Emmy Awards 2022: grandi conferme, poche sorprese

Analizziamo la premiazione delle migliori serie tv dell'anno appena trascorso, che ha lasciato spazio a pochi outsider e incoronato i più quotati.

Emmy Awards 2022: grandi conferme, poche sorprese
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Anche quest'anno della serialità si è concluso con le consuete premiazioni da parte dell'Academy, che nella nottata del 12 settembre ha incoronato i titoli di punta di una stagione televisiva mai prima d'ora così variegata nell'offerta. Sebbene i principali network stiano subendo il contraccolpo economico di produzioni sempre più costose, ogni singola piattaforma ha lanciato almeno un titolo di punta che tenesse alto il vessillo della qualità, affossando in via definitiva le ormai datate emittenti televisive del passato.

Avevamo già discusso pochi giorni fa delle candidature agli Emmy del 2022, soffermandoci anche sui valori tecnici venuti a galla dalla cerimonia "pre-show", ma adesso possiamo guardare alle decisioni prese dagli oltre 15000 giurati per trarre qualche conclusione non solo sull'anno dei serial appena trascorso, ma anche per capire quale linea decisionale ha portato alle lussuose incoronazioni ed alle incredibili (per qualcuno) mancanze.

Una lotta poco serrata

Il rumoroso scalpore provocato dagli zero titoli ottenuti da Better Call Saul ha fatto montare la rabbia degli innumerevoli appassionati dell'universo condiviso di Vince Gilligan e Peter Gould, perché la qualità eccelsa dell'ultima stagione - sottolineata puntualmente anche da noi, come potete leggere dalla recensione di Better Call Saul 6 - avrebbe meritato tutt'altra celebrazione sulla carta.

Chi ci legge aveva però già capito le prospettive in vista della premiazione, perché nell'analizzare i possibili vincitori degli Emmy 2022 avevamo anticipato come la candidatura dello show AMC fosse alquanto spinosa: la seconda parte della stagione, infatti, non è stata presa in considerazione dai giurati perché pubblicata fuori tempo massimo per l'edizione di quest'anno. Chissà se nella prossima arriverà un'incetta di premi, ma è improbabile visto che solitamente queste candidature "monche" non hanno mai avuto grande fortuna. Nessuna sorpresa dunque nel veder salire sul trono HBO e Succession - ampiamente confermati i pronostici della sua vittoria su Scissione - così come nel rinnovato trionfo di Ted Lasso tra le serie comedy, dato che quest'anno non sembravano esserci grossi pretendenti al titolo.

Protagonisti delusi

Sull'onda del successo Apple si accodano come era stato pronosticato Jason Sudeikis e Brett Goldstein rubando la scena sul fronte comedy, mentre in molti sono rimasti sorpresi dall'annuncio di Lee Jung-jae come miglior attore per una serie drammatica, probabilmente dimentichi di quanto fosse potente la capacità espressiva del caratterista coreano, vero e proprio motore emotivo della serie fenomeno dell'anno, Squid Game. Forse più peculiare, anche se comunque meritata, è stata la premiazione di Hwang Dong-hyuk per la sua regia dello show coreano Netflix, che sconfigge in volata un Ben Stiller con una mano già sul trofeo.

Tra gli interpreti maschili trova posto Matthew Macfadyen, il quale supera incredibilmente Christoper Walken e John Turturro e lascia la Apple dei drama a leccarsi le ferite, incapace di competere con il colosso HBO. Zendaya non ha voluto lasciare la corona a nessuna delle colleghe, mantenendo il trono diventato già storico l'anno scorso con una seconda celebrazione del suo talento in Euphoria, mentre la grande delusa della serata è probabilmente l'amica Sydney Sweeney che, nonostante le numerose candidature, rimane a bocca asciutta e vede trionfare davanti a lei Julia Garner e Jennifer Coolidge, quest'ultima all'interno dell'entusiasmante serata che ha visto trionfare in numerose sezioni The White Lotus come miglior serie antologica.

Un solo grande vincitore

Il film tv prodotto da HBO ha inanellato una serie sorprendente di nominations, e si è portata a casa le statuette per la miglior sceneggiatura e per la miglior regia - entrambe assegnate al suo creatore Mike White - oltre al premio per la già citata Jennifer Coolidge e per il suo collega Murray Bartlett, mentre Michael Keaton ed Amanda Seyfreid si prendono la corona per i protagonisti della sezione.

Piccolo ribaltone tra le donne delle serie comedy, perché sia Kaley Cuoco che la favoritissima Elle Fanning sono state superate da Jean Smart, personaggio chiave della serie HBO Max Hacks. L'unico underdog della serata era Abbott Elementary, arrivato alla serata losangelina grazie al clamore delle recensioni d'oltreoceano, che ha sbaragliato Ted Lasso ed è stato premiato per l'interpretazione di Sheryl Lee Ralph - come miglior attrice non protagonista - e per la sceneggiatura di Quinta Brunson, mentre la scrittura di Jesse Armstrong ha decretato il trionfo finale di Succession e di HBO sul resto delle produzioni in gara.