Essere Donald Glover: ritratto di un artista poliedrico

Attore, cantante, regista, scrittore. Donald Glover può essere facilmente considerato uno degli artisti più poliedrici e talentuosi del panorama mondiale.

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Quando crei, scrivi, dirigi, interpreti e musichi un prodotto audiovisivo, che sia un film o una serie televisiva, le cose sono due: ne uscirà un disastro, come succede il più delle volte, o sei veramente bravo. Se Atlanta, attualmente in onda negli USA con la sua seconda stagione, è tra i migliori prodotti seriali in circolazione, non è poi tanto difficile inserire il suo creatore nella seconda categoria, quella dei veramente bravi. Parlare di Donald Glover in questi termini, però, è addirittura riduttivo, perché ci troviamo di fronte a un artista poliedrico, un creativo a tutto tondo, capace di passare dalla musica al cinema in scioltezza, di volare dalla produzione musicale alla scrittura televisiva con una disinvoltura disarmante, figurando spesso tra le nomination e i vincitori dei vari premi categoria, tra Emmy e Grammy. Un mostro dalle mille facce, un camaleontico "tuttofare", che di volta in volta si può presentare come Earn, Troy, Simba, Childish Gambino, mr. Glover, Lando, o semplicemente come Donald, e tutte le volte lasciarci qualcosa di significativo. Ma andiamo con ordine.

Nato per fare arte

Nato il 25 settembre 1983 nella base militare di Edwards, California, Donald McKinley Glover jr. trascorre la sua infanzia in Georgia, cresciuto secondo la dottrina dei testimoni di Geova dai suoi genitori, Beverly e Donald sr. Fin da piccolo esterna la sua predisposizione alla creazione artistica, incanalata poi nel percorso di studi tutto incentrato sulla frequentazione di scuole d'arte. Nel 2006 si laurea in scrittura creativa alla New York University Tisch School of the Arts, iniziando subito dopo la sua carriera di sceneggiatore per la sit-com 30 Rock, nella quale sarà poi anche impegnato come attore. È l'inizio di una carriera intrigante. Non solo si distingue per una scrittura brillante, fresca e pungente, ma dimostra anche personali doti comiche di tutto rispetto, che lo porteranno prima al film Mystery Team, scritto e prodotto dallo stesso Glover con il suo gruppo comico Derrick Comedy, e alla già citata partecipazione a 30 Rock, per poi arrivare alla piena consacrazione con il fenomeno Community, dove conquista il pubblico nei panni di Troy Barnes.

Voglio fare il musicista

Essere attore, sceneggiatore e produttore a Donald non basta. È un'altra la passione che cova da sempre e che vuole tramutare in un qualcosa di concreto: la musica. Con il nome di mcDJ incide diversi mixtape, che lo fanno conoscere negli ambienti underground, finché non prende vita Childish Gambino, il suo alter-ego della scena rap. La genesi del nome nella sua assurdità potrebbe benissimo essere una delle sceneggiature scritte da lui: negli anni dell'università, mentre naviga su Internet con alcuni compagni trova il Wu-Tang Clan's name generator, un generatore casuale di nomi che ricalcassero nello stile quelli del notissimo gruppo rap newyorkese. Inserito il suo nome quello che ne esce è Childish Gambino appunto, che così diventa il suo stage-name. Dopo due ep iniziali, e con all'attivo tre album, possiamo oggi tranquillamente definire Donald, pardon, Childish, uno dei principali interpreti hip hop e R&B. Apprezzato da pubblico e critica per la qualità e l'originalità dei suoi testi oltre che per la sperimentazione musicale, ha visto culminare i suoi sforzi con la vittoria di un Grammy alla sessantesima edizione degli Oscar della musica pochi mesi fa.

Fenomeno social

Doppia personalità, doppio impegno, doppio seguito. Questo suo prodigarsi in progetti vincenti e dal vasto seguito popolare ha ovviamente spinto all'inverosimile la sua carriera, ma ha inoltre creato intorno alla sua persona un piccolo culto, che ha dato vita a diversi episodi simpatici. Primo tra tutti è quello legato al suo personaggio preferito, Spiderman. Ai tempi di Community è bastata una scena con Glover vestito da uomo-ragno a far scatenare la rete, con tanto di una petizione sul web che lo voleva come protagonista dell'imminente The Amazing Spiderman, ruolo poi andato ad Andrew Garfield nonostante il benestare di Stan Lee in persona. Questa vicenda non solo ha ispirato Brian Michael Bendis per il design di Miles Morales, il ragno afro-americano dell'universo Ultimate della Marvel, ma ha garantito a Glover il ruolo di doppiatore del personaggio nella trasposizione animata, oltre alla soddisfazione di un ruolo di primo piano in quello Spiderman Homecoming che tante soddisfazioni ha dato ai fan.

La chiusura del cerchio

Il momento più alto e significativo della carriera di Donald Glover è però da identificare nel 2016, anno nel quale debutta Atlanta, la sua creatura più completa perché racchiude tutti i suoi talenti. L'ha ideata, sceneggiata, co-diretta, interpretata, musicata e prodotta. Attraverso il suo personalissimo occhio ci ha portati nella "sua" Atlanta, riuscendo a darci uno spaccato che fosse contemporaneamente la povera America nera e la società occidentale tutta. Una critica cruda e sarcastica, violenta ma surreale. È l'opera dove il musicista e l'attore si fondono, dove lo scrittore comico è tutt'uno con il tagliente rapper: è Glover al cento per cento. Si tratta di uno dei migliori prodotti seriali degli ultimi anni, come dimostrano i numerosi riconoscimenti - Emmy e Golden Globe su tutti - che non solo hanno premiato Glover come miglior attore protagonista e Atlanta come miglior serie, ma hanno riconosciuto il talento dell'artista alla regia per lo sperimentale episodio "B.A.N." (Il talk Show, in italiano).

Il futuro

Ad oggi Donald Glover è non solo uno degli artisti più talentuosi in circolazione, ma è anche una delle maggiori icone dell'intrattenimento. Figura rimarcata da quello che si appresta a fare e che probabilmente rinsalderà ancora di più la cosa: a maggio infatti esordirà in uno dei franchise più noti ed influenti del mondo, peraltro nel ruolo di uno dei personaggi più di culto di quell'universo. Stiamo parlando ovviamente di Star Wars, dove lo vedremo nei panni del mitico Lando Calrissian nello spin-off dedicato alla giovinezza di Han Solo diretto da Ron Howard. Come se non bastasse sarà lui a prestare la voce a Simba nel prossimo live-action dedicato al Re Leone, e sempre lui sarà showrunner, scrittore e produttore di una nuova serie animata dedicata a Deadpool, il mercenario chiacchierone. Senza dimenticarci la carriera musicale, che non si fermer. Non ci resta che goderci il suo talento, credere nei suoi progetti e seguire le mosse di un artista sempre pronto a stupirci.