Da Alien a Stranger Things: la redenzione finale di Paul Reiser

Da Alien - Scontro Finale alla seconda stagione di Stranger Things: finalmente Paul Reiser ha compiuto il suo percorso di redenzione.

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In oltre 35 anni di carriera il gregario d'oro Paul Reiser ne ha viste davvero di ogni: dai piedipiatti sotto il sole cocente della California sino alla batteria brutale e sanguinaria di Damien Chazelle in Whiplash. In tutto questo tempo lui c'era, sempre, magari nell'ombra, in secondo piano, intento a tramare i suoi diabolici piani alle spalle del prossimo, esattamente come accade in Alien - Scontro Finale del 1986. In quel film il nostro affezionatissimo interpreta Carter J. Burke, un uomo di facciata al soldo della Weyland-Yutani che mostra a Ellen Ripley una faccia della medaglia patinata, neutrale, mentre dietro le quinte tradisce i coloni e ostacola l'eliminazione della specie aliena per sviluppare armi biologiche all'avanguardia, che avrebbero messo in ginocchio l'intero pianeta Terra (e forse non solo) al ritorno a casa. Un personaggio viscido, doppiogiochista, che quasi spinge lo spettatore a tifare per gli spietati Xenomorfi del film.

Viaggio a Hawkins

Oggi, a 31 anni di distanza dall'opera fantascientifica di James Cameron, Paul Reiser è tornato in qualche modo a vestire i panni dello scienziato governativo nella seconda stagione di Stranger Things. Nella serie targata Netflix, creata dagli ormai leggendari Duffer Brothers, il nostro uomo è Sam Owens, un executive del Dipartimento energetico e rimpiazzo diretto di Martin Brenner (il "papà" di Undici) all'Hawkins Laboratory. Un ruolo che anche questa volta sembrava mettere Reiser nei panni scomodi dello scienziato un po' folle, assetato solo di successo e potere a discapito di tutto e tutti, privo di qualsiasi morale. A dire il vero l'attore newyorkese approfitta di Owens per chiudere un ideale cerchio, aperto per l'appunto oltre trent'anni fa, se non avete completato la seconda stagione di Stranger Things però è meglio non continuare a leggere per non incappare in noiosi spoiler.

La chiusura del cerchio

Al contrario di Carter J. Burke, che inizia Alien - Scontro Finale apparendo come un benefattore al servizio dell'umanità per poi rivelarsi una carogna senza appello, in Stranger Things Reiser compie un percorso inverso. Inizialmente Owens ha la determinazione a insabbiare tutto ciò che si sta verificando a Hawkins, a preservare la salute del piccolo Will Byers solo per raccogliere ulteriori dati utili alla sua complicata ricerca, ben lontana da una soluzione.

Seguendo il climax che ci guida verso gli ultimi due episodi della stagione, il personaggio però matura, si arrende all'evidenza, e mostra il suo lato positivo, compie in effetti la sua redenzione - come del resto fa l'attore Paul Reiser. Da scienziato cospiratore diventa angelo custode a distanza per lo sfortunato Bob, Sean Austin, guidandolo con la voce verso un viaggio infernale alla ricerca del generatore di corrente (qualcuno ha detto Jurassic Park?). Questo prima di sacrificarsi per il bene del gruppo, di Hopper & Co., le uniche persone in grado di ristabilire l'ordine a Hawkins e chiudere la "grande porta" dell'upside down. C'è voluto qualche chilo in più e i capelli bianchi, ma Paul Reiser ha compiuto - finalmente - il suo riscatto.