Festival di Sanremo 2021: come è stata l'edizione di Amadeus e Fiorello

La nostra analisi dell'edizione numero 71 del Festival della Canzone Italiana. Luci ed ombre dei cinque giorni di spettacolo in Riviera.

Festival di Sanremo 2021: come è stata l'edizione di Amadeus e Fiorello
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7 marzo 2021, ore 02:34. Con l'Inno alla Gioia, sigla dell'Eurovisione, cala ufficialmente il sipario sull'edizione numero 71 del Festival della Canzone Italiana, uno dei più difficili di sempre, secondo alcuni il più travagliato in assoluto, dalla gestazione fino alla conclusione. Come ogni anno, del resto, anche stavolta si sono sprecati commenti e polemiche intorno alla città dei fiori, ai quali si aggiunge il bilancio positivo di Amadeus. Vediamo cosa ha funzionato e cosa meno durante questi cinque appuntamenti di grande spettacolo.

I conduttori e la direzione artistica

Amadeus e Fiorello sono due grandissimi professionisti e anche stavolta lo hanno dimostrato. Il conduttore ravennate e lo showman siciliano hanno portato a casa un Festival complicatissimo, organizzato nel pieno di una pandemia, dopo la fenomenale riuscita dell'edizione numero 70. Il bis dell'impresa, tuttavia, non era alla vigilia per niente scontato e le difficoltà incontrate lo hanno ampiamente confermato.

L'incipit della prima serata, in questo senso, appare come non mai efficace nell'affermarlo con enfasi. Luci accese, orchestra nel golfo mistico e platea inesorabilmente vuota. Il convitato di pietra è, ancora una volta, il coronavirus, capace di ribaltare le prospettive anche nell'oasi di spensieratezza dell'Ariston. Davvero complicato divertire (e divertirsi) in condizioni simili, chapeau ai due padroni di casa.

Per quanto riguarda la direzione artistica, invece, bisogna segnalare qualche scelta discutibile circa i pezzi in gara. L'intento, probabilmente, era quello di continuare con la "rottura" rispetto al passato, privilegiando le nuove generazioni di fruitori musicali al pubblico "over". Il risultato, tuttavia, si è tramutato in una sfilata di semisconosciuti alternati a volti più noti.

Lo spettacolo televisivo e il "contorno musicale"

Con lo stop alle attività legate allo spettacolo, c'era grande attesa anche intorno al prodotto televisivo. Sicuramente la pandemia non ha giovato alla riuscita dell'evento. Calo di ascolti a parte, la percezione generale è che le regole e i decreti abbiano imposto una generale improvvisazione del canovaccio, lasciando che alcuni ospiti e comprimari annunciati alla vigilia si perdessero per strada. A tutto ciò si somma la generale stanchezza del pubblico. Dopo notiziari e speciali imperniati su contagi, vaccini e tamponi, un appuntamento storico stravolto da carrelli, mascherine e poltrone vuote rende ancora più triste e, per certi versi, inquietante, la percezione da parte del telespettatore.

Per quanto riguarda comprimari e ospiti fissi, da promuovere la prova di Zlatan Ibrahimovic. Il fuoriclasse svedese, contro ogni aspettativa, si è mosso con disinvoltura sul palco e ha saputo sagacemente ironizzare sulla sua fama di duro e presuntuoso. Deludenti, invece, i "quadri" proposti da Achille Lauro, nulla di nuovo né sul piano musicale, né su quello dell'intrattenimento puro. I cantanti in gara, come l'anno scorso, hanno rappresentato una sorta di elegante cornice allo show, con l'inedito e reiterato abuso di espedienti per catturare l'attenzione (ballerini, maschere, travestimenti).

Insomma, la scimmia e la vecchia che balla hanno creato un precedente pericolosamente ricalcato. La gara, invece, ha tratto beneficio da un regolamento ben bilanciato, che ha portato sì al colpo di scena della vittoria non annunciata dei Maneskin (con qualche polemica sul secondo posto di Fedez), ma attraverso la giusta mediazione tra volontà popolare e critica.

Il futuro del festival

Chi prenderà sulle proprie spalle il Festival numero 72? Amadeus e Fiorello si sono già smarcati, aprendo la partita del totoconduttore per il prossimo anno. Al di là, tuttavia, dai nomi, Sanremo 2022 non potrà prescindere dalle condizioni sanitarie del nostro Paese, nella speranza generale di un balzo in avanti rispetto a questa tornata. Al netto di polemiche, imposizioni e regole, bisogna auspicare un ritorno alla serenità collettiva pre-covid, più che dello show.

Perch, se quest'anno il Festival è stato unanimemente (ed erroneamente) percepito come cambiato in peggio, in realtà sono cambiati gli occhi di chi lo ha guardato da casa. Abituati a chiudersi per la stanchezza, per la noia o all'offuscamento degli occhiali per colpa della mascherina. Ma, prima o poi, rivedremo le stelle. C'è da giurarci.

Festival di Sanremo 2021 Calato il sipario sull’edizione numero 71, al Festival (e a noi spettatori) non resta che guardare al futuro, sperando che la luce in fondo al tunnel rappresenti una rinascita anche per la kermesse più importante della televisione italiana.