Community arriva su Netflix: storia e successo della serie TV

In arrivo su Netflix la serie al completo, un piccolo gioiellino non noto a tutti, ma da recuperare tutto d'un fiato per un spontaneo divertimento!

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Sono poche le serie tv capaci di rimanere davvero nella storia. I grandi drama e le indimenticabili sit-com sono entrate nel cuore degli spettatori grazie a una serie di fattori creativi e culturali da non sottovalutare. Altre invece sono passate un po' in sordina, conquistando certamente un vasto pubblico, ma senza divenire iconiche, pur avendo tutte le carte in tavola per brillare.
Community ne è un esempio perfetto. Amata dai suoi fan, ma non universalmente nota, è una comedy che non ha nulla da invidiare ai titoli più famosi né per qualità della sceneggiatura e delle interpretazioni, né per la componente comica. Netflix ha però deciso di accogliere tutte le sei stagioni nel proprio catalogo, dando a Community la visibilità che merita. Dal 1 aprile 2020 i fan potranno riguardare tutti gli episodi sulla piattaforma, mentre i neofiti potranno gustare questo piccolo capolavoro di Dan Harmon in un'appassionante maratona! C'è bisogno di qualche motivo in più per gettarsi a capofitto su questa serie? Ecco la sua storia e le ragioni del suo successo!

Sei stagioni, una serie di episodi web e un (quasi) film

Le storie migliori, anche quelle apparentemente più assurde, hanno un piccolo fondamento di verità. Dan Harmon ha trovato l'ispirazione per la creazione di Community dalla propria esperienza personale, da un particolare episodio avvenuto ai tempi dell'università. Iscrittosi alla Glendale Community College, Harmon ha preso parte a un gruppo di studio composto da individui molto diversi da lui. La differenza di carattere tra i membri non ha però impedito lo svilupparsi di una buona amicizia, nonostante la riluttanza dello stesso Harmon. Questo episodio è stato la linfa vitale di Community, scritta proprio in ricordo di quegli anni e trasmessa dalla NBC dal 2009. I lati più spinosi del suo carattere hanno portato alla creazione del protagonista, Jeff Winger, egocentrico e vanitoso avvocato dal titolo fasullo che per tornare ad esercitare deve riottenere la laurea. Per fare la corte a una studentessa Jeff la invita a studiare spagnolo con lui, ma l'incontro si trasforma in un improbabile gruppo di studio, al quale prendono parte altre cinque persone, che darà vita a una bizzarra amicizia.

Ciò che emerge dalla visione dei primi episodi di Community è che non si tratta di una comedy come tante altre, ma di un progetto originale per scrittura, sistema dei personaggi e inventiva. Dan Harmon riesce a trasformare un incontro fortuito in una vicenda in continua evoluzione, dagli episodi mai uguali a se stessi e dalla componente morale per nulla scontata. Ogni personaggio nasce da un lavoro di scrittura incredibilmente solido, in costante equilibrio tra comicità e intensità emotiva.

Il progetto di Harmon continua indisturbato fino al 2012, quando la NBC decide di licenziarlo e di affidare la gestione di Community ai produttore David Guarascio e Moses Port.
Harmon torna poi per condurre la quinta stagione, prima della cancellazione della serie da parte dell'emittente. La serie ottiene una degna conclusione solo nel 2015, quando Yahoo! Screen decide di salvarla per una sesta e ultima stagione, che pone fine alle vicende di Jeff e dei suoi compagni al Greendale Community College.

Una serie di episodi web caricati sul sito internet dell'università di Greendale (uno spazio fittizio) regalano ai fan qualche chicca sui progetti cinematografici e documentaristici del personaggio di Abed, grande appassionato di regia, mentre il film, più volte anticipato dalla frase "Six seasons and a movie" non è mai stato realizzato. Con la sua narrazione mai banale, il solido sistema dei personaggi e l'originalità degli episodi speciali, Community si è conquistata l'affetto dei suoi fan e opinioni positive da parte della critica, che gli hanno permesso di ottenere diverse candidature e un premio Emmy per la qualità di un episodio speciale animato.

Uno spassoso ecosistema con personaggi indimenticabili

Community non deve la propria validità solo a episodi e risvolti divertenti, ma anche e soprattutto a un sistema di personaggi estremamente solido, forse il vero punto di forza dell'intera serie.
Fin da subito Dan Harmon ha dato un'importanza enorme alla scelta del cast, ricaduta in parte su attori con le quali il produttore aveva già avuto esperienze professionali. La qualità delle interpretazioni e la capacità di improvvisazione di alcuni membri del cast ha fatto sì che le interazioni tra i personaggi fossero particolarmente spontanee. Ogni elemento del gruppo - comprese le figure che vi gravitano attorno - è pensato con cura e capace di stabilire con forza la propria individualità, che si mantiene per tutte le sei stagioni senza impedire però una buona crescita psicologica.

La diversità è una delle basi portanti di questo sistema: pur avendo a che fare con un numero piuttosto alto di personaggi, tra principali e secondari, Harmon riesce a gestire con cura ogni loro aspetto, dando vita a figure indipendenti e dai tratti caratteriali molto marcati.

Abbiamo così l'arrogante e cinico Jeff Winger (Joel McHale), che attraverso le sei stagioni impara a rapportarsi ai compagni con una maggiore apertura mentale, svelando spesso un animo buono e tante insicurezze; Britta Perry (Gillian Jacobs), femminista e attivista sempre impegnata in una causa, ma anche sbadata e non sempre capace di portare a termine i propri obiettivi; Annie Edison (Alison Brie), brillante studentessa, estremamente precisa e metodica, ma anche romantica e sognatrice; Abed Nadir (Danny Pudy), appassionato di cinema e serie tv e probabilmente affetto dalla sindrome di Asperger.

La sua condizione lo fa apparire come una figura difficile da interpretare, ma capace in realtà di rappresentare il vero fulcro emotivo del gruppo, al quale si affeziona moltissimo; Troy Barnes (Donald Glover), in apparenza il classico sportivo egocentrico, ma in realtà dotato di grande sensibilità e di un animo fanciullesco che gli permette di legare fin da subito con Abed.

E ancora Shirley Jackson (Yvette Nicole Brown), donna molto religiosa e spesso mentalmente chiusa, ma anche appassionata pettegola e buona amica; infine Pierce Hawthorne (Chevy Chase), il più anziano del gruppo, privo di tatto e capace di battute di dubbio gusto, ma anche fonte di alcune interessanti perle di saggezza che lo mostrano come un personaggio più maturo di quanto non sembri. Tratti positivi e tratti negativi si bilanciano con in questi personaggi, ai quali si affiancano ottime figure secondarie.

Uno show divertente, disseminato di tributi, citazioni ed episodi speciali.

Community può essere considerata una comedy memorabile non solo per i suoi personaggi così sfaccettati e divertenti, ma anche per una sceneggiatura estremamente varia, che dimostra la fervida immaginazione di Harmon.
A un livello narrativo principale, che segue una trama in evoluzione (l'avvicinamento tra i membri del gruppo, lo sviluppo delle loro interazioni e il percorso dei protagonisti verso l'ottenimento della laurea) si sovrappone anche un sistema episodico, composto da singole avventure che conferiscono alla serie un grande dinamismo. A dimostrarlo è il tipo di comicità alla base di questo prodotto, un divertimento che viene ricercato non nell'alleggerimento di tematiche importanti (o almeno, non solo), bensì nell'idealizzazione di situazioni banali, tipiche del nostro quotidiano.Community esalta la semplicità, facendo anche dei più irrilevanti eventi della vita qualcosa di epico: la costruzione di un fortino di coperte e cuscini si trasforma in una vera e propria guerra, l'uscita di una nuova app dà vita a un sistema elitario tra studenti e così via.

Non per questo la narrazione di Community si basa sul nulla. Il percorso di ogni personaggio è caratterizzato da risvolti importanti e da una notevole crescita, che viene raccontata degnamente, sebbene alcune figure verso il finale della serie non sempre rispettino in tutto e per tutto questa evoluzione.

All'esaltazione della semplicità si aggiunge anche la fitta rete di rimandi e tributi ad altre opere televisive e cinematografiche, condotte dall'appassionato Abed. Sono moltissimi i rimandi a prodotti di successo come Breakfast Club, Pulp Fiction, Glee, Doctor Who, Cougar Town, Law & Order, I Muppet e molti altri, che lo spettatore può divertirsi a scovare.

Particolarmente validi, divertenti e ben realizzati sono gli episodi speciali, delle vere e proprie chicche nelle quali i personaggi sembrano immergersi in situazioni paradossali, come le sfrenate partite a Paintball, gli episodi in 8-bit o animati, quello narrato attraverso pupazzi o le puntate musical.

Community è insomma un'esperienza immersiva, divertente e coinvolgente, che non sempre riesce a tenere alta l'attenzione dello spettatore verso gli ultimi episodi, ma che porta avanti un'evoluzione generalmente coerente e importante di situazioni e personaggi. La loro crescita fornisce molti spunti per riflessioni morali di un certo rilievo, tra i quali - pur senza buonismo o stravolgimenti psicologici delle figure in gioco - spiccano valori come l'amicizia, l'accettazione del "diverso" e la comprensione del prossimo.

In occasione della pubblicazione integrale su Netflix il recupero di questa serie è particolarmente consigliato, per via delle sue geniali battute, del suo valido humour, di personaggi che conquistano e di situazioni davvero spassose, frutto di un'ottima scrittura!