Fallout: la serie Amazon ha alzato l'asticella oltre ogni aspettativa

Il teaser di Fallout pubblicato da Amazon pochi giorni fa ha acceso il sacro fuoco dell'hype con la promessa di un'apocalisse grottesca e sanguinosissima.

Fallout: la serie Amazon ha alzato l'asticella oltre ogni aspettativa
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L'avidità che ha guidato i produttori cinematografici negli ultimi decenni ha creato un deprimente mondo nel quale l'annuncio di una serie tv tratta da un franchise molto amato viene accolto con scetticismo, e non da entusiasmo. Sono ormai innumerevoli gli esempi di come l'industria abbia propinato al pubblico opere mediocri soltanto per spolpare un brand, ma nessuno è rimasto più scottato dei videogiocatori da queste modalità affaristiche di fare spettacolo. Partendo dal primo film di Super Mario Bros nel 1993, che pose l'asticella qualitativa degli adattamenti videoludici a pochi millimetri dal suolo, fino ad arrivare alle terribili trasposizioni di Resident Evil (la recensione del Resident Evil di Netflix è sempre qui a rinnovare l'amarezza), Hollywood si è sempre impegnata a rovinare le saghe più amate con produzioni modeste e sceneggiature appena abbozzate.

Eppure, dopo decenni di pessimi film e promesse disattese, la tendenza sembra essere finalmente cambiata per le opere tratte dai videogiochi: a nemmeno un anno di distanza dalla messa in onda dell'ultimo episodio stiamo ancora fremendo per l'arrivo della seconda stagione di The Last of Us (la recensione di The Last of Us vi invita a cercare le Luci), la mascotte di Sega è sfrecciata per due volte nelle sale e nei cuori di milioni di spettatori (recuperate qui la recensione di Sonic 2), e Nintendo si è fatta perdonare il pasticcio di trent'anni fa con un film d'animazione campione di incassi (qui la nostra recensione di Super Mario Bros). Sull'onda lunga di questo consolidato rispetto per un medium fin troppo bistrattato si è inserita anche Amazon Prime Video, una società che ha scelto di portare sul piccolo schermo il vasto universo narrativo di Fallout, un soggetto per nulla semplice da replicare su un set, ma dalle potenzialità stratosferiche per ambientazione e tono del racconto.

Una bomba inaspettata?

Annunciato nel caldo luglio di tre anni fa, lo show non venne accolto dal clamore degli appassionati né dal tam-tam mediatico della stampa. Ci trovavamo ancora nel periodo buio degli adattamenti videoludici, e non bastava certo qualche nome altisonante a cancellare l'impressione che quello fosse l'ennesimo maldestro tentativo di far leva su un grande franchise per spillare qualche dollaro ai fan.

Nonostante il cosmico e immancabile pessimismo che aleggiava intorno a tutti questi tipi di annunci, si poteva però già intuire come le ambizioni di Amazon andassero oltre un guadagno facile: fin da subito venne pubblicizzato il contributo diretto di Bethesda al progetto, con Todd Howard in persona al timone in veste di produttore esecutivo.

Al suo fianco due nomi che hanno lasciato un'impronta indelebile nella fantascienza, perché Lisa Joy e Jonathan Nolan hanno reso indimenticabile il filosofeggiare sul vero significato dell'esistenza con Westworld, una serie capace di mettere in discussione il concetto di umanità con il dualismo biologia-pensiero. Un sussulto di impegno che lasciava presagire una produzione per nulla povera insomma, ma le speranze continuavano a essere flebili e il silenzio intorno al progetto contribuì all'oblio durato anni.

Qualche immagine sparsa aveva riacceso i fari sul titolo pochi mesi fa, ma nulla ci aveva preparato a quella piccola esplosione nucleare che è stata il trailer di Fallout: dove prima c'era polvere e diffidenza adesso c'è l'attesa verso una serie conscia dei propri punti di forza, dall'ambientazione post-apocalittica funesta ai toni umoristici che spaziano dalla triste ironia al cinismo più spietato. Una manciata di secondi è stata sufficiente per dimostrare come gli autori abbiano colto alla perfezione quelli che sono gli elementi fondamentali della saga videoludica, mettendo a tacere le preoccupazioni di un possibile stravolgimento causato dal passaggio di medium.

Il girovago

Come ogni Fallout che si rispetti, anche lo show di Prime Video metterà al centro del racconto la storia di un abitante del Vault (Lucy, interpretata da Ella Purnell) che per la prima volta in assoluto lascia il suo rifugio antiatomico per camminare su ciò che è rimasto del pianeta Terra. Enormi scenografie deserte lasciano trasparire la devastazione di un'apocalisse che ha segnato per sempre tutte le razze presenti al mondo, tra estinzioni e mutazioni genetiche irreversibili, mentre l'umanità è sparpagliata in piccoli centri abitati che scimmiottano una grandezza sociale ormai perduta.

Il senso di scoperta di questo nuovo mondo è centrale per l'esperienza videogiocata di Fallout, e senza dubbio avrà un grande impatto anche nella trasposizione seriale, con la protagonista chiamata a interfacciarsi con quello che rimane della vita in superficie dopo aver trascorso tutta la propria esistenza in un bunker isolato.

Mentre nulla è stato ancora anticipato riguardo la trama principale dello show - un aspetto molto controverso e spesso deludente anche per i capitoli numerati della saga - ci attendiamo dagli sceneggiatori un'attenzione particolare per le narrazioni "secondarie" della storia: dalle ambientazioni capaci di raccontare gli ultimi istanti prima delle esplosioni atomiche alle nuove istituzioni sociali ed economiche del mondo in rovina, sarebbe estremamente gradito uno sguardo ai destini degli altri Vault d'America. È spesso nei rifugi che prendono vita gli intrecci più appassionanti dei Fallout giocati, lontane dalla superficie si nascondono storie tragiche, spassose e anche agghiaccianti, che contribuiscono a creare quel senso di coesione che tiene unito un setting soltanto all'apparenza banale o già visto.

Passando invece alle certezze diffuse dal trailer, impossibile non rimanere confortati dai toni scelti per il racconto, proprio perché ripresi in toto dalla serie videoludica. La creatura di Tim Cain porta in scena un'avventura dolorosa, dipingendo ciò che rimane dell'uomo quando ogni convenzione è ormai scomparsa, ma non lesina mai sull'umorismo né sulla violenza per intrattenere i giocatori. Lo show di Amazon, da quanto abbiamo potuto vedere, punterà molto sugli spargimenti di sangue e su sparatorie coreografate, così come sul grottesco di una storia che cercherà di inorridire e divertire al tempo stesso.

Una bellissima apocalisse

Sulle note di una colonna sonora obbligatoriamente anni '50, siamo rimasti impressionati dall'impatto visivo messo in mostra dalle immense scenografie, le quali testimoniano il ricchissimo budget che ormai da anni contraddistingue numerose produzioni made in Amazon, mentre l'uso estensivo della CGI oscilla tra la perfezione e il pacchiano (le armature in movimento della Confraternita d'Acciaio non si allineano con l'alto livello di fedeltà circostante).

L'immersione in questo mondo di fantasia non può prescindere da un colpo d'occhio convincente, così come sarà fondamentale l'apporto dei personaggi secondari per muovere e insaporire la trama: dall'immancabile e fedelissimo cane da compagnia a un ghoul che vaga per l'America riscuotendo taglie, passando per coloni spaventati e gretti Paladini della Confraternita, lo show televisivo sembra avere tutte le carte in regola per appassionare sia i veterani della serie che i neofiti che si affacceranno per la prima volta in questo strambo universo post-apocalittico.

A confermare le ottime sensazioni che adesso aleggiano intorno al progetto ci pensa anche un cast di prim'ordine, il quale vanta nomi come Walton Goggins (Lincoln, Django Unchained), Michael Emerson (Lost, Person of Interest) e Kyle MacLachlan, l'indimenticabile agente Cooper di Twin Peaks.

Sono bastati due minuti e mezzo per sovvertire le magre aspettative della vigilia e trasformare Fallout nell'ennesimo show da attendere col fiato sospeso, perfettamente in linea con la ritrovata convinzione con la quale le case di produzione stanno adattando i videogiochi più amati per il cinema e la televisione: rimangono ancora numerosi punti interrogativi riguardo al progetto, tra i quali la trama principale e la sua insita incapacità di replicare le scelte libere che caratterizzano la saga, ma l'ambizione e la cura per il materiale originale mostrate nel trailer non possono che lasciare soddisfatti in attesa di un'uscita non troppo lontana.