Gigi Proietti, i suoi migliori ruoli in televisione

Anche sul piccolo schermo Gigi Proietti ha saputo essere un mattatore unico dello spettacolo italiano; lo ricordiamo nei suoi ruoli migliori.

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"Fenomenali poteri cosmici in un minuscolo spazio vitale". Un'allegoria perfetta di Gigi Proietti, un mattatore unico del nostro cinema, teatro e televisione, costretto in quello che potremmo definire un minuscolo spazio vitale, quello degli 80 anni della sua esistenza, che sicuramente meritava di poter dare di più. Un attore del quale sentiremo la mancanza, in ogni momento, per la sua ironia, la sua comicità, per la sua capacità di raccontare il mondo dell'attore. Proviamo, quindi, a ricordarlo in quelli che sono stati i ruoli televisivi più importanti, quelli più significativi, che ci hanno aiutato ad amarlo fino all'ultimo giorno di vita e che resteranno patrimonio della nostra cultura.

Il Maresciallo Rocca (1996-2005)

Quando si parla di Gigi Proietti in televisione non si può non pensare a Il Maresciallo Rocca, la fortunata serie televisiva prodotta dalla Rai e ideata da Laura Toscano, per la regia di Giorgio Capitani. Durata nove anni, tra Rai 2 e Rai 1, la serie seguiva le avventure del maresciallo aiutante Giovanni Rocca, alle prese con svariate problematiche criminali da debellare.

Con il più classico dei canovacci italiani, ogni puntata alternava le vicende professionali dell'Arma dei Carabinieri con quelle private del maresciallo stesso. Composta da cinque diverse stagioni, ogni episodio aveva durata di circa 90 minuti e rappresentò un vero e proprio successo per la Rai, ma anche per la coppia messa in scena da Proietti, nel ruolo del protagonista, e da Stefania Sandrelli.

Il Maresciallo Rocca fu il primo ruolo di spessore per l'attore romano in televisione; dopo tanti anni di teatro, infatti, Proietti decise di provare la strada del serial televisivo, potenziando quella sua propensione alle miniserie, a una serialità di breve durata. Il Maresciallo Rocca, infine, fu anche una delle primissime fiction concentrate sull'Arma dei Carabinieri realizzate in Italia, con un risvolto serioso e con una finestra professionalmente valida sul corpo di polizia. Da Carabinieri a Don Matteo, tutte le serie venute dopo presero tanto dall'interpretazione di Proietti in quegli anni. La figura del protagonista, tra l'altro, venne anche trasposta in una versione a fumetti, rendendo Rocca un emblema della televisione italiana.

Una pallottola nel cuore (2014-2018)

Tra il 2014 e il 2018 Luca Manfredi realizza una serie televisiva con protagonista un giornalista romano alle prese con la cronaca nera della sua città e con una pallottola vicino al cuore, che non poteva essere rimossa facilmente. Tre stagioni durante le quali Gigi Proietti si ritrova a lavorare su vecchi casi irrisolti, finendo per riscattare anche la memoria di un vecchio amico, il cui caso è al centro della terza stagione.

La serie, per quanto non abbia riscosso lo stesso successo avuto da Il Maresciallo Rocca, aveva permesso a Gigi Proietti di vestire i panni di un uomo in linea con il suo essere romano, oltre a essere stato il suo ultimo ruolo in televisione, con dalla sua sia il pregio dell'esperienza, sia l'età avanzata, che gli permetteva di vestire al meglio i panni di un giornalista in cerca di una seconda giovinezza.

Le tigri di Mompracen (1974)

La televisione per Gigi Proietti era un mezzo strepitoso, come d'altronde anche lui aveva ammesso a più riprese, e lo aveva dimostrato sin da subito. Perché la sua avventura sul piccolo schermo, per quanto le serie televisive siano comparse soltanto tardi nel suo palmares, inizia negli anni Settanta grazie a Ugo Gregoretti, il regista che gli ha permesso di esprimersi al meglio.

Sotto la guida di quest'ultimo, Proietti interpretò Le tigri di Mompracem, un adattamento molto sopra le righe del romanzo di Salgari. Con Gregoretti nello stesso anno, il 1974, realizzarono anche lo show Sabato sera dalle nove alle dieci, un varietà che andava a rivedere il modo di intendere il genere in Italia, ma il suo ruolo nei panni di Sandokan resta sicuramente indimenticabile.

Gregoretti, d'altronde, veniva da un quinquennio di ostracismo televisivo a causa del precedente fallimento legato al Circolo di Pickwick (sempre con Proietti nel cast) e il suo ritorno sul piccolo schermo aveva bisogno di un grande mattatore. Proietti diede così vita ad un Sandokan munito di turbante e di irriverenza, in grado di dare al personaggio di Salgari quella vitalità espressa dalle urla, che gli permettevano di essere un guerriero inarrestabile e soprattutto un irascibile bipolare in grado di avere sbalzi d'umore inattesi. Tutti ottimamente gestiti da un Proietti, che all'epoca aveva dalla sua una verve figlia della giovane età.

Italian Restaurant (1994)

Nel 1994 Proietti, insieme con Nancy Brilli, si spostò a New York per accontentare le esigenze di Giorgio Capitani, desideroso di realizzare Italian Restaurant, una serie televisiva che con otto episodi di circa 50 minuti l'uno andò a raccontare le vicende di Giulio Broccoli, Proietti per l'appunto, in viaggio verso gli Stati Uniti per trovare fortuna.

Il classico sogno americano, insomma. Ritrovatosi invischiato, però, in una sorta di truffa, Proietti è chiamato ad abituarsi rapidamente alle vicende che incalzano la sua vita in America e alle numerose difficoltà del caso, tra cui l'aver perso tutti i risparmi, con un ristorante da gestire.

Una commedia in grado di intrattenere con brio, con la quale l'attore romano si ritrovò ancora una volta a prestare al piccolo schermo una grande interpretazione, che gli permise di rendere l'intera serie apprezzata tanto per le problematiche professionali quanto per quelle private. La storia d'amore immancabile, infatti, alla fine portava Giulio a doversi districare tra i problemi economici e quelli amorosi, sempre ben gestiti da Proietti.

L'avvocato Porta (1998-2000)

Dopo aver vestito i panni di un Carabiniere, pochi anni dopo Proietti provò anche la strada del tribunale con L'avvocato Porta, serie prodotta da Mediaset, nella quale l'attore romanosi ritrovò a vestire per due stagioni (per un totale di otto episodi) i panni dell'avvocato Antonio Porta. La serie durò due anni esatti e riuscì ad aggiudicarsi il Telegatto per il miglior film TV.

La regia di Franco Giraldi riuscì a realizzare un vero e proprio unicum nel mondo dello spettacolo, mettendo sullo stesso set Gigi Proietti e Ornella Muti: la coppia purtroppo durò soltanto una stagione, con l'attrice che poi venne sostituita da Maria Grazia Cucinotta. L'aspetto più particolare è rappresentato dal fatto che Mediaset, con la serie sull'avvocato Porta, sperava di poter replicare il successo ottenuto dalla Rai con il Maresciallo Rocca, affidandosi tra l'altro allo stesso attore che ne aveva interpretato le trame.