Game of Thrones: 10 anni dopo, la storia di una leggenda

In occasione dei dieci anni dall'uscita del pilot di Game of Thrones, ripercorriamo le tappe che hanno portato alla nascita del mito dell'epopea di D&D.

Game of Thrones: 10 anni dopo, la storia di una leggenda
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Il 17 aprile 2011 usciva il primo storico episodio di Game of Thrones, in Italia conosciuto anche come Il Trono di Spade, epico adattamento televisivo della saga dei libri delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, scritta da George R. R. Martin. In otto stagioni televisive, GOT è riuscita a cambiare e a trasformare il panorama televisivo mondiale, non solo in termini di audience - facendo registrare record su record di ascolti - ma anche dal punto di vista della produzione. Nella storia recente del piccolo schermo non si era mai visto uno show in grado di unire alto budget, cast straordinario e una trama sempre più avvincente e coinvolgente.

Un decennio dopo, cos'è rimasto di quell'esordio - un po' impacciato di certo, ma leggendario - dell'epopea scritta da David Benioff e Dan Weiss? Ripercorriamo insieme la storia di quello che fu, di fatto, il primo capitolo di un'opera destinata (tra alti e bassi) all'eterna fama.

L'inverno sta arrivando

La storia del debutto de Il Trono di Spade nella stagione televisiva 2011 della HBO non è di certo tra i più tranquilli e privi di problemi che l'emittente possa ricordare. Infatti, un primo episodio pilota venne girato un anno prima, nel 2010; un'esperienza da dimenticare. Tra scene sconclusionate e realizzate in maniera raffazzonata, interpreti poco incisivi e non adatti al ruolo, e un comparto tecnico rivedibile, lo stesso David Benioff definì la prima visione della sua creatura - insieme ad alcuni amici - come uno dei momenti più dolorosi della sua intera esistenza. Fortunatamente, l'importante canale americano, che credeva fortemente nel potenziale della trasposizione audiovisiva delle Cronache - già un cult per i lettori del fantasy -, concesse una seconda opportunità ai due showrunner, che poterono così ripartire da capo, per confezionare un prodotto all'altezza delle aspettative del canale. Uno dei passaggi più importanti, nel processo di riscrittura, fu quello di affidare a nuovi attori alcuni dei personaggi chiave di tutto il franchise.

Il caso di sicuro più eclatante fu quello di Daenerys Targaryen: originariamente, la sua interprete era Tamzin Merchant, la quale aveva espresso il suo grande disagio nel prendere parte allo show, soprattutto per le scene di nudo. Al suo posto, venne scelta Emilia Clarke e la sua presenza contribuì al netto cambiamento che il pilot poi andato in onda subì nella qualità complessiva. La Clarke era perfettamente centrata, a suo agio, e fisicamente perfetta per dare vita ad una fantastica Dany; sebbene in seguito la stessa Clarke criticò le scene di nudo alle quali aveva preso parte.

La prima puntata, dal titolo "L'inverno sta arrivando", sorprese particolarmente il pubblico televisivo, soprattutto coloro che non conoscevano i romanzi d'origine. Caratterizzata da una forte violenza, una sessualità esplicita, e da tematiche adulte e forti - diverse dai toni fantasy sognanti che gli spettatori conoscevano con un altro grande capolavoro come Il Signore degli Anelli - l'esordio di GOT attirò subito le attenzioni di un tipo di audience che non era abituata a consumare prodotti con draghi, mostri e duelli di spade. La prima pietra miliare di quello che sarà definito col tempo un fantasy drama, apprezzato sia dagli appassionati delle opere medievali, che dagli amanti degli intrighi di potere, della magia, delle passioni e delle tensioni politiche.

La strada verso il successo

È bene ricordare come, in realtà, la clamorosa popolarità a livello mondiale arrivò comunque in un secondo momento, in particolare dopo la sconvolgente terza stagione (lo scalpore e la risonanza del nono episodio del terzo arco narrativo di GOT è ancora senza pari). Il primo ciclo di puntate, comunque dal successo rilevante, subì una notevole impennata di popolarità dopo il momento scioccante della morte di Eddard "Ned" Stark, interpretato da quello Sean Bean, già conosciuto proprio per il suo Boromir ne Il Signore degli Anelli. Anche in questo caso, l'eco mediatica generata aveva coinvolto specialmente il pubblico che seguiva solo la serie, che riteneva Ned come l'assoluto protagonista fino a quel momento, e che mai avrebbe pensato di vedere una figura talmente rilevante scomparire dopo solo nove episodi. Il tono della narrazione di Game of Thrones si venne a formare proprio a seguito di quella tragica scena: ancora oggi ci ricordiamo del vecchio detto che usavamo parlando dei nostri protagonisti preferiti de Il Trono di Spade: "a Westeros, nessuno è al sicuro". In un mare di pathos, emozioni, e frasi epiche che popolavano sempre di più i social network, il fenomeno di GOT divenne in poco tempo inarrestabile, e addirittura venivano istituite delle vere e proprie scommesse online sul "toto morti" delle varie stagioni dello show di Benioff e Weiss.

Il resto è storia. Con il prosieguo delle vicende, le sceneggiature diventano sempre più complesse e architettate, il comparto tecnico migliora stagione dopo stagione, fino a raggiungere dei livelli inarrivabili per un prodotto televisivo, e la colonna sonora - ideata da quel genio che risponde al nome di Ramin Djawadi - assume tonalità sempre più epiche, facendo diventare Il Trono di Spade anche un'opera musicale, da andare a vedere a teatro. Purtroppo, le ultime puntate della serie sono state contraddistinte da numerose polemiche, e da una stanchezza degli showrunner, desiderosi di lanciarsi in altri progetti, ironicamente falliti proprio a causa delle problematiche avute con la conclusione della storia di Jon Snow e degli altri protagonisti che abitano Westeros (qui trovate la nostra recensione del finale di Game of Thrones.

Al netto di una settima e di un'ottava stagione particolarmente invise allo "zoccolo duro" di affezionati (ma che, è bene evidenziarlo, sono state anche le stagioni più seguite della storia del prodotto), di sicuro l'eredità lasciata da Game of Thrones è imponente e, con ogni probabilità, per molto tempo sarà difficile trovare un erede in grado di raccoglierne il lascito. Ancora oggi, infatti, sono migliaia (se non milioni) le persone che, avendone sentito parlare lungamente, decidono di iniziare questa incredibile avventura per la prima volta. Grazie anche agli interventi della HBO - intenzionata a tenerne in vita il progetto con spin-off e opere parallele - assisteremo a serie come House of the Dragon, spin-off che avrà il non semplice compito di riportare gli appassionati ad aver fiducia nelle pubblicazioni televisive originate dalle Cronache di Martin. Tuttavia, sarà difficile replicare l'impatto che l'originale capolavoro iniziato il 17 aprile 2011 ebbe nella storia del piccolo schermo, e questo rende Il Trono di Spade un evento unico nel suo genere, da ricordare nei decenni a venire.