DuckTales: perché non dovete perdere la serie dei Paperi su Disney+

Con l'arrivo di Disney+ in Italia torna anche Ducktales, la celebre serie animata che negli anni '80 sconvolse e cambiò il mercato televisivo.

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DuckTales può incarnare perfettamente l'emblema di ciò che è stato il lancio di Disney+ in Italia, croce e delizia di una piattaforma dalla disponibilità e dal potenziale incalcolabile. Le celebri Avventure di paperi, spin-off e reboot compresi, sono tra i migliori prodotti di animazione mai creati dalla casa di Topolino, sempre brillanti, audaci e sorprendenti. Ancor più impressionanti se si considera che nel lontano 1987 non si erano mai visti investimenti così ingenti per un prodotto di animazione televisiva, considerato un campo di minore importanza - ed è un eufemismo. E il merito di Ducktales nell'iniziare a cambiare una simile concezione è tangibile tutt'ora, pur volendo - immeritatamente - mettere tra parentesi il reboot del 2017.

Quindi perché l'abbiamo definita una croce? Semplice: è uno dei casi più evidenti in cui si manifesta la non chiara modalità di distribuzione di Disney+.Solo una manciata di episodi per la serie originale e soltanto la prima stagione del reboot? Il disordine su DuckTales non è proprio la situazione ideale, ma la grandezza delle disavventure di Zio Paperone in compagnia dei nipotini Qui,Quo e Qua va comunque rivissuta in tutta la sua gloria.

L'importanza di DuckTales

Forse per i più giovani sarà uno shock, ma Paperino ad un certo punto decide di arruolarsi in Marina. Il papero più pigro della storia dei fumetti - la sfida con Ciccio non avrà mai un vincitore netto - abbandona la sua amaca per abbracciare uno stile di vita ben più rigido, ancora oggi è una premessa quantomeno bizzarra. I nipotini Qui, Quo e Qua vengono allora affidati allo zio Paperon de' Paperoni, che però inizialmente assume a malincuore un tale compito.

I tre sono troppo iperattivi, troppo spensierati, bisognosi di attenzioni e di cure, in generale di tempo che la sua attività non concede. Solo pian piano e notando la straordinaria intraprendenza del trio, il ricchissimo scozzese indurito dalle ardue imprese nel Klondike inizia ad affezionarsi e addirittura a farli partecipare alle sue spedizioni.

Iniziano così le avventure di paperi, a volte in giro per il mondo a scoprire un misterioso quanto esotico tesoro, altre a difendersi dai numerosi nemici del tirchio zio - dalla banda Bassotti a Cuordipietra Famedoro passando per la strega Amelia - o magari semplicemente a parodiare qualunque cosa, da Shakespeare alla mitologia greca.

E per quanto banale possa sembrare, il segreto del successo di DuckTales sta tutto qui: non c'è nessuna formula magica né un'ambizione smodata, bensì una voglia di creare intrattenimento allo stato puro, di mettere a punto uno spazio in cui lo spettatore potesse sentirsi continuamente sorpreso dalle innumerevoli trovate che lo show proponeva.

Antiche civiltà egizie? Il geniale inventore Archimede che per sbaglio manda tutti nello spazio? Paperone perde la sua fortuna a causa di un bug del computer? Ogni cosa era letteralmente possibile in quei 20 minuti, dando vita ad un vortice di colori e creatività che aveva ben pochi uguali. Rigorosamente accompagnato da una delle sigle più riconoscibili e orecchiabili di sempre, perché la vita a Paperopoli è un gran sballo, non dimenticatelo mai.

Successo e reboot

L'impatto di Ducktales fu per molti versi straordinario, ritenuta al giorno d'oggi una delle migliori serie animate di tutti i tempi. In un periodo in cui questi progetti erano visti come investimenti a perdere realizzati oltretutto con budget esigui, Avventure di paperi fu la scintilla che provò l'arretratezza della visione dominante del mercato.

Il successo incredibile spinse la Disney stessa a puntare ulteriormente su prodotti del genere, convinse la concorrenza - come la Warner - ad imboccare questa strada. Anzi, è un mistero del perché siano passati tanti anni dalla riproposizione di DuckTales, il cui reboot è arrivato solo nel 2017.

Un mistero davvero, poiché la magia delle peripezie di Qui, Quo e Qua non ha perso un colpo. Ed è stata stupefacente la bravura degli sceneggiatori nel comprendere cosa rende DuckTales tanto speciale e cosa, invece, doveva essere modificato e attualizzato.

Si è intervenuto precisamente dove c'era bisogno, ovvero nel differenziare e approfondire le personalità dei tre nipoti di Paperino e della loro inseparabile compagna Gaia. Il resto è Avventure di paperi in tutto il suo splendore, il solito vortice senza limiti di inventiva, cromatismi, risate a non finire e parodie. Soprattutto non hanno cambiato la sigla, quello è il principale indizio di qualità, altrimenti avrebbero scatenato moti di protesta in tutto il mondo.

Forse Disney+ non ha ancora raggiunto il suo massimo potenziale e, speranzosamente, si impegnerà a colmare presto le diverse lacune del catalogo, ma la rivoluzione di DuckTales - o almeno una parte - è già a portata di mano. Non fatevela sfuggire.