Game of Thrones: tutte le stagioni dalla peggiore alla migliore

È passato quasi un anno dal finale di Game of Thrones. Ripercorriamo tutte le stagioni in una nostra speciale classifica.

speciale Game of Thrones: tutte le stagioni dalla peggiore alla migliore
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Il panorama dell'intrattenimento è stato segnato da Game of Thrones e ci sarà sempre, per il mondo della televisione, un prima e un dopo GOT. A quasi un anno di distanza dalla conclusione della serie tratta dai libri di Martin, ci ritroviamo nuovamente a pensare al percorso compiuto dal kolossal HBO. Un cammino in crescendo, in fase calante (purtroppo) proprio nelle battute finali di un racconto che ci ha appassionato, stregato, emozionato. Sono giorni difficili, che i fan di GOT hanno potuto allietare con il canale di Sky dedicato al Trono di Spade. Per l'occasione, vogliamo imbarcarci in una missione spinosa: classificare le stagioni di Game of Thrones dalla peggiore alla migliore.

Prima di continuare è doverosa una grande precisazione: nello stilare questa speciale "Top 8" abbiamo cercato di mantenere criteri di obbiettività e trasparenza, analizzando i motivi che rendono ciascuna season meritevole del proprio posto. Ci rendiamo però conto che sarà difficile accontentare tutti i lettori e che, in fondo, la classifica che state per leggere è anche il frutto della sensibilità critica e personale di chi scrive. Che il seguente articolo diventi, quindi, uno spunto ed uno stimolo per riflettere e discutere sull'andamento narrativo di una delle serie TV più influenti di sempre.

8° posto: Stagione 8

Ebbene sì. Se dovessimo attenerci al semplice fattore tecnico, alla regia e all'impiego degli effetti speciali, la stagione finale di Game of Thrones sarebbe senza dubbio la migliore di tutte. Purtroppo non è solo la forma a contare, ma anche la sostanza, e ciò vale soprattutto in un costrutto narrativo complesso, raffinato e coerente come quello di GOT.

Il Trono di Spade 8 compie alcune gravi ingenuità sul profilo della sceneggiatura, scelte che macchiano indelebilmente il risultato finale della creazione di Benioff e Weiss: la decostruzione totale del carisma di Jon Snow, che da eroe centrale e potenziale principe promesso diventa succube del rapporto morboso con Daenerys; la stessa Madre dei Draghi, dipinta per oltre un decennio come paladina, psicologicamente demolita nel giro di una manciata di puntate, una caduta e un capovolgimento morale sì affascinanti, ma troppo frettolosi.

E ancora, la gestione ingloriosa della minaccia rappresentata dagli Estranei, debellati forse con eccessiva velocità, fino allo sviluppo della figura di Bran Stark: il giovane Corvo con Tre Occhi completa un percorso che sembrava scritto fin dall'inizio, ma nel corso del cammino si è lasciato indietro troppe domande rimaste irrisolte.

Su tutte, il ruolo della sua capacità di manipolare la linea temporale, come dimostra la struggente sequenza dedicata a Hodor nella Stagione 6. GOT 8 ci ha lasciato con un finale che, tutto sommato, rispetta il cammino dei singoli protagonisti, ma si lascia dietro una conclusione frettolosa, imprecisa e decisamente incolore.

7° posto: Stagione 7

È la stagione in cui GOT si consacra definitivamente sul piano tecnico, confermando i grandi passi in avanti compiuti nelle precedenti iterazioni. Momenti come la battaglia ad Alto Giardino e la spedizione guidata da Jon oltre la Barriera ci hanno regalato sequenze spettacolari in cui HBO ha dimostrato il peso produttivo della sua creatura di punta. Ma rappresenta anche l'inizio di un doloroso declino narrativo, perché purtroppo iniziano a intravedersi i problemi di sceneggiatura.

Tra spostamenti improbabilmente veloci, forzature e impennate improvvise nella trama e i primi accenni di quella decostruzione annunciata dei personaggi di Jon e Dany, il lavoro svolto da Benioff e Weiss (per la prima volta completamente liberi dai vincoli ai romanzi di Martin) rende la penultima stagione un prodotto interessante e ambizioso, ma poco concreto, fin troppo transitorio nei confronti di un finale che - lo abbiamo già detto - non ha soddisfatto le aspettative globali.

6° posto: Stagione 5

Salendo di posizione, abbiamo scelto la quinta stagione di Game of Thrones. Dopo gli episodi al cardiopalma della Season 4, dobbiamo dire che purtroppo questo blocco è narrativamente più sottotono, non fosse per la storyline di Cersei e dell'Alto Passero, che in ogni caso rispetto ai libri viene sviluppata in maniera superficiale, lasciando indietro personaggi chiave e modificando sostanzialmente alcuni aspetti dell'intrigo tra la Lannister e la Tyrell.

Il neonato regno di Cersei, a cui Martin nei romanzi dedica un intero tomo ne "Il dominio della regina" nel quarto libro (Un banchetto per i corvi), ha certamente il suo fascino, ma non riesce a far rimanere col fiato sospeso esattamente come nell'opera letteraria. Deludente anche l'arco narrativo di Dorne, stravolto e impoverito rispetto al materiale cartaceo. La stagione 5 regala però momenti altissimi nella parte finale, con la battaglia di Aspra Dimora - che conferma la leadership di Jon Snow nell'economia narrativa - e la morte di Jon stesso, che per chi non leggeva i libri fu un trauma di tutto rispetto.

5° posto: Stagione 2

Tralasciando gli episodi finali, la seconda stagione di GOT forse è un po' sottotono sul profilo dell'azione, ma gli sviluppi sono cruciali per le storie a venire. Da un lato c'è la crescita di Robb Stark come Re del Nord, oltre che il dispiegarsi della leggendaria "Guerra dei Cinque Re" (non a caso il romanzo di riferimento si chiama "A Clash of Kings", ovvero Scontro di Re); dall'altro abbiamo la maturità di Daenerys, che carica sulle proprie spalle il destino del khalasar appartenuto al suo amato Drogo e deve proteggere i neonati draghi da chi vuole impossessarsi del loro potere.

La battaglia delle Acque Nere rappresenta invece un momento altissimo, sia per la trama generale sia per lo sviluppo di Tyrion, che qui dà dimostrazione del suo genio militare. Viene introdotto Davos, personaggio amatissimo dai fan fino alla fine dello show, e soprattutto vengono gettate le basi per gli intrighi di Stannis e Melisandre, che andranno avanti fino alla stagione 6 con l'amara sorte del Baratheon, ucciso da Brienne dopo aver sacrificato la sua stessa figlia e perso l'assedio di Grande Inverno.

4° posto: Stagione 1

La stagione degli esordi si merita un posto medio-alto perché ha dato inizio ad un racconto diventato mito, ma è pur vero che i primissimi episodi della serie HBO mettevano in mostra un prodotto un po' acerbo e ancora lontano dal diventare il kolossal che avrebbe ammaliato il mondo dell'intrattenimento.

La struttura narrativa rimane vincente e affascinante e, forse, gli intrighi politici meglio scritti avvengono proprio nelle prime 10 puntate della serie: il "gioco del trono" più appassionante è proprio quello tra Eddard e Cersei, con un finale letteralmente da urlo che consegnò ai fan il primo di una lunga serie di dolori. Parliamo, ovviamente, della brutale esecuzione di Ned Stark, evento che ha praticamente innescato la sequenza di intrecci delle season successive.

3° posto: Stagione 3

Diciamo solo una cosa: le Nozze Rosse. Che a parer nostro sono ancora oggi l'evento più sconvolgente di GOT: per la messinscena e per il climax con cui viene costruito in una sequenza che mette ancora i brividi, in cui i Frey chiudono lentamente ogni uscita della sala grande delle Torri Gemelle, mentre la spettrale canzone de "Le piogge di Castamere" suona in sottofondo, celebrando la crudeltà e la violenza dei Lannister che stanno per abbattersi anche sulla povera famiglia Stark.

Fu la definitiva affermazione dell'idea che GOT non risparmia davvero nessuno, in un momento in cui Robb sembrava essere l'ultima speranza per il Nord e per la risoluzione della guerra.

2° posto: STAGIONE 4

Un ritmo pazzesco per uno dei blocchi di più episodi più avvincenti in assoluto. Già solo nella prima metà assistiamo alla morte di Joffrey e soprattutto al processo di Tyrion (ad oggi la miglior prova recitativa di Peter Dinklage), mentre nella seconda parte c'è lo sviluppo di una figura affascinante come Oberyn e il suo drammatico combattimento con Ser Gregor Clegane, finito in tragedia.

La battaglia al Castello Nero ha sancito l'inizio di una lunga escalation per la rappresentazione della guerra medievale in TV, mentre la partenza di Arya per Braavos dà inizio ad un arco narrativo cruciale per le fasi finali del racconto. Il cammino di Arya, in fondo, porterà la giovane Stark ad uccidere il Re della Notte, ed inizia davvero proprio sui titoli di coda della Season 4.

1° posto: Stagione 6

And the winner is... la sesta stagione di GOT. C'è semplicemente tutto quel che dovrebbe comporre un buon racconto e si chiudono diversi cicli iniziati nelle season precedenti. La crescita di Sansa, la redenzione di Theon, le prime rivelazioni sul potere di Bran, la morte di Hodor. La battaglia dei bastardi è ancora la migliore mai apparsa in televisione, e sancisce il riscatto di Jon Snow in quanto vero e proprio eroe, che si carica sulle proprie spalle la riconquista di Grande Inverno e spiana la strada alla morte di Ramsey, sancendo forse per la prima volta in assoluto il bene che trionfa sul male.

Il finale di stagione regala momenti di assoluto spettacolo: l'emozionante proclamazione di Jon come Re del Nord e l'importantissima rivelazione sulle sue origini, da molti fan attesa da tempo immemore grazie agli indizi disseminati da Martin nei romanzi; ma soprattutto l'incredibile sequenza dell'esplosione del tempio di Baelor per mano del crudele piano di Cersei. I primi minuti della puntata 6x10 sono un vero e proprio capolavoro di montaggio, visivo e sonoro: sulle note della splendida Light of the Seven si consuma la tremenda vendetta della Lannister, che assiste compiaciuta al genocidio dei suoi nemici - tra cui l'intera famiglia Tyrell, esclusa la tenace Olenna con l'ausilio dell'Altofuoco.