Game of Thrones: tutte le differenze tra la serie e i libri di Martin

La trasposizione seriale delle gargantuesche opere di Martin porta con sé anche inevitabili differenze. Vediamo insieme quali.

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Game of Thrones è stato un successo senza precedenti nella serialità televisiva. Con le sue otto stagioni - qui la nostra classifica di tutte le stagioni di Game of Thrones - la serie HBO creata da David Benioff e D.B. Weiss ha rappresentato per la maggior parte della sua corsa una trasposizione fedele delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco ad opera di George R.R. Martin.

Ad un certo punto la mancata coincidenza tra la pubblicazione dei romanzi e lo sviluppo della serie ha penalizzato la narrazione dello show, con una settima e un'ottava stagione che hanno dovuto fare i conti con la mancanza di una fonte originale. I risultati non sono stati certo entusiasmanti - qui i pregi e i difetti dell'ultima stagione di Game of Thrones - ma la trasposizione dell'opera di Martin ha sempre portato con sé differenze sostanziali tra la pagina scritta e lo show HBO; alcune necessarie, altre incomprensibili. Vediamole insieme.

Lady Stoneheart

Una delle più grandi differenze tra i romanzi di Martin e la serie di Benioff e Weiss è la sorte di Catelyn Tully, la moglie di Ned Stark. Intendiamoci, le Nozze Rosse avvengono in entrambi i media - sebbene la consorte di Rob venga risparmiata da Martin - e per Catelyn Stark la lama non ha pietà sia sulla pagina che sulla pellicola, ma i risvolti sono drasticamente differenti.

Se nella serie l'ultima inquadratura delle Nozze Rosse è dedicata proprio all'uscita di scena della madre del Re del Nord - sgozzata dopo la mattanza che ha visto tra le vittime anche il figlio Rob - in Tempesta di Spade, terzo capitolo della saga di Martin, il suo cadavere viene ripescato da Beric Dondarrion e riportato in vita da Thoros di Myr, dopo essere stato denudato e gettato nel fiume Forca Verde.

Lady Stark rinasce così con il nome di Lady Stoneheart, ma la sua non morte porta con sé oscuri presagi. Il suo aspetto esteriore è compromesso dai tre giorni di decomposizione nel fiume e di Lady Catelyn rimane ben poco, solo l'odio e la vendetta che la alimentano e che fanno di lei il nuovo leader della Fratellanza Senza Vessilli, a caccia di Frey e di chiunque sia responsabile della morte del figlio.

Dorne

Tra le storyline più bistrattate e semplificate dalla serie televisiva, quella di Dorne merita forse il gradino più alto del podio. Le dinamiche interne ed esterne al trono di Lancia del Sole sono sì in parte presenti nella trasposizione dell'opera di Martin, ma discostandosi il più delle volte dalle intenzioni originali dell'autore ed omettendo intere linee narrative.

Basti pensare che nei libri il personaggio di Arianne Martell, nipote di Oberyn - tagliata dallo show, ma parzialmente trasfusa in Ellaria Sand - fa parte degli esclusivi punti di vista che contribuiscono a formare l'intricato mosaico di Martin, rendendola di fatto una protagonista delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco.

Sorella maggiore di Tristane ed erede al trono di Lancia del Sole - a Dorne il diritto al trono non tiene conto del sesso - critica la politica del padre, re Doran Martell, soprattutto dopo la morte dello zio, quando Doran ha incarcerato le Vipere della Sabbia, le figlie illegittime di Oberyn desiderose di vendetta, per mantenere la pace con il Trono. Inoltre Arianne crede sia in atto un piano per mettere il fratello Quentyn sul trono di Dorne, come accaduto a Myrcella Baratheon - sua grande amica - dopo la morte di Jeoffrey, con l'elezione di Tommen al Trono di Spade.

Il suo piano diventa allora quello di fare incoronare Myrcella Regina dei Sette Regni secondo il diritto di successione dorniano, così da avere un forte alleato di Dorne sul Trono di Spade e governare lei stessa Lancia del Sole. Purtroppo per lei il piano fallisce e Myrcella ci rimette un orecchio, ma non la vita. Arianne viene confinata in una torre isolata dal mondo esterno, dove il padre le rivela che le sue politiche all'apparenza illogiche sono frutto di un piano segreto per temporeggiare, in attesa di sconfiggere i Lannister con l'aiuto di Viserys Targaryen, così da affiancarlo come Regina sul Trono di Spade.

Le Isole di Ferro

Le vicende legate al Trono di Sale non sono mai state un vero focus della serie HBO. Sebbene le Isole di Ferro siano state propedeutiche all'approfondimento e al riscatto del personaggio di Theon Greyjoy e all'introduzione della sorella Yara - Asha nel libro - e dello zio Euron, anche le linee narrative legate a questa porzione di Westeros sono state semplificate e divergono dalle pagine di Martin.

Nei libri Euron Greyjoy è un pirata spietato al comando della Silenzio - al cui equipaggio è stata strappata la lingua per mantenere segrete le sue spedizioni - ed è abile nella guerra psicologica, con un piglio politico che forse è la vera mancanza dei sovrani delle Isole di Ferro. È per questo odiato dai fratelli, in particolare da Victarion - assente nella serie - la cui moglie di sale è stata violentata e messa incinta proprio da Euron, per questo bandito dalle Isole di Ferro.

Non è ancora chiarissimo nei libri se sia stato Euron ad uccidere il fratello Balon, fatto sta che, nell'Acclamazione di Re, Euron vince con un discreto scarto, battendo Asha e Victarion, forte anche del suo proposito di conquistare Westeros grazie ad un corno misterioso, reperito durante i suoi viaggi, col quale si dice possa controllare i draghi.

Il suo piano è di sposare Danerys Targaryen e di salire così sul Trono di Spade. Il popolo delle Isole di Ferro non è però molto dell'idea, così Euron incarica Victarion di partire alla volta di Meeren - Daenerys nei libri è ancora sulla Costa Orientale - con il corno misterioso e portargli la Regina dei Draghi, mentre lui consoliderà il suo dominio sulle Isole di Ferro. Il piano di Victarion è però quello di tenere per sé Daenerys e i draghi, vendicandosi così del torto subìto dal fratello.

Gli Estranei

Nella serie tv gli Estranei sono belli che andati; dopo aver distrutto la Barriera e aver invaso i Sette Regni, il Re della Notte è stato sconfitto in tempi e modi che non hanno soddisfatto tutti i fan della serie. Non dovrebbe sorprendervi sapere che nei libri di Martin nulla di tutto ciò è ancora accaduto e, anzi, molti dubitano ancora dell'esistenza stessa degli Estranei.

I Guardiani della Notte li hanno affrontati al Pugno di Primi Uomini e Sam Tarly ha scoperto le proprietà dell'ossidiana, uccidendone casualmente uno. Jon Snow non ha nemmeno partecipato alla battaglia di Aspra Dimora, ma ha mandato Cotter Pyke con delle navi a recuperare i Bruti. Nemmeno il Re della Notte per come lo conosciamo noi è presente nei romanzi e la natura degli Estranei dovrebbe essere diversa dalla genesi data loro nella serie, ovvero come arma dei Figli della Foresta contro i Primi Uomini, ma a questo i romanzi devono ancora trovare una risposta.

Sansa e Ramsay Bolton

È interessante notare come nella serie Sansa attraversi una serie di peripezie che segnano sì il suo personaggio, consentendogli di maturare e di crescere, seppur nel trauma, ma tutto questo è assente dai libri. Per esempio tutta la parentesi di Sansa con Ramsay Snow, il figlio bastardo di Lord Bolton. Nella serie la figlia di Ned Stark viene seviziata e torturata da Ramsay, che la sposa, divenendo così Lord di Grande Inverno.

Nei libri tuttavia Ramsay sposa Arya Stark, o per lo meno colei che crede essere Arya, ma che in realtà è Jeyne Poole, damigella di Sansa; nella serie la vediamo giusto per la durata del pilota. Sansa nei romanzi è ancora a Nido d'Aquila sotto l'ala di Ditocorto, e di fatto mira a diventarne la sovrana, per poi guadagnarsi anche la reggenza di Grande Inverno. Ramsay conosce bene la verità sulla sua sposa, ma diffonderla servirebbe solo a delegittimare la sua presa di potere. La ragazza subisce così il destino che era di Sansa nella serie HBO, rinchiusa e torturata regolarmente.

Ma fuori dalle mura di Grande Inverno non si sa che in realtà non è Arya ad essere in pericolo. Per questo Theon e Mance Rayder irrompono per salvarla e farla fuggire dalla prigionia. La conseguenza più importante di questa differenza starebbe nel fatto che Sansa non affiancherebbe così Jon nella Battaglia dei Bastardi, non ancora avvenuta nei romanzi di Martin.

La morte di Mance Ryder

Nella serie Mance Rayder, il Re Oltre la Barriera, viene catturato dopo l'intervento salvifico di Stannis Baratheon durante la battaglia del Castello Nero. Rifiutandosi di inginocchiarsi davanti colui che si proclama Re dei Sette Regni, Mance viene arso vivo sul rogo, per essere ucciso da una freccia scagliata da Jon Snow.

L'ex Guardiano della Notte viene sì catturato anche nei romanzi, dove si rifiuta nuovamente di inginocchiarsi di fronte a Stannis, ma le analogie si fermano qui. Prima di tutto Mance ha una moglie che muore di parto durante l'assalto di Stannis. Il figlio di Mance, legittimo erede del Re Oltre la Barriera viene scambiato da Jon con quello di Gilly a sua insaputa; la ragazza è infatti in partenza con Sam per la Cittadella. In questo modo Jon salva il figlio di Mance dal sacrificio di Melisandre, che pretende un bambino di sangue reale per compiere i suoi riti.

Inoltre Jon convince la stessa Melisandre che Mance le è più utile da vivo, che da morto. La donna pratica così un incantesimo su Rattleshirt, sicché è il Lord delle Ossa a morire sul rogo con le sembianze di Mance. Il Re Oltre la Barriera si dirige così verso Grande Inverno per salvare Arya Stark - che abbiamo visto essere in realtà Jeyne Poole - dalle grinfie di Ramsay Snow, venendo infine catturato insieme alle sue mogli di lancia.

Aegon Targaryen è vivo, ma non quello che pensate voi

C'è un'altra grande differenza tra la serie di Benioff e Weiss e la saga di Martin. Abbiamo scoperto che nello show Jon Snow è Aegon Targaryen, figlio di Rhaegar Targaryen, fratello di Daenerys, e di Lyanna Stark, sorella di Ned. Il lord di Grande Inverno fece fede alla promessa fatta alla sorella in punto di morte, di proteggere suo figlio. Così Ned lo portò con sé, crescendolo come figlio bastardo con il nome di Jon Snow. In questo modo Jon diventa di fatto il legittimo erede al Trono di Spade.

Nei libri c'è già un Aegon Targaryen, figlio del precedente matrimonio tra Rhaegar Targaryen ed Elia Martell. Questo bambino avrebbe dovuto essere morto, ucciso dalla Montagna insieme alla madre - ricordiamo tutti la rabbia di Oberyn contro Gregor Clegane, prima che quest'ultimo gli sfondasse il cranio - ma Aegon riappare nei libri, sbarcando sul Continente Occidentale, pronto a prendere il posto che gli spetta. Nulla vieta che Jon Snow sia a sua volta il figlio di Rhaegar e Lyanna anche nei romanzi; per ora giace morto nella neve, ucciso dai suoi compagni, e non sappiamo se Martin se lo riporterà o meno in vita in The Winds of Winter.

Game of Thrones - Stagione 8 Queste sono solo alcune delle differenze più evidenti tra i romanzi di Martin e la serie creata da Benioff e Weiss. Non neghiamo che ci sarebbe piaciuto vedere in azione Lady Stoneheart, il cadavere redivivo di Catelyn Stark in cerca di vendetta per la morte del figlio Rob, o assistere ad un destino differente per Mance Rayder, il Re Oltre la Barriera, magari lanciato alla volta di Grande Inverno contro i Bolton, come nei romanzi. Di certo lo sviluppo della sottotrama di Dorne avrebbe meritato un trattamento più dignitoso e la figura di Arianne Martell sarebbe stata in questo senso perfetta anche per dare più profondità ad una storia che nella serie è risultata fin troppo stereotipata. Stesso discorso per Euron Greyjoy e per le Isole di Ferro che con l’incognita di Victarion avrebbero arricchito alcune dinamiche, sicché il nuovo Re di Sale non sarebbe diventato una caricaturale, quanto strumentale, figura di villain, come avvenuto nella serie HBO. Tante differenze e tante occasioni mancate che avrebbero permesso a “Game of Thrones” non solo di continuare per molte altre stagioni, ma anche di arricchire gli intrighi di quel gioco di troni che per anni ha affascinato gli spettatori di tutto il mondo, che ora attendono impazienti l’opera di Martin per completare il cerchio.