kreese, interpretato ancora una volta da Martin Kove, Falco volta le spalle a colui che lo ha addestrato permettendogli di diventare l'atleta che non avrebbe mai pensato di poter essere, scegliendo di continuare a "colpire per primo, colpire più forte" soprattutto ora che la disputa tra i vari dojo e i personaggi della serie sta degenerando, facendosi sempre più sanguinosa e irrefrenabile.

Terza stagione: il compimento di un percorso

Falco arriva alla terza stagione sul piede di guerra, rimasto però solo senza più da tempo l'amico Demetri e scoprendo di avere contro anche il fedele Miguel, il quale non vuole abbandonare il suo sensei Lawrence per rimettersi alla sconsideratezza di Kreese. È in solitaria che il ragazzo affronterà il suo terzo atto, che lo porterà al completamento del percorso del personaggio. Una strada che, sicuramente, continuerà ad evolversi anche nella quarta stagione di Cobra Kai, ma che, alla conclusione della terza parte, manifesta l'equilibrio tra la vera personalità di Eli e ciò in cui si tramuta quando combatte con impeto.

Sebbene la parte violenta di Falco è andata largamente sviluppandosi nel corso della serie, durante la terza stagione per il ragazzo cominciano i primi tentennamenti, dal non approvare le reclute e la leadership del nuovo maestro all'interno del dojo, arrivando finalmente a riconoscere e fermare la propria furia. In realtà, durante tutta la serie, più volte Eli ha preso il sopravvento su Falco. Pochi momenti, piccoli sprazzi che riportavano il personaggio al passato: la curiosità mostrata con Demetri per la nuova reincarnazione del dottore in Doctor Who, l'ansia di essere sbeffeggiato davanti a tutti, l'entrata nel Cobra Kai dei compagni di scuola che lo hanno bullizzato.

Sentori che facevano intravedere la vulnerabilità dietro la corazza che Falco ha innalzato, che lo porterà fino a rompere il braccio del suo amico Demetri pur di rispettare la regola del "nessuna pietà". Pur essendo finalmente il pupillo di un sensei, come Robby lo è stato per LaRusso e Miguel per Lawrence, Falco finirà col rinnegare la brama assassina di Kreene e degli altri allievi, disconoscendo alla fine il proprio ruolo per schierarsi finalmente dalla parte non-violenta della storia.

Una presa di coscienza che Falco sentirà come una morsa nel momento in cui i compagni lo incitano a infliggere altro dolore al suo amico Demetri, scegliendo di ribellarsi a quelli che non sono più degli appassionati di karate, ma dei bulli che ancora non hanno compreso quanto è pericolosa la via che hanno deciso di imboccare. Alla fine della terza stagione Falco non insulterà più coloro al di fuori del Cobra Kai. Non sarà più violento, sprezzante, crudele e senza onore, mantenendo pur sempre la cresta infuocata, ma fiancheggiando coloro che vogliono impedire al Cobra Kai di Kreese di sopraffare il resto dei ragazzi.

Affiancandosi a Miguel e Demetri nel dojo di LaRusso, insieme anche al sensei Lawrence, Falco ha adesso la sicurezza di chi sa difendersi dai colpi che vengono inflitti e la sensibilità per non ferire a sua volta nessuno. Eli è il personaggio che cambia più di qualsiasi altro all'interno di Cobra Kai grazie a una scrittura accurata che gli permette di assumere diverse prospettive e decifrare quale tra queste sia il miglior comportamento da adottare. Un giovane ragazzo che voleva solo fermare le risate maligne diventando quello da cui era sempre fuggito. Cobra Kai è, in ultima istanza, una serie che non divide più nettamente il bene dal male, ma ne mostra le oscillazioni e le conseguenze, applicandole con acume ai suoi personaggi.