Le Fate Ignoranti Serie TV: quali differenze ci sono con il film originale?

L'opera, disponibile su Disney+ dal 13 aprile 2022, per quanto abbia dei forti legami con il capolavoro di Ferzan Özpetek, se ne distacca in diversi punti

Le Fate Ignoranti Serie TV: quali differenze ci sono con il film originale?
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Le Fate Ignoranti - La serie è la prima opera televisiva italiana ad essere sbarcata su Disney+ in qualità di Star Original. Una responsabilità per nulla da sottovalutare tenendo conto di quanto le produzioni nostrane, su Netflix in particolare, ma non solo, stiano cercando di emergere, provando a dimostrare una forte presenza della penisola nel mondo dello streaming. Con risultati altalenanti (a tal proposito vi consigliamo di dare un'occhiata alla recensione di Incastrati, ma anche alla recensione di Fedeltà), è interessante notare come l'Italia sia ripartita da uno dei film più rivoluzionari del nostro paese, Le Fate Ignoranti di Ferzan Özpetek.

Formalmente un reboot, l'opera da un lato è una riproposizione del tema fondante del film, dall'altro riesce ad essere anche un'evoluzione e reinterpretazione del materiale originale grazie alla struttura episodica (vi invitiamo a recuperare la nostra recensione de Le Fate Ignoranti - La serie). Il prodotto, anche se non esente da difetti, è un ottimo esempio di come si può trasformare lo spirito originario di una pellicola storica e adattarlo ai nostri tempi, portando al contempo sul piccolo schermo un titolo degno di nota. È opportuno quindi, per fare un'analisi dettagliata e completa, mettere in evidenza quali sono le differenze che intercorrono tra il lungometraggio del 2001 e questa nuova veste seriale, che è disponibile per intero su Disney+ dal 13 aprile 2022 insieme allo stesso lungometraggio.

Tradire il mistero della pellicola per approfondire i personaggi

Per cominciare, il primo grande punto di discrimine tra i due titoli ideati dal filmmaker turco riguarda la base progettuale. Il lungometraggio, che ricordiamo essere figlio di un periodo storico differente da ora (stiamo parlando di ventuno anni fa), voleva sensibilizzare il pubblico sul tema dell'omosessualità e non solo, come vedremo dopo, giocando molto bene sull'universo delle tante personalità di casa Mariani.

Le varie figure che popolano l'appartamento di Michele (Stefano Accorsi) sono caratterizzate volutamente in modo criptico perché limitate dal minutaggio di un film, lasciando agli spettatori la possibilità di comprenderle, con tutte le coordinate necessarie per arrivare a delle conclusioni. Le Fate Ignoranti - La Serie proprio perché è cadenzata da più puntate ed è di fatto più lunga, non ha la necessità e l'intenzione di rimanere sospesa nella descrizione dei personaggi sviluppando il medesimo tema, ma vuole esplorare tutti i coinquilini con tutte le loro sfaccettature. Ne consegue che da un lato abbiamo una pellicola più centrata nel contenuto e più misteriosa ed evanescente nel suo messaggio, dall'altro un titolo seriale che vive attraverso i ruoli secondari e le loro storie, andando però a rompere quello non detto che rendeva estremamente efficace il lungometraggio originale.

Partendo da due media completamente diversi (che danno anche differenti opportunità registiche e narrative) l'autore, insieme al contributo fondamentale di Gianni Romoli (sceneggiatore sia della serie che del film), ha costruito due viaggi diversi, uno più implicito e uno più esplicito che però possono coesistere allo stesso tempo senza che si vada a ricercare quale dei due sia il migliore - ma è un dato di fatto che la pellicola continui a rimanere una perla difficile da eguagliare.

Özpetek e la sua filosofia

Passiamo ora, invece, a decostruire il contenuto vero e proprio dei due prodotti, che anche in questo caso è differente. Abbiamo già parlato del fatto che il lungometraggio parli di omosessualità e di identità sessuale fluida in un mondo diametralmente opposto da oggi, dove certi argomenti erano tabù e parlare di famiglia allargata era raro se non impossibile. Al di là del progressismo e modernità che tutti questi temi comportano, Le Fate Ignoranti, arrivato nei cinema agli inizi del 2000, ha l'occasione di affrontare tematicamente anche una malattia terribile che sembra essere finita nel dimenticatoio: l'HIV.

Per quanto già alla fine degli anni '90 fossero stati fatti dei passi da gigante con l'AIDS, discuterne era come toccare una ferita aperta, rievocando ricordi malevoli e scomodi. L'ombra di questo male aleggia per l'intero lungometraggio, con un paziente di Antonia (Margherita Buy) che ne soffre, ma anche con il personaggio di Ernesto (Gabriel Garko) che ne è affetto. Il messaggio che traspare è positivo e ottimistico, trasmesso ad un mondo che aveva voglia di lasciarsi l'HIV da parte.

Le Fate Ignoranti - La Serie non può e non deve parlare di AIDS, sarebbe anacronistico, ma sfrutta l'occasione per raccontare tanti "mali" che affliggono la nostra contemporaneità: il tradimento, le paranoie, l'adeguamento a dettami imposti dalla società. Come contraltare si parla anche dei nostri desideri più reconditi: la voglia di emancipazione e il coraggio di ricominciare una nuova vita.

Per certi versi, per quanto il prodotto televisivo perda un po' della forza filosofica e contenutistica che Özpetek riesce ad esprimere meglio nei film, è un ottimo spaccato dei nostri tempi e dimostra quanto studio abbia riservato l'autore ai temi da trattare. In conclusione, ci troviamo di fronte un "piccolo" lungometraggio verticale su alcuni argomenti e una serie ricchissima e poliedrica che proprio nella sua abbondanza tradisce un tantino lo stile che ha perseguito il regista di Istanbul in tutta la sua carriera da cineasta.