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Cobra Kai: l'evoluzione di Miguel, un vero "Karate Kid"

Conclusa la quarta stagione di Cobra Kai, riviviamo il percorso di Miguel Diaz all'interno dello show revival ispirato a Karate Kid.

Cobra Kai: l'evoluzione di Miguel, un vero 'Karate Kid'
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Cobra Kai è una delle serie più seguite su Netflix e l'uscita di ogni nuova stagione è sempre accompagnata da clamore ed interesse su quali personaggi vedremo tornare dal passato, da quegli anni Ottanta tanto cari ai protagonisti; gli stessi nei quali affondano le radici le dinamiche che vediamo rispolverare di episodio in episodio fino a cementarsi nel presente tra gli eredi di Daniel LaRusso e Johnny Lawrence come fosse un bonsai del compianto Maestro Miyagi.

E se nella recensione di Cobra Kai 4 evidenziavamo quanto fossimo ormai giunti al limite del citazionismo e del ripescaggio di volti ed eventi, con il ritorno e l'evoluzione di Terry Silver in Cobra Kai, direttamente da Karate Kid 3, ebbene, qualche carta ancora da giocare dalla stessa pellicola non sarà sfuggita agli appassionati, soprattutto alla luce del fatto che Cobra Kai verrà forse rinnovato fino alla sesta stagione. Ma, tra personaggi vecchi e nuovi, una delle anime dello show Youtube acquisito poi da Netflix è senza dubbio il Miguel Diaz di Xolo Mariduena. Il suo è uno dei percorsi più significativi all'interno della serie e andremo ora a snocciolarne i fondamentali.

Karate Kid

Com'è noto ai fan e a chiunque altro si sia imbattuto in Cobra Kai, il presupposto narrativo dello show è rappresentare la sorte di Johnny Lawrence 34 anni dopo la sconfitta subita al torneo All Valley 1984 contro Daniel LaRusso e, di conseguenza, il suo riscatto alla guida del nuovo Cobra Kai. Lo stimolo ad intraprendere questa sfida è l'incontro con Miguel Diaz, un ragazzo di origine messicana appena trasferitosi. Miguel è sveglio e ha un animo buono, ma è vittima di bulli dai quali non è in grado di difendersi.

Sarà proprio l'incontro con Johnny Lawrence a fargli credere che esiste un'alternativa, ma essendo un adolescente senza figure maschili di riferimento, assorbirà presto come una spugna i principi non certo idilliaci del Cobra Kai, del quale rimarrà per qualche tempo l'unico allievo. Gli insegnamenti aggressivi di Johnny e la sua visione negativa del mondo iniziano ad influenzare Miguel, non certamente per il meglio. "Colpire per primi, colpire forte, senza pietà", sarà questa la filosofia che aiuterà Miguel nella vita e a scuola da quel momento, in una sorta di capovolgimento del percorso di Daniel nel film del 1984. Le lezioni di colui che d'ora in avanti chiamerà solamente Sensei gli permetteranno di affrontare i bulli, difendere Sam, la ragazza per la quale spasima - nonché figlia di LaRusso - e far risorgere il Cobra Kai dalle proprie ceneri con un'operazione virale che mostra a tutti i risultati degli insegnamenti di Lawrence, che diviene di fatto l'unico riferimento maschile, anche se non ancora paterno, del ragazzo.

Di lì in poi il dojo di Johnny diventerà sempre più pericolosamente il club dei perdenti disposti a mettere da parte pietà e altri principi considerati deboli per farsi una giustizia sommaria anticipando il "nemico" senza pietà. Una situazione che spingerà Daniel LaRusso a riaprire i battenti del Miyagi-do, ma questa è un'altra storia. Tra tutti è però Miguel il capostipite di questa nuova covata di serpenti allevata da un Johnny Lawrence non ancora conscio di star replicando gli insegnamenti del suo vecchio sensei Kreese, pur cercando a tutti i costi di non commettere i suoi errori.

Nessuna pietà

Se il Cobra Kai rappresenta il momento di rinascita di Miguel Diaz e gli consente anche di avvicinarsi a Samantha, è proprio l'appartenenza al dojo di Johnny a rappresentare un ostacolo alla relazione con la figlia di LaRusso. Daniel e Johnny sono due facce della stessa medaglia, come impareranno nel corso delle stagioni e il loro non è il solo modo di vedere la vita e il karate; entrambi sono infatti esempi da seguire a seconda della situazione.

Ma è ancora presto per tutto questo e il mondo per Daniel è ancora o bianco o nero: un peccato, visto che il Maestro Miyagi che le cose non stessero così già gliel'aveva detto una trentina d'anni prima, ma a quanto pare tra le citazioni che LaRusso ama snocciolare quest'ultima non è ancora emersa (arriverà nella quarta stagione). A complicare le cose interviene Robbie Lawrence, il figlio di Johnny che si inserisce nella famiglia LaRusso e diventa allievo di Daniel, nonché presenza fissa nella sua dimora. Miguel non può fare a meno di soffrire la situazione e non dubita per un secondo degli insegnamenti di Sensei Johnny, che rappresentano a tutti gli effetti la via per farsi strada e giustizia nel mondo (chi ha assimilato questo paradigma in maniera ancor più assoluta è Eli, ma vi rimandiamo a tal proposito all'evoluzione di Falco di Cobra Kai).

Così, quando Sam non risponde ai messaggi e alle chiamate perché in punizione (all'insaputa di Miguel), salvo poi presentarsi con Robbie ad una festa alla quale era attesa dal ragazzo, Diaz reagisce nella maniera sbagliata, attaccando colui che nemmeno sospetta essere il figlio del suo maestro, ma involontariamente anche Sam. L'impulsività di Miguel gli costa la ragazza e l'occasione per realizzarlo pienamente sarà proprio il torneo All Valley, dal quale Miguel uscirà vincitore mettendo in pratica insieme a Falco la spietatezza appresa nel corso delle lezioni, con disappunto di Samantha ma anche dello stesso Johnny, che si rivede in lui da adolescente. E sarà ancor più il ritorno in scena di John Kreese a mischiare le carte in tavola, rischiando di spingere Miguel verso il baratro.

Miguel lo spezzato

Miguel può essere migliore del suo sensei, questo pensa Johnny cercando di calmierare gli insegnamenti impartiti in precedenza, ma è forse troppo tardi per smussare gli angoli e levigare le schegge create sgrezzando l'animo di un adolescente in cerca di aiuto che ora sembra più confuso che mai. Lo è per Falco, ma sembra che non sia tardi per Miguel, che di fiducia nei confronti del suo Sensei ne ha anche troppa, e che si trova comunque spaesato nel correggere il tiro riguardo i dettami condivisi fino a poco tempo prima dallo stesso Johnny. Quando poi scopre che Robbie è suo figlio, i puntini iniziano ad unirsi ripensando al torneo, ma alla fine Miguel capisce che il sentimento di Lawrence nei confronti del suo primo allievo è sincero e che vuole renderlo veramente una persona migliore.

A seminare zizzania ci pensa però John Kreese, che con i suoi insegnamenti non fa che peggiorare la situazione di Miguel e dell'intero dojo. Tra estremizzazioni del motto Cobra Kai e inviti a servirsi di tutti gli stratagemmi possibili per colpire primi e forte anche (e soprattutto) quando l'avversario è in difficoltà, il percorso degli iscritti - e di Miguel in particolare - non promette nulla di buono. Il ragazzo, in ogni caso, non è stupido e inizia a rendersi conto degli effetti catastrofici che Kreese sta avendo su tutti loro; Falco ha infatti vandalizzato il Miyagi-do rubando addirittura la medaglia del Maestro, un gesto troppo estremo e gratuito. Nella gara all'ultimo sangue imposta da Kreese, Miguel si confronta quindi con Eli, recupera il maltolto e cerca di restituirlo a Samantha anche per dimostrare la sua indole, trovando al suo posto Robbie che, dal canto suo, non rivela il gesto alla ragazza, temendo un ritorno di fiamma.

Non è di grande aiuto nemmeno la nuova arrivata, Tory, con una storia difficile e un peso importante da sopportare per un'adolescente. Lei e Miguel si innamorano, ma la determinazione della ragazza, che trova nel Cobra Kai il giusto sfogo e la via per plasmare la propria condotta sono più un ostacolo che un incentivo a maturare. L'astio di Tory non migliorerà certo la situazione, soprattutto quando Samantha verrà a conoscenza del gesto di Miguel nascosto da Robbie e scoccherà un bacio visto di nascosto dalla Cobra Kai, la cui vendetta sconvolgerà per sempre la West Valley High School. La miccia accesa da Tory esplode in una rissa che si estende per tutta la scuola; un tutti contro tutti che mette in scena gli insegnamenti di karate degli schieramenti opposti.

E se Miguel all'inizio si fa ancora prendere dalla rabbia nei confronti di Robbie, attaccando per primo perché crede ingenuamente che stia facendo del male a Tory, giunto allo stremo delle forze e con il figlio di Johnny in pugno, decide infine di dare ascolto al rinnovato insegnamento del suo sensei, dimostrando pietà per il proprio avversario. Una prospettiva incredibilmente non abbracciata dall'allievo di LaRusso, che scaraventa Miguel al di là del parapetto provocandogli una lesione che rischierà di paralizzarlo per sempre.

Una nuova consapevolezza

Chi ha ragione a questo punto? Miguel ha seguito la via più dura, quella del Cobra Kai, ed è diventato un campione. Ad un certo punto sensei Lawrence gli ha detto che il motto del dojo, ora di proprietà di Kreese, non era da seguire proprio alla lettera, perché un vero duro conosce anche la pietà e l'onore. Peccato che quest'ultimo dettaglio lo abbia portato dritto in un letto d'ospedale e a perdere fiducia in lui.

La rinnovata fede nel sensei lo aiuta però nel recupero, ma Johnny vorrebbe salvaguardarlo da altri infortuni impedendogli di difendere il titolo al prossimo torneo. Miguel non vuole sentire ragioni e arriverà addirittura a battersi in commissione insieme a Sam per non far chiudere il torneo stesso in seguito alla rissa che ha sconvolto la città, portando la sua esperienza personale prima al Cobra Kai e poi all'Eagle Fang, il nuovo dojo di Johnny, non come deterrente, ma come incentivo.

Per Miguel inizia così un periodo di transizione che lo porterà a maturare nella rinnovata relazione con Samantha e la frequentazione di casa LaRusso, dove Daniel gli fornisce dettagli inediti sulla sua rivalità con Johnny, rendendolo consapevole delle sfumature che non aveva mai notato tra i due sensei e di quanto i due elementi insieme inizino ad avere più senso, gettando così le basi, insieme a Sam, dell'alleanza tra Miyagi-do e Eagle Fang, ma ritrovandosi ancora una volta immischiato nella rivalità tra i due sensei e nella gelosia di Johnny per il fatto che Daniel lo stia allenando.

Miguel è di fatto tra i primi a realizzare quello che i due adulti ancora non vedono. È una nuova consapevolezza quella che sorprende Diaz e che lo vede maturare a vista d'occhio nel corso della quarta stagione, fino a realizzare che prima di combattere per gli altri deve farlo per se stesso; affrontare quelle radici che Johnny Lawrence ha cercato di estirpare per timore che si rivelassero troppo intricate da districare.

Per questo Miguel, forse veramente per la prima volta, prende iniziativa e segue l'istinto razionale per venire a capo della sua vita, affrontando i demoni del suo passato, quel passato che sembra condannare tutti prima o poi, da LaRusso, a Johnny, a Kreese, non garantendo a nessuno di loro una reale e oggettiva capacità di giudizio.

Se i risvolti con Sensei fossero stati diversi, se quel dialogo padre e figlio al culmine di una sbronza non fosse finito con la parola Robbie, forse Miguel avrebbe intrapreso una strada diversa, ma Johnny è ancora accecato dal confronto con i suoi di demoni e non vede questa necessità in Miguel, che decide così di non proseguire il torneo per la difesa del titolo, dopo che l'ennesimo infortunio non ha aperto gli occhi a Lawrence, concentrato solo sulla sconfitta del Cobra Kai. La prossima stagione potrebbe quindi restituirci un Miguel migliore, che a sua volta potrebbe definitivamente cementare la nuova condizione di Johnny in vista della tempesta che si sta formando all'orizzonte, così come la sua visita in Messico potrebbe invece far parte di quelle nubi.