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Cowboy Bebop: la cancellazione della serie dovrebbe far riflettere Netflix

Riflessioni di un fan deluso dopo la cancellazione del live-action di Cowboy Bebop, un altro passo falso tra i progetti a lungo termine di Netflix.

Cowboy Bebop: la cancellazione della serie dovrebbe far riflettere Netflix
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La cancellazione di Cowboy Bebop, pur essendosi rivelata un vero e proprio fulmine a ciel sereno, è un fenomeno che non mi stupisce. Partiamo da un presupposto: a dispetto dei tanti problemi che la serie live-action sviluppata da Tomorrow Studios per Netflix ha evidenziato sin dai primi minuti del pilota, la notizia non mi ha reso affatto felice. E non perché, come ho raccontato nella recensione di Cowboy Bebop live action, nel prodotto intravedevo comunque degli spunti interessanti al netto dei suoi numerosi problemi, ma perché oggettivamente la cancellazione di un'opera significa la perdita di lavoro per svariate persone, oltre che un'occasione artistica bellamente sprecata. Ma il problema di tutto si riduce, a mio parere, ad una sola colpa: quella di Netflix, e la vicenda di Cowboy Bebop non è che soltanto l'ultimo di una serie di esempi che la piattaforma streaming inizia a far diventare un fastidioso vizio.

Cosa è successo a Cowboy Bebop

Ma procediamo con ordine: poche ore fa è arrivata l'ufficialità, Cowboy Bebop è stato cancellato da Netflix. Ma perché? Stando ai primi report ufficiali, pare che il numero di visualizzazioni del titolo non abbia soddisfatto l'azienda tenendo conto del budget investito nella produzione. Considerando che Netflix è notoriamente "furba" quando si tratta di views, contando nel computo definitivo anche sessioni di visione di pochi minuti, viene da pensare che questa serie l'abbiano vista in pochissimi. Con un po' di dati alla mano, pare che lo show abbia totalizzato circa 74 milioni di ore di visualizzazione in tutto il mondo, numeri incoraggianti in partenza ma che sono crollati quasi del 60% nelle settimane immediatamente successive a quella di lancio (avvenuto, lo ricordiamo, il 19 novembre 2021).

Mi sembra evidente che nella cancellazione di Cowboy Bebop sono intercorsi svariati fattori. Sicuramente il peso principale l'hanno avuto i risultati poco incoraggianti in termini di visualizzazioni a fronte degli investimenti generosi che Netflix ha effettuato sulla produzione, come già detto. Il pubblico di Cowboy Bebop si è distinto in circa quattro categorie separate: chi l'ha vista e non l'ha apprezzata, chi l'ha vista e l'ha adorata, chi non l'ha vista lasciandosi influenzare dalle critiche negative e chi non l'ha vista per partito preso. Insomma, è indubbio quanto l'accoglienza molto fredda da parte della critica, al netto del gradimento di una piccola porzione di pubblico, sia stato il vettore iniziale di un passaparola dilagante in cui il pregiudizio dei fan ha impedito a molti di dare una chance alla serie TV.

Un ammonimento a Netflix

Vedere un progetto fallire in questo modo, lo ribadisco, a me non fa piacere, nonostante non sia riuscito ad apprezzare in toto il live-action di Tomorrow Studios. Spero però che questo episodio serva da lezione a Netflix, perché ci troviamo di fronte all'ennesimo caso di "stagione pilota" (l'esempio più emblematico e recente è lo sfortunato Jupiter's Legacy, che tanto male non era, come vi spiega la nostra recensione di Jupiter's Legacy). Il colosso streaming non ha mai fatto mistero, infatti, di puntare su intere season "di rodaggio", piuttosto che sulla classica prassi del "pilote episode", per stabilire l'efficacia di un prodotto. E da questa riflessione emerge chiaramente un dato importante: dietro lavori del genere non ci sono progetti a lungo termine di alcun tipo, né l'ambizione di voler percorrere un sentiero specifico.

So già cosa state pensando. Certo, non prendiamoci in giro: è ovvio che il guadagno è sempre al primo posto per un'azienda, e probabilmente nemmeno colossi come Game of Thrones o il recente Dune avrebbero avuto un futuro se i risultati economici non fossero stati incoraggianti. Ma, torno a ripeterlo, dispiace infinitamente che ad un'opera così manchi una visione d'insieme. Il problema di Cowboy Bebop è stato il voler strafare: c'era davvero bisogno di modificare il finale classico, stravolgendo e ridicolizzando la caratterizzazione originaria di alcuni personaggi e lasciando l'epilogo volutamente aperto per proseguire la storia di Spike Spiegel?

Certo, in un ipotetico Cowboy Bebop 2 avremmo potuto aspettarci lo sviluppo di Ed in versione live-action, come pure il riciclaggio di comprimari e racconti che la prima season non ha potuto attingere dall'opera animata di Sin'ichiro Watanabe.

Eppure rimango convinto che, pur nella sua imperfezione, Cowboy Bebop doveva rimanere una miniserie, un primo tentativo (in parte fallimentare) che avrebbe permesso a Tomorrow Studios di fare tesoro di alcuni errori da non ripetere in futuro. A questo punto, infatti, scommetto che negli studi della compagnia, e negli uffici di Netflix, non tiri una bella aria. E oserei dire che persino sul set di ONE PIECE gli animi non devono essere dei più sereni, in queste ore. Ecco, Netflix e Tomorrow Studios devono assolutamente correre ai ripari in vista di un altro grande rischio che porta il nome del manga di Eiichiro Oda. Il pregiudizio di un pubblico così settorializzato, e soprattutto così stufo e saturo di adattamenti live-action mediocri o insufficienti, pesa non poco, e in fondo non c'è da stupirsi se molti spettatori siano partiti già ampiamente prevenuti.

Perché, purtroppo, col cuore e con i sentimenti non si scherza mai.

Farewell, Space Cowboy...