Da Thirteen a Westworld: la carriera di Evan Rachel Wood

Mentre la seconda stagione della serie HBO è in pieno corso, concentriamoci su una delle sue attrici principali, talentuosa e poliedrica

speciale Da Thirteen a Westworld: la carriera di Evan Rachel Wood
Articolo a cura di

Abbiamo imparato ad apprezzarla, ad ammirarla e infine a temerla. Eppure l'agguerrita Dolores interpretata da Evan Rachel Wood in Westworld , nella sua drammatica trasformazione da innocente fanciulla del West a leader di una sanguinosa rivolta di robot ribelli non è certo il primo ruolo complesso e controverso per l'attrice statunitense, trent'anni e una carriera ventennale alle spalle segnata da una spiccata predilezione per i personaggi anomali e tormentati. Mentre Westworld viene messa a ferro e fuoco dalla furia delle sue "attrazioni", in una seconda stagione che promette scintille e vede proprio la Wood tra i suoi principali protagonisti, ripercorriamo allora la carriera atipica ed eclettica di un'interprete versatile, talentuosa e insofferente a ogni stereotipo.

Da enfant prodige a bad girl

Ha solo sette anni, ma già qualche esperienza teatrale alle spalle (è figlia degli attori Ira David Wood e Sara Lynn Moore), la piccola Evan quando si presenta ai provini di Intervista col vampiro per la parte di Claudia, ruolo che verrà poi assegnato alla più "matura" collega Kirsten Dunst. Non può ancora sapere che sarà solo il primo passo di una carriera destinata a decollare nel giro di qualche anno, portandola, dopo una manciata di spot e un paio di serie televisive, fino al grande schermo, dapprima in piccoli ruoli (Amori e incantesimi, S1mone), poi come protagonista nell'acclamato e discusso film indipendente Thirteen, di Catherine Hardwicke. Nei panni di un'adolescente allo sbando, tra droga, sesso e autolesionismo, Evan Rachel Wood resuscita, così, un intero immaginario fatto di giovani ribelli e ragazzi incompresi, cucendosi addosso la fama di un'interprete dal talento sorprendente e da un fascino oscuro e maledetto destinato ad accompagnarla lungo tutto il corso di una carriera costantemente in bilico tra film indipendenti e grandi produzioni.

Oltre lo scandalo

Sarà proprio il controverso personaggio di Tracy ad aprire definitivamente all'attrice le porte di Hollywood, prima con un'altra serie di ruoli secondari (uno su tutti, quello della figlia di Cate Blanchett in The Missing, di Ron Howard) e progetti collaterali (il videoclip di "Heart-Shaped Glasses", a fianco del fidanzato di allora Marilyn Manson, in cui la Wood gioca con la sua "scandalosa" immagine di Lolita), poi finalmente da comprimaria in successi del periodo come il musical Across The Universe di Julie Taymor con Jim Sturgess e Alla scoperta di Charlie, a fianco di Michael Douglas. Ruoli, quelli della figlia problematica e della ragazza tormentata, che paiono calzare a pennello addosso alla giovane attrice e che non la abbandoneranno per tutto il corso del decennio, inaugurando un insieme di collaborazioni importanti ed eclettiche che la porteranno a spaziare dalle paternità complesse di Darren Aronofsky e del suo The Wrestler con Mickey Rourke, fino alla comicità brillante di Woody Allen di Basta che funzioni.


Una vita violenta

Abbandonati definitivamente i panni dell'adolescente problematica, gli anni Dieci segnano per la Wood il ritorno al vecchio amore per il piccolo schermo con le serie True Blood e Mildred Pierce, assieme a parti più o meno importanti in film di discreto successo, come i politici The Conspirator di Robert Redford e Le idi di marzo di George Clooney. Bisognerà però aspettare il 2016 perché il talento versatile della Wood possa di nuovo trovare piena libertà, mettendosi al servizio di un progetto in grado di sfruttarne appieno le doti artistiche. Nei panni dell'ignara Dolores e della sua lenta e sanguinosa presa di coscienza in quel di Westworld c'è infatti tutta la carica violenta e brutale di un'attrice multiforme e camaleontica, tutta la genuinità feroce e rabbiosa di un'interprete forse giunta, finalmente, al banco di prova definitivo per dimostrare a tutti il suo indubbio talento.