Dawson's Creek: perchè questo serial ha avuto tanto successo ?

Le avventure di Dawson, Joey e Pacey a Capeside. Ecco i motivi per cui la serie Dawson's Creek ha ottenuto così tanto successo in tv

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Sino agli anni '90, gli adolescenti, che da sempre sono una delle fette di riferimento più grosse per chi si occupa di televisione, erano mal rappresentati nell'enorme varietà di sit-come e soap che gli anni '70 ed '80 avevano prodotto. Se serie classiche e d'indiscutibile successo come Happy Days o Genitori in blujeans, avevano come protagonisti ragazzi fra i 15 ed i 21 anni, è altrettanto vero che i problemi e gli stravolgimenti tipici di quella particolare età, erano piuttosto marginali o trattati in maniera superficiale, un po' per la mentalità ancora chiusa degli sceneggiatori, un po' per i tratti di commedia che le sit-com dovevano mantenere.
Ci volle il coraggio e la genialità di un grandissimo della televisione mondiale come Aroon Spelling perché si attuasse una trasformazione radicale, mandando in onda un serial che che mostrava al mondo come i ragazzi vivevano, cosa desideravano e che problemi avevano all'inizio del nuovo decennio. Fu così che nel 1990 nacque Beverly Hills 90210, aprendo una nuova strada (lastricata d'oro) per gli sceneggiatori americani.
Da allora il genere del teen drama si è evoluto, differenziato, ha prodotto a sua volta alcuni sotto-filoni ed è stato anche criticato aspramente, pur riscuotendo sempre un discreto successo di pubblico. Fra le varie serie mandate in onda in Italia, ottimi risultati ha ottenuto Dawson's Creek, serie conclusasi nel 2003 ma che viene periodicamente riproposta sugli schermi televisivi, in genere durante la stagione estiva, a fare da tappa buchi in attesa dei lanci autunnali, ma che riesce sempre e comunque a difendersi a livello di ascolti.

Benvenuti a Capeside

Se il serial di Spelling del 1990 rappresentava un gruppo di aitanti ragazzi dell'alta borghesia, abituati agli abiti lussuosi e alle ville della California, Dawson's creek ha come protagonisti ragazzi più semplici, della periferia marginale statunitense, dell'immaginaria cittadina di Capeside appunto, capaci di rispecchiare una fetta maggiore di pubblico, talvolta stufo dei problemi un po' troppo lontani dalla realtà quotidiana delle ultime stagioni di Beverly Hills.
Insieme ai protagonisti cambieranno anche i temi affrontati, andando a ricercare uno stile più intimistico e talvolta sin troppo ingenuo e romantico, in cui i problemi maggiori riguardano i sentimenti, gli amori, i primi baci e le prime volte in generale. L'idealismo e il carattere sognante che si è voluti dare al protagonista principale, Dawson Leery (James Van Der Beek), impregnano tutta la serie, pur non mancando colpi di scena ed eventi tragici che mineranno le certezze del ragazzo e la sua visione della realtà. Accanto a lui troviamo la bella Josephine "Joey" Potter (Kate Holmes). Innamorata di Dawson da sempre, ma incapace di esprimere il suo amore, Joey è la classica ragazza della porta accanto - per quanto estremamente bella se pur non appariscente - che vive una difficile situazione familiare da quando la madre è morta di cancro ed il padre è stato arrestato per spaccio di stupefacenti. Il suo personaggio subirà molteplici evoluzioni nel corso delle sei stagioni, passando dall'essere una insicura ragazzina moralista, ad una donna consapevole della propria sessualità.
Il sesso d'altra parte è uno degli argomenti chiave di tutto il telefilm, ed è visto come punto d'arrivo di una maturazione fisica e psicologica nelle prime serie, e come espressione massima d'amore in un rapporto duraturo in quelle a venire.
Le donne saranno spesso al centro dei pensieri anche del terzo protagonista della serie, Pacey Witter (Joshua Jackson), che ricoprirà lo spiacevole compito di essere il terzo incomodo in quella che sembrava essere la classica relazione perfetta fra Joey e Dawson. Il personaggio di Pacey risulta essere il più completo e ricco di sfaccettature, finendo per spaccare il pubblico in due filoni: coloro che volevano veder coronare il sogno d'amore fra la piccola Joey e il sognatore Dawson, e quelli che invece avrebbero preferito veder trionfare almeno una volta lo sfortunato e spesso sottovalutato Pacey.

I generi del teen dramaDopo il successo di Dawson's creek iniziarono a nascere delle declinazioni particolari che mescolano l'elemento "teen" a diversi altri generi: il fantasy (Buffy), il fantascientifico (Roswell), il fumettistico (Smallville), il giallo (Veronica Mars), il dramma familiare (Everwood e Una mamma per amica) ed il musicale (Hannah Montana).

Non solo Dawson, Joey e Pacey

Pur ribadendo il fatto che il perno di tutta la serie gira attorno al triangolo amoroso fra i tre protagonisti sopra descritti, alcuni personaggi hanno comunque fatto breccia nel cuore degli spettatori.
Uno di questi è senza dubbio la controversa Jennifer "Jen" Lindley (Michelle Williams), che fa il suo arrivo a Capside nella prima stagione, dopo aver passato una infanzia burrascosa a New York, e conquista il cuore di Dawson proprio quando Joey sembrava essersi decisa a sciogliersi un po'. Di particolare interesse è il rapporto conflittuale che Jen instaura con sua nonna, fervida credente, e che fa sì che in alcune puntate si trattino argomenti spinosi come il contrasto talvolta aspro che sussiste fra fede e vita quotidiana. Il creatore di Dawson's creek, Kevin Williamson, si è divertito a giocare con in contrasti caratteriali e con le sensazioni che le prime apparenze suscitano. Così, se Pacey Witter da classico fallito si trasformerà in un uomo capace di governare la sua vita, dietro l'aspetto provocatorio e disinibito di Jen, si cela una ragazza dolce e dai sogni non ancora infranti.
Miglior amico di Jen, diventerà presto Jack McPhee (Kerr Smith). Così come lei, anche Jack dovrà lottare ogni giorno contro i pregiudizi tipici della provincia: se Jen viene additata di malcostume da più parti, Jack deve saper difendere la propria omosessualità dagli attacchi violenti dei suoi compagni o del suo stesso padre. Il problema della omosessualità, fortemente voluto da Kevin Williamson, non è nuovo nei teen drama (è anzi uno degli argomenti maggiormente trattati). Ciò nonostante il personaggio di Jack non si evolverà come quelli dei suoi compagni, finendo così per sparire un po' nell'ombra.
Medesimo destino toccherà alla sorella di Jack, Andrea "Andie" McPhee (Meredith Monroe), che sarà il primo grande amore di Pacey. Andie ha gravi problemi psicologici dovuti al senso di colpa che la ragazza prova per essere sopravvissuta ad un incidente stradale in cui ha perso la vita il secondo fratello, Tim. Proprio questa sua fragilità ha reso Andie uno dei personaggi maggiormente amati dal pubblico, specialmente quello femminile, e non sono state poche le proteste per il suo eclissamento dopo la fine della storia con Pacey. Questo repentino cambio di registro sembra essere dovuto ad un avvicendamento fra gli sceneggiatori. Alla fine della terza stagione, infatti, Kevin Williamson abbandonerà la serie, per farvi ritorno solo sul finale, lasciando il posto alla produttrice esecutiva Gina Fattore che tramuterà la natura stessa di Andie, facendola apparire come un personaggio estremamente negativo e limitandosi poi a farla sparire in maniera sbrigativa e discutibile, con la scusa di un lungo soggiorno in Italia.

Pregi e difetti di un teen drama

Dawson's creek dal punto di vista tecnico non aggiunge nulla di nuovo al palcoscenico televisivo. Le riprese sono piuttosto suggestive e le scenografie molto - sin troppo - "americane", con le classiche villette in stile coloniale ed i bei tramonti sui pacifici laghi del North Carolina. Immancabili anche i lunghi e abusati primi piani d'espressione, così come i cliffhanger che costellano la produzione, mentre la trama, come visto, non offre grosse variazioni dai temi già ampiamente sperimentati, così che il districarsi delle vicende scorre lineare e semplice da seguire, con il classico alternarsi di puntate ricche di patos ad altre più leggere e divertenti.
Anche la recitazione dei giovani attori non lascia mai impressionati (con l'unica eccezione di un convincente Joshua Jackson), tant'è che di James Van Der Beek si hanno notizie sporadiche e della bella Kate Holmes, che pure ha nel suo curriculum alcune pellicole interessanti - fra cui il lodatissimo Batman begins - si sente parlare ormai più per notizie di gossip che altro.
Michelle Williams, che nelle diverse stagioni appare sempre piuttosto mono-espressiva, sembra invece essere maturata molto dopo la fine del telefilm e ha preso parte a molti film, vincendo alcuni premi importanti e ricevendo anche la candidatura ai Golden Globe come miglior attrice non protagonista per "I segreti di Brokeback Mountain".
Alcuni aspetti innovativi però sono presenti e degni di nota.
In primo luogo l'ottima scelta della colonna sonora. Se in Beverly Hills le musiche hanno cominciato a ricoprire un ruolo importante solo nelle ultime stagioni, in Dawson's creek si è voluto da subito puntare su brani emotivamente coinvolgenti, per sottolineare le scene più importanti e creare le giuste atmosfere per ogni situazione. Il buon gusto dimostrato nelle diverse tracce e l'ottimo effetto ottenuto, stupisce ancor di più se si calcola che, per la maggior parte, si è optato per artisti emergenti e non per gradi big della musica.
Un altro punto che merita di essere sottolineato riguarda il come si è affrontata la trama vera e propria. Come già detto, i temi trattati, dal triangolo d'amore all'omosessualità, dalla morte all'emarginazione sociale, non sono nuovi né al cinema, né alla letteratura, ma rimane il fatto che in Dawson's creek sono trattati con sufficiente originalità e raramente ci si troverà davanti a quel senso di "già visto" che talvolta può capitare di provare guardando serial per teen agers.
Molte volte, guardando un telefilm come Dawson's creek, capiterà di chiedersi il perché piaccia. Ovviamente la risposta non è semplice.
Se i nuovi teen drama come One Tree Hill o The O.C. stanno piano piano prendendo le distanze da Dawson's creek e dal suo filone strettamente sentimentale, andando a trattare argomenti forse più vicini alle nuovissime generazioni (dalla droga alla violenza), alla serie di Kevin Williamson va riconosciuto il merito di aver saputo leggere alla perfezione le esigenze di un pubblico adolescenziale, quello del 1998, che amava ancora perdersi nelle fantasie e nei sogni e che apprezzava quel tocco naif da "favola" che adesso sembra non essere più gradito. L'impronta sognante e romantica data alla serie, però, non deve trarre in inganno: gli sceneggiatori hanno creato alcuni colpi di scena piuttosto curdi, quasi a voler ricordare che non sempre la vita è come la si desidererebbe, sino ad arrivare al finale della serie, estremamente amaro, in cui, fra le altre cose, Joey sceglierà fra Dawson, quello che le definisce il suo vero amore, e Pacey, la sua anima affine.
Sogni nel cassettoOgni personaggio della serie ha un sogno che si porta dietro sin dall'infanzia:
Dawson vuole diventare un regista e conoscere così il suo mito, Steven Spielberg; Joey desidera farsi ammettere in uno dei college più prestigiosi, il Worthington di Boston, e fare un viaggio a Parigi; Pacey infine nutre il sogno di possedere una barca tutta sua e di poter viaggiare per il mondo, dimostrando a tutti, soprattutto al padre, di non essere un fallito.
Tutti loro riusciranno a soddisfare una parte delle loro ambizioni.

Dawson's creek Chi si appresta a guardare Dawson's creek per la prima volta, non si aspetti un capolavoro, né una serie capace di tenere incollati allo schermo. Non sarà la curiosità a farvi affezionare alle storie di questi amici, ma un lento e piacevole senso di immedesimazione. Vi riconoscerete nell'insicuro Dawson o nel caparbio Pacey? Nella forte Joey o nella complicata Jennifer? Più probabilmente ognuno di loro vi ricorderà qualcosa di voi o di qualcuno che conoscete e vi farà affiorare alla memoria quelle strane ed uniche sensazioni provate da adolescenti, quando la vita sembrava così complicata senza, diciamocelo, esserlo davvero.